Cloud Computing: pro e contro


Già da qualche anno, l’avvento del cloud computing sta rivoluzionando il mondo IoT, in maniera a dir poco trasversale, non solo per i privati, ma soprattutto per le aziende. Anche in Italia, l’uso del cloud sta rapidamente prendendo il sopravvento sulle tradizionali modalità on premise, ossia quelle che richiedono un software installato localmente nel proprio hardware. Il motivo risiede in una serie di vantaggi, sia sul piano tecnico, sia su quello economico, segnando il progressivo passaggio dai modelli convenzionali alla piattaforma cloud. Non mancano, chiaramente, anche alcune criticità che non dovrebbero essere trascurate. Ma cos’è il cloud computing? Come funziona? Scopriamo tutti i pro e i contro di questo innovativo sistema.

Cos’è il cloud computing?

Secondo la definizione proposta da Microsoft, per cloud computing si intende “la distribuzione di servizi di calcolo, come server, risorse di archiviazione, database, rete, software, analisi e molto altro, tramite Internet”. Da questa definizione è facile intendere come questo servizio si presti a una molteplicità di applicazioni, senza nemmeno richiedere l’installazione di un dispositivo. Tutto ciò che occorre per utilizzare il cloud, infatti, è un dispositivo (pc, smartphone o tablet) e una connessione Internet. Il principio di funzionamento è del tutto simile a quello della posta elettronica, accessibile da qualunque device munito di connessione Internet. I servizi di cloud computing vengono erogati da società dette provider, a fronte di un corrispettivo commisurato, di norma, all’utilizzo del servizio stesso, al pari delle più comuni spese domestiche a consumo. Attraverso la connessione Internet, semplicemente connettendosi al cloud, è possibile gestire da remoto le risorse messe a disposizione dal provider. In questo modo i servizi si trasformano da on premise a on demand.

Come può essere utilizzato il cloud computing? Le sue applicazioni spaziano dalla possibilità di archiviare immagini e file, fino alla fruizione di fruire dei ormai diffusi servizi di streaming per l’ascolto di musica o per la visione di film. Se per i clienti consumer molti di questi servizi restano ancora in massima parte gratuiti, il potenziale di crescita del business del cloud è senza dubbio legato alle aziende, che hanno maggiore interesse a utilizzarlo. Qualche esempio? Possibilità di archiviare dati, farne il backup e il ripristino, analizzare dati aziendali o di mercati, fornire nuovi servizi o software on demand e molto altro ancora.

I benefici del cloud

A ben vedere, molto di ciò che si può fare con il cloud computing si potrebbe continuare a svolgere tranquillamente con i tradizionali sistemi on premise. Dunque, perché passare al cloud? Sebbene non sia privo di qualche criticità, il cloud computing offre numerosi vantaggi e benefici in termini di produttività e di costi. Proviamo a schematizzarli.

Da un punto di vista economico, il cloud computing consente di:

  • abbattere i costi fissi iniziali, riducendo gli investimenti su software e hardware per acquisto, configurazione, installazione, manutenzione; dati e programmi sono inseriti nell’infrastruttura e gestiti da personale competente.

  • ridurre di costi legati all’uso di elettricità h24 per alimentazione e raffreddamento;

  • ottenere maggior flessibilità, grazie alla velocità e semplicità di adeguamento delle condizioni contrattuali.

  • effettuare il provisioning delle risorse, tenendo conto solo delle effettive esigenze e dell’utilizzo del servizio, sul modello del Pay per Use.

  • risparmiare energie lavorative a vantaggio del core business: la gestione dell’infrastruttura passa interamente al provider, con la possibilità di liberare risorse umane da reindirizzare su altre attività.

I benefici del cloud, da un punto di vista tecnico, invece, possono essere così sintetizzati:

  • accesso al cloud in mobilità, ossia la possibilità di connettersi da qualunque luogo o da qualunque device munito di connessione internet;

  • maggior sicurezza del sistema, grazie alla possibilità di effettuare velocemente e rapidamente i backup;

  • indipendenza delle periferiche, in quanto non si è tenuti a installare, montare o configurare nulla, poiché tutto avviene on-line.

Le criticità del cloud

Come già detto, accanto ai numerosi vantaggi, non mancano alcune criticità del cloud computing che bisognerebbe prendere in considerazione. In primo luogo, l’utilizzo del servizio sconta una quasi totale dipendenza da Internet: in caso di mancanza di connessione o di connessione non abbastanza potente, tutti i dati memorizzati diventano inaccessibili. In secondo luogo, molti paventano potenziali rischi legati alla sicurezza informatica e a possibili violazioni della privacy.

Non bisogna dimenticare, infatti, che tutto ciò che viene archiviato nel cloud può essere soggetto a interventi da parte del provider, con il conseguente rischio di manipolazioni o di esposizione a spionaggio industriale, pirateria informatica o anche semplicemente a ricerche di mercato non autorizzate. La gravità aumenta nel caso in cui la società che eroga il servizio di cloud risiede in un paese estero diverso da quello dell’azienda utilizzatrice, con annesse difficoltà ad agire per vie legali, dovute a legislazioni e discipline differenti. Altri svantaggi possono sorgere in caso di vendor lock in del cloud, ossia in presenza di vincoli o clausole contrattuali che rendono le operazioni per passare a un altro provider o per ritornare ai tradizionali sistemi on premise particolarmente lunghe e complesse.

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