È arrivata la fine di Facebook?


Quella che sta interessando Facebook sembra proprio la “cronaca di una morte annunciata”. Già da qualche tempo, infatti, esperti e studiosi del settore lamentano un progressivo calo degli utenti, specialmente in determinate fasce d’età. Per contro, il colosso di Zuckerberg fa registrare parallelamente una consistente crescita dei profitti, dimostrando una sorprendente capacità di monetizzazione. Che una buona fetta di utenti sia ormai stufa del capostipite di tutti i social è abbastanza evidente, specialmente se si guarda al successo altre piattaforme come Instagram e Snapchat, che hanno saputo conquistare un target molto giovane. Ma se si trattasse solo di un cambiamento di target o di una crisi passeggera in attesa di qualche novità più stuzzicante? Prima di parlare di fine di Facebook, ecco alcuni aspetti sui quali vale la pena riflettere.

Facebook: criticità e punti di debolezza All’alba del 2019, si discute ancora molto sulla presunta fine di Facebook. Il social network, che ha certamente rivoluzionato il modo di comunicare e di relazionarsi con le persone, oggi mostra evidenti criticità e punti di debolezza, che si manifestano a più livelli e che potrebbero influenzare le scelte di chi investe in advertising. Negli ultimi anni l’attenzione di Zuckerberg sembra essersi concentrata troppo sull’opportunità di monetizzare il più possibile, commettendo una serie di errori: prima lo scandalo di Cambridge Analytica legato alla privacy che coinvolse le informazioni riservate di circa 87 milioni di utenti; poi la scoperta di dati pubblicitari gonfiati e poi giustificati come errore tecnico. Questo ha portato la dirigenza, evidentemente, a trascurare aspetti più importanti, relativi alla capacità di coinvolgimento e di creazione di valore per gli utenti.

La prima conseguenza è stato un progressivo spostamento degli utilizzatori verso altri social, più stimolanti e in grado di aggregare interessi e passioni da condividere con amici e conoscenti. Una delle principali criticità di Facebook, a oggi, consiste proprio in un ormai inarrestabile invecchiamento del target di riferimento. A dimostrarlo sono alcuni semplici dati:

  • il 53% degli utenti su FB è rappresentato da over 35;

  • gli utenti under 18 sono drasticamente diminuiti;

  • il target compreso tra i 30 e i 55 anni è in crescita;

  • il 44% di quelli tra 18 e 29 anni ha cancellato l’app dal proprio smartphone.

Questo vuol dire: in primo luogo, che il target, che alle origini aveva fatto da traino, oggi continua a invecchiare; in secondo luogo, che probabilmente Facebook al momento non è in grado di “reinventarsi”, perdendo appeal sulle fasce più giovani di utilizzatori.

Altra criticità che è inevitabile constatare riguarda il funzionamento dei nuovi algoritmi di Facebook che, all’interno del feed, portano a penalizzare i profili degli amici, a vantaggio di fanpage e profili pubblici. Il risultato è un susseguirsi nella nostra homepage di post relativi a pubblicità, sponsorizzazioni e promozioni, spesso giudicate eccessive e che portano gli utenti di Facebook a smettere di seguire un brand o un’attività sui social. A questo si aggiungono anche crescenti preoccupazioni relative alla della privacy, testimoniata da un crescente ritorno a prendere misure volte a una maggiore riservatezza e una maggior tutela dei propri dati personali.

La crisi di Facebook: alcune considerazioni

I fatti sembrano confermare una crisi di Facebook che, nonostante gli sforzi dichiarati per rendere il social più interessante e più sicuro sotto il profilo della privacy, continua a perdere utenti e manifestare carenze sotto diversi punti di vista, sotto i colpi di altri social network. Ciò che si evince è una sostanziale difficoltà del social gestire enormi quantità di dati che il team di Zuckerberg preferisce sfruttare per aumentare i propri profitti, perdendo di vista il giusto equilibrio tra quelle che sono le esigenze e le aspettative degli utenti e l’inevitabile bisogno di monetizzare. La generale insofferenza degli utilizzatori di Facebook, che tendono a migrare verso altre community e a ridurre significativamente i tempi medi di accesso all’app, può essere contrastata restituendo il giusto valore alle relazioni che sono alla base del social network e continuando a introdurre novità che possano renderne più interessante l’utilizzo.

Anche per chi si occupa di social media e di content marketing, la via migliore rimane quella di puntare su contenuti di qualità, originali e creativi, destinati a incontrare effettivamente gli interessi degli utenti. Fermo restando il buon successo dei Facebook ADS e dei post sponsorizzati (almeno in termini di copertura e visibilità), il fatto che il 40,5% degli iscritti continui a preferire annunci pubblicitari coerenti con i propri interessi, lascia ben sperare per gli addetti ai lavori e per coloro che intendono effettuare investimenti pubblicitari sui social. L’ipotesi di un rinnovamento generale e di uno svecchiamento della piattaforma, rimane comunque assolutamente auspicabile per il prossimo futuro, nell’intento di riconquistare un target che potrebbe riportare Facebook a essere quello di un tempo.

#Facebook #SocialNetwork #SicurezzaSocial

COFFEEBYTES rappresenta un concept brand ideato da SaidiSEO.com

Sede Ufficio: Via Privata Francesco Koristka, 4, 20154 Milano MI - P.IVA 09215030967
e-mail per informazioni: info@ferdinandodagostino.com; saidiseo@ferdinandodagostino.com

Ferdinando Dagostino - SaidiSEO "Web Creative e SEO"

P.IVA 09215030967

YouTube CB.png
Spreaker CB.png
Facebook CB.png
Instagram CB.png
LinkedIn CB.png