Tesla: Il miglior microchip al mondo pronto a guidare le nostre auto


Il 22 aprile scorso a Palo Alto, in California, si è assistito alla presentazione de “il miglior microchip al mondo”.

Elon Musk, CEO di Tesla, affiancato dal capo del settore AI, Andrej Karpathy, e dal capo dell’ingegneria hardware, Pete Bannon, lo ha annunciato durante il Tesla Autonomy Day, l'evento creato apposta per mostrare le ultime novità dell’azienda automobilistica.

Per raggiungere fan e curiosi in tutto il mondo, l’avvenimento è stato trasmesso in streaming per 4h sul canale YouTube dell'azienda. In quest'occasione, Elon Musk e la sua squadra hanno presentato il microchip realizzato per i nuovi modelli Tesla. Macchine diventate famose perché elettriche e con la possibilità di inserire la guida autonoma del mezzo alla presenza del conducente, ma senza il suo coinvolgimento.

Il nuovo microchip Tesla

Pete Bannon sostiene che il nuovo microchip, creato per il software Autopilot delle macchine Tesla, sia una potenza in cui sono concentrati l’informatica e il video. Sempre di Bannon è la dichiarazione per cui: “Il computer è in grado di riconoscere qualsiasi codice eseguito che sia stato autenticato da Tesla”.

Elon Musk ha rincarato la dose, affermando che: "La probabilità che questo computer fallisca è sostanzialmente inferiore a quella di qualcuno di perdere conoscenza".

Come lavora il microchip

Il nuovo microchip è creato in modo da avere degli acceleratori di rete neurali che possano processare 2300 fotogrammi al secondo di immagini, ovvero 2,5 miliardi di pixel al secondo.

Da dove arrivano i fotogrammi? Dalle otto telecamere posizionate sugli ultimi modelli di Tesla. Ecco perché è uno dei microchip più potenti al mondo e i suoi inventori ne sono così orgogliosi. L’obiettivo di avere macchine total self-driving è sempre più vicino.

AI e microchip

Andrej Karpathy e la sua squadra si occupano di alimentare e addestrare la rete neurale di questo microchip, fornendogli dati presenti sulle strade: posizione di linee di corsia, segnali stradali, presenza di pedoni, ciclisti, scooter, moto e molto altro.

L'idea alla base del funzionamento del microchip è che il guidatore di una Tesla, utilizzando l'auto in varie condizioni, su strade diverse e con un personale stile di guida, aiuterà il microchip a migliorarsi, attraverso la rielaborazione dei feedback ricevuti.

In questo modo, il software deciderà come guidare la macchina e quali manovre compiere. Una sorta di imitazione dei compiti che riesce a svolgere il cervello umano. Più persone guideranno una Tesla, più dati verranno raccolti e più l'intero sistema migliorerà la sua affidabilità.

L'obiettivo principale, da qui ai prossimi due anni, è non dover più posizionare le mani sul volante per compiere delle manovre, fino a una sua utopica rimozione, con i pedali incorporati nella macchina. Si tratterebbe di una guida autonoma di livello 4.

Senza dimenticare che “al centro di tutto c’è la sicurezza”, come ribadisce lo stesso Musck.

La concorrenza

La concorrenza di Tesla, che crea auto self-driving, preferisce utilizzare un altro sistema: Lidar. Questa alternativa è vista da Musk come inutile e molto costosa, cosa che il CEO di Tesla non manca di ripetere ogni qualvolta ne abbia l’occasione.

Il Lidar (Laser Imaging Detection and Ranging) è un sistema che utilizza il laser per tele-rilevare in maniera continua ostacoli, oggetti e persone presenti sulla strada nel raggio di 1km. I dati raccolti e processati da un software specifico, permettono poi la guida autonoma del veicolo.

L’altra idea di Musk

L’entusiasmo e l’ambizione di Musk sono contagiosi e fanno immaginare un futuro ultra-tecnologico. L'azienda californiana preventiva che tra un anno le Tesla in circolazione saranno più di un milione.

Non si ha modo di sapere se questi siano dei dati credibili o meno. Per ora, è certo che il numero uno di Ford, Jim Hackett, sostenga che il mercato delle auto con guida autonoma sia stato sovrastimato.

I robotaxi

In un futuro non tanto distante c’è inoltre un altro progetto di Musk: i robotaxi, che in qualche modo rientrano nella visione del milione di Tesla su strada entro il 2021.

Le nuove auto della Tesla potranno percorrere fino a un milione di miglia, il che rende molto appetitoso il nuovo concetto di ride sharing marchiato Tesla. Musk vorrebbe creare una rete brandizzata e unicamente Tesla, in cui si abbia la possibilità di mettere a disposizione auto di proprietà, che offrano passaggi a chi ne abbia bisogno. Come per i servizi di ride sharing già esistenti, ci sarà una app, tramite cui prenotare il passaggio.

Attenzione: si tratterà di un’auto che sarà autonoma in tutto e per tutto, parcheggio compreso. Una sorta di Uber automatizzato e privo di guidatore.

In questo modo il posto del guidatore sarà vuoto e sfruttabile per un passeggero in più.

Questa è l’ambizione di Musk. Per ora, all'interno delle auto Tesla la presenza del conducente, che interviene su volante e pedali in caso di necessità, è ancora confermata. Sono, però, in corso le trattative per permettere alle auto con Autopilot di circolare in autonomia e senza problemi.

Chi entrerà a far parte di questa rete potrebbe riuscire a guadagnare 30mila dollari lordi all’anno. Non male come entrata extra. Forse, tra qualche anno, su strada non ci saranno macchine volanti, ma di sicuro il futuro in cui le auto si guidano da sole sta diventando realtà.

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