Tesla: Incidenti stradali e crollo delle azioni


“Nel 2020, avremo su strada più di un milione di robotaxi Tesla”. Questa l’affermazione fatta ad aprile da Elon Musk, CEO di Tesla, durante il Tesla Autonomy Day. Se accadrà non si sa. Per ora Tesla ha qualche problema serio a cui pensare, tra cui gli incidenti legati all’Autopilot e il crollo delle azioni in borsa.

Gli incidenti stradali delle Tesla

Nel 2016 e a inizio 2019 ci sono stati due incidenti stradali mortali che hanno visto coinvolte la Tesla Model S e la Tesla Model 3. La dinamica di entrambi gli incidenti è molto simile. Scontro con un camion nel primo caso, e contro una barriera di protezione nel secondo.

Le indagini svolte a seguito degli incidenti, hanno rilevato che al momento dello schianto entrambi i conducenti stavano utilizzando l’Autopilot. Sulla Tesla Model S l’Autopilot è creato da Intel. Mentre sulla Tesla Model 3, il software di guida autonoma è realizzato dalla stessa casa madre della macchina.

Come dovrebbe funzionare Autopilot

Autopilot è un software di AI che permette alle Tesla di guidarsi da sole, facendogli mantenere la corsia in cui viaggiano come farebbe un "conducente umano". Le sue funzionalità non si fermano qui. L'Autopilot, infatti, si occupa anche di gestire il cruise control, il parcheggio autonomo e il cambio di corsia.

La Tesla di solito raccomanda, per questioni di sicurezza, di non togliere le mani dal volante quando si inserisce l’Autopilot.

Cosa permette di rilevare le informazioni utili per Autopilot

Il radar presente su ogni modello Tesla che, a detta di Elon Musk, ha “il miglior microchip di sempre”, serve per fare in modo che il software Autopilot guidi la macchina senza l’aiuto del conducente.

Lo strumento ha il compito di intercettare qualsiasi possibile elemento presente sulla strada: autoveicoli di ogni grandezza e tipologia, moto, pedoni vicini all’auto.

A quanto pare, però, Autopilot ha dei problemi nel rielaborare i dati che il radar acquisisce su oggetti fissi come un guardrail, un cavalcavia, o che passino in maniera perpendicolare all’auto. Vedi, come nel caso di uno dei due incidenti, un camion che attraversa la strada e risulta impossibile da rilevare per la Tesla che non riesce, quindi, a fermarsi in tempo.

Il dato che preoccupa di questi incidenti è che, a distanza di tre anni tra un episodio e l’altro, peraltro molto simili per le dinamiche di svolgimento, non si sia ancora risolto il problema del software Autopilot. L’algoritmo di AI, per come è programmato adesso, non è ancora in grado di rielaborare tutti i dati raccolti, in modo da far funzionare il sistema alla perfezione senza mettere in pericolo conducente e passeggeri.

I problemi finanziari oltre l’Autopilot

Gli incidenti stradali che hanno visto coinvolte le Tesla con Autopilot attivo rappresentano un bel problema visto l’annuncio fatto da Musk il mese scorso, ma non l’unico motivo di stress dell’azienda.

Da inizio anno, le azioni in borsa della Tesla hanno avuto un crollo negativo. Gli analisti di Wall Street guardano con occhi preoccupati l’azienda automobilistica super tecnologica di Palo Alto: i debiti non sembrano accennare a diminuire. Chiudere il 2019 in pareggio o sperare in un utile, si sta rivelando un’impresa più ardua del previsto.

Gli investitori e gli analizzatori dei mercati finanziari vorrebbero che il fondatore di Tesla si dedicasse più alla vendita della Tesla Model 3, piuttosto che dedicare fondi e investimenti di denaro ai robotaxi, al campo assicurativo e ai vari progetti di Elon Musk.

Basti pensare che delle 360.000 auto inserite nella previsione di vendita del 2019, nei primi tre mesi ne sono state vendute realmente poco più di 60.000. Pochine per rimpinguare le casse e le perdite di denaro di Tesla.

I problemi secondo Musk

Il fondatore di Tesla è ben consapevole di come sono andati finora gli affari. Recente è infatti la mail indirizzata a tutti i suoi dipendenti per informarli della rivalutazione degli stipendi e dei bonus.

Oltre a questo dettaglio interno e agli incidenti dovuti all’Autopilot, Elon Musk sostiene che la crisi della Tesla è data dalle lobby che producono auto e petrolio. A suo parere, queste ultime puntano sul produrre una forte disinformazione circa quanto sarebbe vantaggioso per tutti il trasporto a zero impatto ambientale a cui punta la sua azienda, per poter mantenere a lungo l’egemonia sul mercato e non permettere alle soluzioni della green economy di espandersi.

In tutto questo, si può intravedere una nota positiva: la tenacia e l’ottimismo di Elon Musk che non accennano a diminuire, ma lo spronano ad andare avanti. Non resta che aspettare e vedere come riuscirà a trovare la liquidità per far tornare in pari il bilancio a fine anno.

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