Tesla: Elon Musk, SpaceX e i satelliti informatici


Un genio inventore, eccentrico, che fa spesso parlare di sé per trovate che in molti definirebbero folli, con progetti a dir poco ambiziosi e, soprattutto, tanti fondi per realizzarli. Vi ricorda qualcuno?

Elon Reeve Musk è un imprenditore, inventore e filantropo sudafricano con cittadinanza canadese, naturalizzato statunitense. Dalle macchine di lusso elettriche a progetti di trasporti ad alta velocità, passando per Pay-Pal, di cui è il proprietario e co-fondatore, Musk ha mani in pasta in diversi ambiti. Del 2016 inoltre è il suo posizionamento tra le prime trenta persone più potenti al mondo e tra le prime cento per quelle più ricche.

Nei primi anni duemila Musk iniziò a far parlare di sé con SpaceX, un'azienda aerospaziale e di servizi di trasporti spaziali con un obiettivo ben preciso: la conquista di Marte!

Detta così sembra l'incipit per una storia di fantascienza, eppure è la realtà. L'azienda creata da Musk nell'ormai lontano 2002 torna a far parlare di sé per il lancio in orbita di 60 satelliti a bordo di un Falcon 9, che andranno a comporre una vera e propria costellazione attorno alla Terra.

Il lancio farebbe parte del progetto Starlink, che dovrebbe comprendere anche la futura rete di satelliti SpaceX, una volta portata a compimento. Lo scopo di questo progetto è quello di fornire una rete Internet ad alta velocità in tutto il mondo portando in orbita, entro metà 2020, la bellezza di 12.000 satelliti, mandati in orbita con il lancio da Cape Canaveral di Falcon 9. Lo stesso Falcon 9 che aveva già all'attivo due missioni spaziali.

Al momento, l'obiettivo principale dei 60 satelliti sarà quello di testare il sistema, in vista del trasporto in orbita degli altri dispositivi.

Un'idea nuova?

Il progetto Starlink non è il primo che tenta di portare la connessione Internet in tutta la Terra ma di sicuro è tra i più avvantaggiati nella riuscita per mezzi e finanziamenti. Altre aziende, compresa la Iridum Communications, una grande società statunitense specializzata nelle telecomunicazioni satellitari, hanno tentato di fornire servizi di telefonia e connessione internet dallo spazio.

Tuttavia, questi tentativi si sono sempre basati sull'utilizzo di tecnologie decisamente meno avanzate ed con un numero di risorse inferiore, si parlava infatti di 77 satelliti Iridium contro i 12.000 di Starlink.

Recentemente diverse società si stanno spingendo in questa direzione, in quanto sembrerebbe il modo più efficace di fornire un servizio meno diffuso di quel che si pensa, in tutto il mondo.

Pensiamo solo al ristretto territorio italiano dove, complice anche la sua morfologia, la rete ADSL non solo è poco efficace, ma in alcuni casi addirittura assente. Starlink potrebbe rivoluzionare concretamente il campo delle comunicazioni, avendo a disposizione un vero e proprio monopolio di zone geografiche specifiche.

Anche la WorldVu Satellites, società statunitense, che vanta tra i propri principali investitori il miliardario Richard Branson, ha in programma proprio per quest'anno l'avvio di OpenWeb, che prevede la costruzione di una costellazione di circa 100 satelliti. Il progetto si starebbe al momento sviluppando parallelamente a quello di Starlink.

Starlink: un progetto ambizioso

Il progetto Starlink fu inizialmente presentato da Elon Musk nel gennaio 2015 e proprio in quell'anno SpaceX aprì una propria divisione di ricerca e sviluppo di tecnologie satellitari a Redmond, città famosa, tra l'altro, per ospitare la sede principale di Microsoft.

Mentre la divisione sopracitata si adoperava per sviluppare la tecnologia dei satelliti, la SpaceX ha ottenuto dalla Federal Communications Commission (FCC), l’agenzia federale statunitense che si occupa di telecomunicazioni, il permesso di trasmettere il segnale in orbita.

I primi satelliti sono stati lanciati con la possibilità di trasmettere su diverse frequenze a seconda delle necessità, fermo restando trattandosi di satelliti piccoli e compatti, le trasmissioni avverranno ad orbite piuttosto basse.

I costi del progresso

Partiamo con il dire che Starlink è chiaramente un progetto estremamente costoso che potrebbe portare a profitti notevoli; tuttavia, non è ancora chiaro quanto possa costare a SpaceX e soprattutto quanto possa essere sfruttato.

Il Wall Street Journal era entrato in possesso di alcune analisi finanziarie che riguardavano le previsioni di ricavo per l'azienda di Musk: si parlava di 40 milioni di iscritti al servizio e di 30 miliardi di dollari di ricavo entro il 2025.

Sicuramente una bella cifretta, tanto più che lo stesso Musk ha affermato che Starlink potrebbe diventare una delle fonti di reddito principali per finanziare i suoi progetti di colonizzazione di Marte nel prossimo futuro.

Ci sono dei punti su cui ragionare per comprendere se il progetto darà i frutti sperati o meno, a partire dall'efficienza del servizio. SpaceX deve dimostrare di avere sviluppato una tecnologia sufficientemente potente ed efficace da rispettare le aspettative, e allo stesso tempo non disattendere gli obiettivi avanzati.

Non solo la costruzione di tutti i satelliti necessari rappresenta una sfida, oltre che un grande impegno, ma anche saperli calibrare e gestire, una volta lanciati, in modo tale da coprire in modo uniforme l'intero pianeta non sarà uno scherzo.

Senza contare che, SpaceX dovrà anche trovare il modo di costruire ricevitori in grado di passare di continuo da un satellite all’altro per poter contare su una connessione stabile.

Speriamo che i 60 satelliti in orbita diano i riscontri positivi preventivati e siano in grado di fornire elementi concreti sull'andamento di Starlink.

#tesla #elonmusk #satelliti #reteinternet #SpaceX

COFFEEBYTES rappresenta un concept brand ideato da SaidiSEO.com

Sede Ufficio: Via Privata Francesco Koristka, 4, 20154 Milano MI - P.IVA 09215030967
e-mail per informazioni: info@ferdinandodagostino.com; saidiseo@ferdinandodagostino.com

Ferdinando Dagostino - SaidiSEO "Web Creative e SEO"

P.IVA 09215030967

YouTube CB.png
Spreaker CB.png
Facebook CB.png
Instagram CB.png
LinkedIn CB.png