Vodafone: Reti nazionali KO


Nella giornata del 13 giugno, precisamente nel primo pomeriggio gli utenti di una delle più grandi compagnie di servizi di rete telefonica e internet si sono trovati nell'impossibilità di utilizzare la linea a causa di un disservizio che ha colpito prima la linea fissa e poi quella mobile.

Il blocco sarebbe iniziato verso le 15.30 circa per continuare per tutto il pomeriggio fino a tarda serata. In queste ore, il numero riservato all'assistenza Vodafone, il 190, era l'unico contattabile, ma la chiamata s'interrompeva dopo poco. Sembrerebbe, inoltre, che anche nel resto d'Europa ci siano stati malfunzionamenti sulla rete.

Per stessa ammissione della major telefonica il disservizio è stato causato da un problema tecnico sulle reti, al quale è stato posto rimedio nel giro di poche ore. Tutti i clienti, in ogni caso, sono stati rimborsati, permettendogli di poter usufruire della rete internet in modo illimitato e gratuito per tutto il giorno successivo.

Connettività e telefonia

Non è la prima volta quest'anno che un importante operatore telefonico deve affrontare un down di questo tipo, anche mai così importante. Ricordiamo, infatti, che a marzo anche Tim aveva dovuto affrontare un problema simile: i clienti di rete fissa e mobile riscontrarono, infatti, grosse difficoltà di connessione.

Questi due eventi quasi concatenati uno all'altro dovrebbero spingere a porci qualche domanda sullo stato delle comunicazioni internet in Italia, perché di questo si tratta. Siamo nel 2019, in un'epoca in cui alla base della sua società non può che esserci il mondo digitale: prenotazione di esami medici, richiesta di rimborsi, pagamenti delle tasse, comunicazioni di mutua, informazione ecc...

Tutte queste operazioni sono ormai esplicabili anche telematicamente, anzi, molte volte sono possibili solo tramite computer per via di uffici pubblici troppo affollati o inagibili per orari o dislocamenti. Il fatto che per moltissime zone italiane non sia disponibile una connessione veloce o anche solo sufficiente non può che essere indice di un problema.

I dati

Recentemente AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha lanciato una nuova versione del suo servizio Broadband Map, che consente di visualizzare lo stato delle connessioni sul territorio nazionali e quindi delle prestazioni che gli utenti possono avere in diverse zone del paese (città, coste ecc..).

Basandoci sui dati relativi al 2018, risulta evidente il progressivo calo del numero di connessioni su rete in rame ancora in uso: fino al 2017 erano 16 milioni mentre nel 2018 sono calate a 13,3 milioni. Bene ma non benissimo, anche perché bisogna tener presente che nel caso delle connessioni erogate su architettura FTTC (Fiber-to-the-Cab), almeno per quanto riguarda gli ultimi metri di cavo, ovvero quelli che portano dal modem casalingo all'armadio stradale, sono sempre in rame su doppino tradizionale.

Le linee FTTC, in grado di garantire una velocità tra 30 a 200 Mbps sono passate da 3 milioni a 5,3 milioni, mentre gli accessi derivati dalla FTTH (Fiber-to-the-Home), ovvero una fibra i cui i cavi arrivano direttamente ai modem, hanno una crescita pressoché ferma, se la poniamo in proporzione al numero di utenze: passano, infatti, da 470.000 a 690.000.

In modalità FWA, ovvero il tanto ricercato Wi-Fi, si sono connessi nel 2018 1,14 milioni circa di utenti, contro i 940.000 di giugno 2017.

Sembrano dati davvero notevoli se non fosse che il numero delle famiglie in Italia, secondo l' INSTAT era 25.981.996 nel 2017, mentre le connessioni attive con banda larga ed ultra-larga solo 16,8 milioni.

E l'efficienza?

Sui complessivi 16,8 milioni di utenze a giugno del 2018, solo 2,42 milioni potevano effettivamente superare i 100 Mbps in downstream, circa 4 milioni era tra i 30 e i 100 Mbps, 5,7 milioni di utenti fra i 10 e i 30 Mbps e ben 4,7 milioni erano sotto i 10 Mbps - senza contare le 9 milioni di famiglie sfornite di connessione.

Con queste cifre ci sorprendiamo che il traffico mobile abbia avuto un incremento del 55%? Assolutamente no, specie se prendiamo in considerazione l'evoluzione esponenziale raggiunta dalla tecnologia cellulare che consente di compiere tutta una serie di operazioni prima esplicabili solo via PC. Questi due fattori hanno fatto sì che il mobile diventasse la prima risorsa di comunicazione e connessione in Italia raggiungendo allo stesso tempo un nuovo record.

Le SIM abilitate alla connessione sono, infatti, circa 54 milioni in Italia, il che significa praticamente una o più pro-capite, con un traffico dati pari a 1.120 Petabyte e i consumi unitari mensili medi, pari a 3,63 Giga/mese e in crescita, appunto, del 55%.

A conti fatti, lo stato delle linee in Italia non è esattamente fra i migliori né da rete fissa né da rete mobile, la cui connessione non si rivela troppo stabile. Pensiamo semplicemente al fatto che le nuove generazioni si preparano ad avere il 5G, ma che in Italia in molte zone a tutt'oggi bisogna ancora sudare per avere a disposizione una connessione 3G.

Il mondo va avanti ad una velocità impressionante, la tecnologia si evolve e le società con un capacità di adattamento maggiore e più rapido sono quelle che ne godranno a piene mani, sfruttando il fenomeno prima che diventi obsoleto, cavalcandone l'onda.

E mentre Elon Musk lancia in orbita i primi 60 satelliti per trasmettere dallo spazio, alcuni di noi agognano ancora l'ADSL.

Saremo pronti per quando la tecnologia si evolverà a tal punto da avere un rete globale?

#reteinternet #innovazione #digitaltransformation

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