Attesa per il 2020 Libra: la criptovaluta di Facebook


Il 18 giugno scorso, Mark Zuckerberg ha annunciato con un post che nel 2020 arriverà Libra, la criptovaluta di Facebook che si potrà scambiare su Messenger e WhatsApp.

Libra è il nome sia della criptovaluta che dell’associazione no profit con sede a Ginevra, in Svizzera, che ha visto la nascita dell’ultimo progetto di Facebook grazie alla collaborazione di 30 co-fondatori.

Ecco i nomi di alcuni di loro che hanno aderito con un contributo di 10milioni di dollari ciascuno: Uber, MasterCard, Stripe, Visa, Booking.com, Bay, Farfetch, Lyft, Spotify, Stripe, Kiva, Mercy Corps, Women's World Banking, PayPal, Iliad, Vodafone.

L’idea alla base di Libra

Nel post scritto da Mark Zuckerberg a metà del mese scorso su Facebook si legge: “Ci sono circa un miliardo di persone che non hanno un conto corrente bancario, ma hanno un telefono cellulare. Credo che inviare soldi a qualcuno dovrebbe essere facile come inviare una foto". Ed è proprio in queste frasi si evince il cuore dell’idea del progetto Libra.

Come sostiene lo stesso fondatore del colosso di Menlo Park, nel mondo ci sono tantissime persone nei paesi in via di sviluppo, che hanno uno smartphone con una connessione a internet, a cui però è preclusa la possibilità di accedere a una banca e possedere un conto corrente personale.

Grazie alla nuova criptovaluta Libra, si vuole dare la possibilità a queste persone e a tutti coloro che lo vorranno, di poter avere un portafoglio digitale, senza dover aprire il classico conto corrente in un istituto di credito pubblico o privato. Libra, infatti, potrà essere scambiata tra persone in tutto il mondo tramite Messenger e WhatsApp.

Basta solo pensare al vantaggio che avrebbero coloro che utilizzano i servizi di money transfert. Le commissioni di queste operazioni saranno annullate. Con Libra e un’app, basterà un semplice tocco sul proprio smartphone e i soldi verranno inviati, proprio come si fa con una foto.

Oltre a questo si potrà inoltre pagare il biglietto dei trasporti pubblici, del cinema, ma anche le bollette e sfruttare tanti altri servizi senza dover necessariamente avere sempre con sé bancomat, carta di credito o banconote.

Conquistare la fiducia delle persone

L’idea è nobile e fin qui è stato tutto molto bello, ma c’è un piccolo dettaglio: Mark Zuckerberg e i finanziatori del progetto devono conquistare la fiducia delle persone per spingerle ad utilizzare Libra.

Come? Schierando due carte vincenti: Calibra e il fatto che Libra sarà una stable coin, ovvero una valuta stabile.

Calibra

Chiunque vorrà utilizzare Libra e avere un wallet virtuale metterà a disposizione i propri dati sensibili. Facebook, purtroppo, è famosa per i problemi riguardanti la gestione della privacy dei dati dei propri utenti, per ciò il dubbio è più che lecito.

Privacy, sicurezza, gestione di Libra verranno regolamentate e amministrate da Calibra, una “filiale indipendente regolamentata come altri fornitori di servizi di pagamento” come scritto da Zuckerberg nel post - che ha già fatto il giro della rete - di presentazione di Libra .

I dati che verranno scambiati tramite l’utilizzo di Libra saranno controllati e gestiti da un team di esperti di Calibra, in maniera separata rispetto a quelli del proprio account Facebook. Al tempo stesso, l'obiettivo prefissato è fare in modo che né Libra né Calibra vengano utilizzate a scopo di frode.

La sicurezza maggiore sarà fornita dal sistema di blockchain su cui si basa tutta l’infrastruttura e il progetto di scambio della criptovaluta Libra.

In più, visto la numerosa partecipazione da parte di diverse aziende che lavorano nel settore della Fintech, il trattamento dei dati dovrà essere impeccabile per non avere una ricaduta negativa sull’immagine dell'azienda.

Libra, stable coin

Il secondo punto, che si presume possa indurre le persone a fidarsi di Libra, parte dall'assunto che la valuta sia stabile.

I classici bitcoin degli ultimi anni, hanno avuto tantissime oscillazioni nei mercati finanziari con notevole interessamento del loro valore. Questo ha generato negli addetti ai lavori alcune polemiche e analisi pregiudizievoli.

In questo caso, invece, Libra sarà collegata a un prodotto finanziario non virtuale già esistente, partendo da valute stabili come dollaro o euro.

Siamo di fronte a un’idea rivoluzionaria. Se avrà il successo che tutti a Ginevra si augurano, la finanza mondiale farà un salto nel futuro. Al momento resta solo da capire come verrà gestito il lato fiscale di Libra. Ma per questo ci sarà da aspettare ancora un po’.

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