Annunci targettizzati in arrivo su Spotify


Spotify, il servizio di musica on demand per eccellenza, offrirà agli inserzionisti la possibilità di inserire gli annunci seguendo una targetizzazione basata sui podcast ascoltati dagli utenti.

Creato nel 2008 da una start-up svedese, a gennaio 2018 Spotify contava 140 milioni di utenti attivi al mese e più di 70 milioni di abbonati. Fatta eccezione per Sony, EMI, Warner Music Group e Universal, offre un catalogo musicale vastissimo ed è disponibile nella maggior parte dei paesi dell'Europa, quasi interamente nel continente americano, in Australia, in Nuova Zelanda e in alcuni paesi dell'Asia.

Il servizio è disponibile in due modalità: una versione free, che offre musica, playlist in modo gratuito, ma intervallata da annunci pubblicitari radiofonici o annunci visivi; l'altra a pagamento, attraverso la creazione di un account premium, già disponibile al momento della registrazione tramite account Facebook o Spotify. Questo offre la possibilità di eliminare gli annunci e di accedere ad ulteriori servizi, quali lo streaming con un più alto bitrate (fino a 320 kb/s).

I podcast

Nell'era dei social, degli annunci pubblicitari di ogni genere e della personalizzazione avanzata, si potrebbe pensare che tra non molto qualsiasi cosa online e offline potrà essere customizzata, dipendendo dai nostri gusti, dalle nostre scelte.

Spotify è un social per eccellenza: oltre alla musica è possibile seguire numerose tipologie di podcast suddivise per argomento. Questo genere di interventi, caricati da diversi utenti, sono raggiungibili attraverso la sezione “naviga > podcast”, in cui, oltre ad avere una elenco di quelli più ascoltati o di tendenza, vi sono diversi trend: storie, formazione, musica, lifestyle e salute, giochi, business e tecnologia, arti e intrattenimento, sport e divertimento,notizie e politica, commedia, bambini e famiglia.

12 macro-categorie che racchiudono tutti gli argomenti più ricercati, e dato l'ampio bacino facilmente raggiungibile da Spotify, quest' ultimo può dirsi uno dei mezzi di comunicazione e informazione più efficienti e diffusi al mondo: solo in Italia la versione free raggiunge ogni settimana il 30% degli italiani tra i 15 e i 34 anni.

Gli annunci targetizzati

L' idea di Spotify è quella di dare la possibilità agli inserzionisti pubblicitari di raggiungere gli utenti della versione gratuita tramite i podcast che ascoltano, targetizzando il loro contenuto. Al momento il progetto è ancora in prova, ma più di 10 paesi, fra cui Stati Uniti, Canada, Messico, Brasile, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna e Australia, hanno già aderito all'iniziativa.

I marchi che stanno testando l'opzione al momento non sono molti, ma tra questi spicca Samsung, che commercializza i suoi Galaxy Buds e 3M - gli sponsor ufficiali del podcast di Spotify Original Dope Labs.

Anche se non vi sono ancora stati annunci ufficiali su larga scala, e se ne può capire il motivo, sappiamo che questo è solo uno degli ultimi investimenti fatti per sfruttare al meglio le potenzialità dei podcast. La società svedese avrebbe infatti già acquistato i podcast Gimlet, Parcast e Anchor per un totale di 400 milioni di dollari, continuando ad ampliare la sua linea di contenuti esclusivi, che ora include spettacoli come The Joe Budden Podcast, Stay Free: La storia dello scontro, Jemele Hill Is Unbothered e Amy Schumer Presents. Degno di nota è inoltre l'accordo con la società di produzione di Barack e Michelle Obama Higher Ground.

Il podcast sembra il futuro su cui vuole puntare Spotify, anche sulla base dei dati forniti da Edison Research, secondo cui il 51% degli utenti statunitensi ha ascoltato nell'ultimo anno almeno un podcast, mentre sarebbero 62 milioni gli utenti che li ascoltano settimanalmente; lo stesso Spotify ha inoltre dichiarato che il loro ascolto è cresciuto annualmente del 250% a partire dal 2008.

Un gran bella impennata per un'applicazione che si era imposta solo nel campo musicale. Un portavoce ha dichiarato infatti: "Col tempo, aspiriamo a sviluppare una soluzione pubblicitaria più robusta per i podcast che ci consentirà di stratificare il tipo di targeting, misurazione e capacità di reporting che abbiamo per gli annunci che accompagnano altre esperienze di contenuti come musica e video"

L'evoluzione della pubblicità e degli algoritmi

La parola d'ordine nel web del 2019 è “targetizzare”,ovvero, proporre al momento giusto le cose giuste agli utenti giusti, senza, però, che essi se ne accorgano. Per quanto possa sembrare negativo, nella realtà di tutti i giorni, avere quello che si cerca nel più breve tempo possibile è esattamente quello che si vuole ottenere dalla rete.

I nuovi algoritmi e le nuove pubblicità targetizzate mirano proprio ad ottenere questo risultato, ottimizzando anche l'effetto di rientro economico. D'ora in poi vedremo sempre più annunci che hanno a che fare, non solo con ciò che ci piace, ma anche con ciò di cui abbiamo bisogno.

Un salto notevole per degli algoritmi, che prevedibilmente però avranno la capacità di ribaltare in pochissimo tempo e in modo drastico le regole del commercio e della visibilità online.

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