Gram, la criptovaluta di Telegram

Aggiornato il: gen 24


Secondo il New York Times, Gram, la moneta di Telegram, farà il suo ingresso nel mondo delle criptovalute - 2238 è il numero di quelle già esistenti - in data 31 ottobre 2019.

Cos’è Telegram

Telegram consiste in un servizio di messaggistica crittografato creato dai fratelli Durov nel 2013 e utilizzato attualmente da oltre 200 milioni di persone nel mondo. L’azienda ha iniziato a lavorare al progetto Gram nel 2017, raccogliendo da diversi investitori anonimi 1,7 miliardi di dollari. Un prestito che dovrà iniziare a restituire a partire da quest'inverno, in seguito alle emissioni dei primi lotti di portafogli digitali di Gram.

Lo scopo di Telegram è quello di permettere attraverso la sua criptomoneta il trasferimento di denaro in modo semplice e tramite l’app. Esattamente quello che Facebook si era posto come primo obiettivo quando ha lanciato la sua criptovaluta Libra. Ma se Mark Zuckerberg e il suo team avevano annunciato più volte e più volte l’idea di lanciare una propria moneta digitale, sponsorizzando Libra fin dagli inizi, Telegram ha mantenuto un profilo decisamente più basso, facendo tutto in sordina, lontano dalle luci della ribalta.

Inoltre, i Gram trasferiti e utilizzati saranno decentralizzati, ovvero non gestiti dalla stessa Telegram. L’azienda quindi sarà del tutto estranea al come e da chi verranno utilizzati i Gram. D’altronde persino Facebook non si occuperà in prima linea di Libra, la cui uscita è attesa per il 2020. Il social di Zuckerberg ha infatti creato una società dedicata, Calibra, con residenza in Svizzera e che gestirà il tutto, dai dati forniti dagli utenti - punto debole di Facebook - alle transazioni che potrebbero avvenire nel mondo.

Cosa differenzia Gram da Libra

La differenza più evidente tra Libra e Gram è che la moneta digitale di Mark Zuckerberg consista in una stable coin, mentre quella di Durov non lo sia. Si considera stable coin una moneta virtuale è collegata a un prodotto finanziario non virtuale, come lo sono le monete fisiche. Ciò la rende meno soggetta alle oscillazioni dei mercati finanziari, specie se negative.

Gram, invece, non disponendo di questo appoggio, entrerà di diritto nell’elenco delle criptovalute mondiali, e nello specifico delle monete digitali come il bitcoin.

I controlli sulle nuove criptovalute

Le criptovalute sono monete digitali che utilizzano la crittografia. Questo dettaglio, però, non rassicura e non significa che l'introduzione sul mercato di Libra e Gram avverranno senza ostacoli.

Secondo il Wall Street Journal, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, riferisce che la banca centrale degli Stati Uniti ha "serie preoccupazioni" su Libra, la moneta di Facebook, riguardanti principalmente la privacy, l’utilizzo illegale del denaro trasferito e la stabilità finanziaria. Il che significa che l’immissione di Libra potrebbe essere posticipata, se non addirittura non vedere mai la luce.

Il fatto stesso che Telegram non abbia intenzione di gestire in prima persona Gram, ha fatto sorgere dei dubbi alle autorità finanziarie preposte ai controlli delle criptovalute. Come se l’azienda volesse sfuggire ad alcune severe e ristrette norme governative.

Nonostante tutte le transazioni avverranno tramite sistema di blockchain, ovvero con la verifica dei dati condivisi su di una catena di blocchi, che lavorano sul consenso dei nodi della rete - autorizzati preventivamente per rendere l'invio dei dati possibile - le autorità di analisi e sicurezza finanziaria e alcuni poteri forti della politica delle principali potenze economiche, continuano ad avere dei forti dubbi su una moneta virtuale creata da un social network e da un’azienda di messaggistica istantanea.

Cosa ne pensa il mondo delle nove monete

India, USA ed Europa hanno forti dubbi sulle monete digitali. Nello specifico, l’India ha vietato il commercio online fatto tramite monete virtuali crittografiche a tutte le sezioni che fanno capo alla Reserve Bank of India. I privati, invece, possono scambiarsi bitcoin senza problemi.

In Europa vi è chi è contrario al fatto che un social network come Facebook abbia una sua moneta, ma non al fatto che un’azienda, come Calibra, si occupi di transazioni tramite monete virtuali.

Negli Stati Uniti si è in attesa di chiarimenti da parte di Facebook su come voglia davvero lavorare per tutelare la privacy dei futuri fruitori di Libra, visti i suoi precedenti scandali riguardanti la fuga di dati sensibili degli utenti dei social network che fanno capo a Menlo Park. E fino a quando dai vertici di Facebook non verrà garantito l’assoluto controllo dei dati con il minimo rischio per gli utenti, le autorità imporranno una moratoria tanto su Calibra quanto su Libra.

Ce la faranno?

Ad oggi non si sa come andrà a finire questo scontro né se Gram e Libra riusciranno effettivamente a fare il loro ingresso nel mercato delle criptovalute, attese rispettivamente nel 2019 e nel 2020. Di sicuro gli interessi finanziari delle banche mondiali sono tanto forti e saldamente ancorati a ciò che hanno costruito fino ad ora da poter ostacolare innovazione e evoluzione di una parte della finanza globale.

O forse si tratta solo di un eccesso di prudenza verso i propri attuali e futuri clienti? Il tempo darà le risposte, non resta che armarsi di pazienza e vedere come si evolverà la situazione.

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