Beeb: Nuovo assistente vocale made in BBC

Aggiornato il: gen 22


A metà del 2019 sono stai venduti oltre 30 milioni di smart speaker con assistente vocale integrato. Nonostante il quasi totale monopolio su questo mercato da parte di Amazon e Baidu - oltre a Google, Ali Baba ed Apple che si difendono bene - il prossimo anno farà il proprio debutto l’assistente vocale della BBC: Beeb.

Beeb

Beeb il nome prescelto e che richiama allo stesso tempo il modo in cui gli inglesi da sempre si riferiscono alla BBC. Beeb non avrà un supporto fisico come i classici modelli di smart speaker di casa Amazon con al loro interno Alexa.

La particolarità dell’assistente vocale Beeb è che oltre ad eseguire i comandi vocali, è in grado di riconoscere i vari accenti e dialetti britannici di chi ogni giorno interagisce con la BBC. Infatti tramite l’app, il sito e le smart TV è possibile cercare e guardare i propri programmi, serie tv e film preferiti senza toccare il telecomando, ma utilizzando solo i comandi vocali a disposizione.

Un servizio utile per far in modo che tutti possano usufruire delle varie funzionalità online fornite dell’emittente. La vera novità lanciata da Beeb riguarderà la comprensibilità di tutti gli slang e accenti britannici, che fino ad ora erano stati ignorati dagli altri assistenti virtuali, settati per riconoscere un solo accento inglese differente da quello parlato quotidianamente in Gran Bretagna.

Beeb vs. il mondo degli assistenti vocali

In molti pensano già che Beeb possa diventare un diretto concorrente di Alexa. Questa possibilità però sembra essere da escludere, in quanto non rientra assolutamente tra gli obiettivi della BBC. Di sicuro il riconoscimento dei diversi dialetti farà gola ad Amazon, Google ed Apple, come strumento di maggiore interazione tra utente e assistente vocale. L’evoluzione di questo software sarà quindi tenuto sicuramente d'occhio, anche per capire come poterlo sfruttare a proprio favore.

La sostanziale differenza tra Beeb e gli altri assistenti vocali già presenti sul mercato è il fatto che la maggior parte di essi non siano solo software, ma siano stati, appunto, integrati all'interno di hardware come piccoli altoparlanti, di cui un esempio lampante è quello di Amazon Echo.

Se Beeb può aiutare a trovare un film all’interno del sito della BBC, Alexa può creare un promemoria, fare delle ricerche e fornire informazioni, mettere della musica e integrarsi nel sistema di IoT della propria casa.

La cosa che gli accomuna non è altro che l’esecuzione di comandi vocali.

Privacy e assistenti virtuali

Negli ultimi tempi il binomio privacy e assistenti vocale ha fatto molto discutere. Di recente si è scoperto che Apple, Google e Amazon potrebbero ascoltare le conversazioni private dei propri utenti. In molti temono che Beeb possa fare lo stesso. Il dubbio sorge spontaneo visto che l’editore radiotelevisivo non ha spiegato nei dettagli come utilizzerà e tratterà le domande e le ricerche rivolte a Beeb, sebbene rassicurino sul fatto che non tradirebbero mai la fiducia del proprio pubblico.

Data la considerazione da parte della maggior parte degli inglesi della BBC come di un’istituzione di cui fidarsi ciecamente, è poco probabile che l’emittente scelta di rischiare la fiducia dei propri ascoltatori su un argomento tanto delicato come quello della privacy. Ci sarebbe in gioco un danno d’immagine troppo grosso.

Conclusioni

Offrire dei servizi sempre più personalizzati, mettendo al centro l’utente, è sicuramente una scelta che non può che portare vantaggi e, perché no, anche introiti più o meno materiali. Sarà per questo motivo che la BBC ha deciso di puntare sulla realizzazione di un assistente vocale di proprietà. Non resta che aspettare e vedere come si evolverà l’intera questione sia a livello di competizione, sia per valutare le capacità difensive della BBC in un mercato che ormai sembra fin troppo saturo, ma che è ogni giorno sorprendentemente sempre in espansione.

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