Uber: Tra successo e controversie

Aggiornato il: 22 gen 2020


Uber è una app rilasciata dall’omonima azienda americana nel 2010. Nato a San Francisco per far fronte al traffico nelle ore di punta delle grandi città, quando trovare un taxi diventa un miraggio, il servizio di Uber è presente in 77 nazioni e più di 616 città del mondo. Nonostante questa popolarità, Uber è da sempre al centro di controversie e di un rapporto di odio amore tra i tassisti professionisti e chi sogna di spostarsi in città senza spendere troppo.

Com’è nata Uber

L'intuizione degli inventori di Uber è stata quella di percepire lo stress e il malcontento di chi, costretto a muoversi nelle ore di punta, causa taxi e auto a noleggio saturi di richieste, arrivava in ritardo agli appuntamenti.

Avendo notato questa insoddisfazione degli utenti, gli ideatori di Uber decisero di sfruttare l’occasione e di creare un servizio, tramite app, che permettesse di far in modo che ci fossero più auto a disposizione per chi si dovesse spostare. Chiunque poteva registrarsi sulla piattaforma e mettere a disposizione la propria auto per poter dare un passaggio a chi ne avesse bisogno. In questo modo si raggiungeva la destinazione, bypassando il sistema di taxi, e a un costo molto inferiore rispetto a una corsa in taxi.

Dai suoi 250.000$ dollari di investimento iniziale, in un anno di operatività, il servizio ha fruttato più di 1 milione di dollari. Tutti volevano in un modo o nell’altro utilizzare Uber. Il servizio piacque così tanto che iniziò a ricevere finanziamenti sempre più consistenti da aziende come Google Ventures, Benchmark Capital, Menlo Ventures, che gli consentirono di espandersi anche al di fuori degli USA. L’azienda di San Francisco è riuscita infatti ad arrivare in Paesi come Cina, India e persino Arabia Saudita.

Più servizi

Col passare degli anni Uber decise di modificare i propri servizi. Nel 2014 creando UberPool ha incentivato il carpooling, ovvero la condivisione da parte di più persone con una destinazione comune di un’unica automobile. Mentre nel 2015 si è vista l'ideazione di UberEats per la consegna del cibo a domicilio.

Con il passare del tempo, man mano che gli utenti che si iscrivevano a Uber continuavano ad aumentare, si è persino introdotta la possibilità di scegliere su quale tipo di vettura viaggiare, su una berlina nera o su un SUV.

Poco dopo ha fatto il suo ingresso UberTaxi, la compagnia di taxi di Uber, UberXL per i gruppi composti da 5 e più persone, e Uber Lux per chi vuole viaggiare su di un auto di lusso.

Ciò che Uber offre ai suoi utenti può variare da nazione a nazione in base alle esigenze del mercato o a delle restrizioni interne alle città.

Come funziona Uber

Uber ormai è diventato un modo economico per condividere l’auto o noleggiarne una con conducente. Si scarica l’app, disponibile sia per iOS che per Android, e ci si registra scegliendo anche il metodo di pagamento.

Sempre tramite app si inserirà la destinazione da raggiungere dal proprio punto di partenza. Una volta calcolato il tragitto, si potrà notare quali tra le auto registrate sull’app siano al momento più vicine e disponibili per quella corsa con tanto di relativo costo.

Si prenota l’auto e si attende il suo arrivo monitorando il tragitto tramite l’app. Per chi è impegnato nell'attesa, l’app invierà una notifica quando la macchina sarà a un minuto dal richiedente. Volendo si può anche prenotare la corsa con Uber per un giorno successivo.

Chiunque voglia diventare un autista di Uber è tenuto a rispettare dei requisiti specifici: avere almeno 21 anni, una macchina immatricolata da almeno 8 e non aver mai avuto la patente sospesa o i punti ridotti. Il pagamento avviene settimanalmente e vede trattenuta una quota fissa per lo smartphone e detratta la commissione di Uber, che di solito si aggira attorno tra il 5% e il 10%.

Uber in Italia

Uber arriva in Italia nel 2013. Come in tutte le altre nazioni e città è stato fin da subito un gran successo, ma anche motivo di scontro con la categoria dei tassisti che da sempre vedono questo servizio come un nemico.

Infatti Uber al giorno d’oggi in Italia è riservato solo a chi è un autista NCC professionista. Il suo servizio è disponibile solo in città come Milano, Torino (dove si sta sperimentando UberTaxi) e Roma.

I servizi di Uber in Italia sono: • UberBLACK: auto (berlina o van) guidata da un NCC professionista, che può ospitare 4 passeggeri più l’autista. • UberVAN: per chi viaggia in gruppo e ha bisogno di una vettura più capiente di una berlina. • UberLUX: per chi vuole viaggiare con auto e servizio di lusso.

I dissapori con Uber

Fin dal suo esordio Uber si è dovuto scontrare con la categoria dei tassisti su vari fronti. Spesso in alcune città il servizio ha avuto un grandissimo exploit iniziale per poi affievolirsi o dover ridimensionare i propri servizi. Oltre al continuo scontro con la categoria dei tassisti, ultimamente in alcune parti del mondo - come Polonia, Germania, India e specie Stati Uniti - ci sono stati degli episodi in cui i diritti dei lavoratori non sarebbero stati rispettati e le condizioni di lavoro si sarebbero di conseguenze inasprite.

Oltre a ciò, ci sarebbe stato anche un aumento delle commissioni da parte di Uber con una conseguente diminuzione del guadagno per gli autisti, parallelamente ad un aumento delle tariffe. Un esempio, per 60h di guida alla settimana lo stipendio finale non arriva neanche a 1.000$. Quando all’inizio del servizio chi guidava per 40h riusciva a guadagnare oltre i 1.500$.

Uber però piace …

L’idea di Uber di base è innovativa e piace, sia a chi la utilizza sia a chi semplicemente ne condivide la filosofia. Il problema però rimane, in quanto nonostante Uber si sia evoluto nel tempo e abbia cambiato e cercato di adattare i servizi messi a disposizione, ancora non è sfruttato appieno. Che stia per iniziare l’epoca in cui i piccoli tasselli della sharing economy si scoprano più vulnerabili del previsto?

#Uber #carpooling #App

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