AirBnb e il software che riconosce tipi di personalità online

Esiste un modo su AirBnb per scoprire se il proprio affittuario sia un malintenzionato? Forse sì. Airbnb, sta pensando di creare un software in collaborazione con una startup di Los Altos in California, per poter mettere in pratica questa funzionalità sulla propria piattaforma. Finora nulla è stato ancora annunciato pubblicamente.

I piani di AirBnb

La piattaforma di home sharing dopo aver collaborato in maniera continuativa con Trooly, start up americana specializzata in cybersecurity, ha deciso di acquistarla. Il motivo? Le due aziende hanno lavorato e lavorano tuttora per far in modo di poter garantire e costruire un software che dia una maggiore sicurezza alle persone che utilizzano ogni giorno AirBnb per i propri viaggi di piacere o di lavoro.


Trooly potrebbe riuscire in un futuro non troppo lontano, tramite questo software e grazie a un controllo in background, a valutare se chi affitta o occupa per un periodo temporaneo un appartamento sia o meno una persona pericolosa.


In che modo?

Quando le persone navigano online lasciano inevitabilmente delle tracce.

In base alle ricerche fatte sui motori di ricerca, al modo in cui si utilizzano i social, nello specifico i post scritti e i commenti lasciati online, Trooly riuscirebbe a creare una sorta di profilo della personalità dell'utente.


In questo modo sarà più semplice capire che tipo di persona prenota o inserisce la propria casa su AirBnb. Non sempre l'obiettivo finale è l'analisi della personalità degli utenti che intendono affittare. Infatti l’azienda, che mette in affitto appartamenti e offre esperienze uniche in tutto il mondo, potrebbe utilizzare le tecniche di Trooly anche solo per risolvere i problemi tra host e guest in relazione al mancato rispetto di alcune regole interne.


Al momento quello che di certo può fare AirBnb - senza dover fare affidamento su un software o algoritmo nuovo di zecca - è controllare che le persone ospitate dagli host e coloro che affittano non siano inserite in liste nere e non abbiano precedenti penali registrati nel proprio paese di provenienza.


La posizione di AirBnb

L’azienda che al giorno d’oggi vanta una quotazione di 30 miliardi di dollari che non accenna a diminuire, ha un obiettivo per il 2020: valorizzare il turismo locale e del territorio con dei progetti mirati. Non solo. L'azienda infatti è sempre stata chiara - anche sul proprio sito internet - per ciò che riguarda la sicurezza, ancora da migliorare attraverso nuovi strumenti, tra cui Trooly stesso.

Ecco perché ogni giorno lavora per valutare nel modo più preciso il rischio di ogni prenotazione, grazie a un’analisi predittiva del profilo che sta utilizzando la piattaforma.

Inoltre, AirBnb si impegna a informare con regolarità coloro che decidono di mettere sulla piattaforma la propria casa o una parte di essa sul tema della sicurezza.


Al tempo stesso AirBnb fa in modo che nessuno sia vittima di truffa, i pagamenti sono effettuati in modo sicuro e l’account all’interno del sito è protetto in ogni sua parte, garantendo assistenza sia agli host che ai guest.


Se un tempo quindi era la maestra elementare che segnava i nomi di chi non si comportava come dovuto, sembra che AirBnb voglia seguirne l'esempio. Nonostante una lista nera possa non essere una cattiva idea - soprattutto per quanto concerne la sicurezza - forse resta solo da capire dov’è il vero confine tra spiare ciò che fanno le persone online e il tutelarle.


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