Bloccato in tribunale lo sviluppo del Telegram Open Network

Il fondatore e amministratore delegato di Telegram, Pavel Durov, ha comunicato che il servizio di messaggistica sta abbandonando il suo progetto di blockchain, denominato Telegram Open Network, semplicemente conosciuto come TON. La decisione arriva dopo una lunga battaglia con la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC).


Cos’è TON?


TON è una piattaforma blockchain fondata dai creatori di Telegram Messenger. È protetta da un proxy integrato e fa uso del principio della rete P2P overlay. La piattaforma ha un Telegram Messenger integrato, così come strumenti di pagamento che utilizzano un’apposita criptovaluta, denominata Gram, strumenti di archiviazione dati e un sistema operativo per le applicazioni decentralizzate.

L’idea di TON blockchain, così come quella della sua criptovaluta, è stata lanciata da Telegram agli investitori nel 2017. Alla luce della promessa dei futuri Grams, questi ultimi, tra cui troviamo Benchmark e Lightspeed Capital e alcuni investitori russi, hanno messo a disposizione un capitale di 1,7 miliardi di dollari.


La realizzazione di TON


La realizzazione del Telegram Open Network ha dovuto affrontare diversi problemi, dovuti alla necessità di risolvere i punti deboli della moderna crittografia. Il primo tra questi è la velocità della transazione. Infatti, TON è riuscito a raggiungere una velocità di transazione di alcuni secondi, che può essere paragonata a quella di Visa e Mastercard, potendo quindi competere con loro nel mercato dei pagamenti in denaro. Questa velocità di transazione si può confrontare con quella dei Bitcoin, la più famosa criptovaluta al mondo, che può durare addirittura un giorno.


Il secondo problema è la protezione dalle frodi. Il team dietro la creazione di TON si è dovuto occupare delle versioni di protezione da diversi truffatori, dal momento che TON potrebbe prendere il posto del Bitcoin come principale moneta criptata del mondo. Il terzo problema riguarda le limitazioni legali e legislative, che possono essere applicate dai vari governi sulla criptovaluta di Telegram.


Dettagli sul Telegram Open Network


TON funziona utilizzando la rete P2P, lo stesso principio che permette il funzionamento della rete Torrent. Tutti i clienti Telegram sono collegati infatti in una rete unitaria di un unico rango. Ciò permette che i server non siano centralizzati, riuscendo in questo modo ad evitare censure in stati con regimi non democratici. È inoltre possibile creare un proxy pubblico, così che gli utenti possano accedere al Telegram Open Network anche se lo stato dovesse cercare di bloccare gli indirizzi IP alcuni paesi.


Tramite TON Proxy, gli utenti possono usufruire di reali funzioni di anonimizzazione, andando a nascondere i propri indirizzi IP. In caso TON Proxy non funzioni, gli indirizzi IP del server non vengono utilizzati. Le interazioni tra gli utenti avvengono senza il server centrale, evitando i tentativi di blocco della piattaforma blockchain in altre regioni. Gli organi di regolamentazione attraverso l’audizione di pacchetti di traffico in rete non hanno accesso al meccanismo di blocco di TON.

TON è inoltre dotato di un deposito di file decentralizzato denominato Storage. Questo tipo di memorizzazione e distribuzione dei file viene effettuato solamente sui dispositivi degli utenti che hanno concesso il loro spazio su disco per l’utilizzo dello storage. Questi utenti possono quindi ottenere una ricompensa materiale sotto forma di Gram. Coloro che vorranno ottenere più spazio su disco nel cloud potranno acquistarlo utilizzando la stessa moneta criptata.


Il Telegram Open Network mostra la sua innovazione anche tramite l’utilizzo del cosiddetto “routing aglio” - invece del “routing cipolla”, utilizzato in Tor - che rende possibile lo scambio di informazioni in rete non soltanto lungo il sistema “uno a uno”, ma permette anche di aggiungere la versione “uno a molti”, andando a migliorare preziosi siti Darknet in rete.


Il commento del founder di Telegram


Durov, in un post sul proprio blog, ha criticato la decisione di un tribunale statunitense di rendere impossibile a Telegram lo sviluppo della sua piattaforma blockchain.

Il giudice distrettuale statunitense Kevin Castel, di Manhattan, con l’intenzione di impedire il lancio della piattaforma Telegram Open Network, ha emesso un’ingiunzione preliminare supportando la causa da parte della Securities and Exchange Commission.

Il giudice ha affermato che le persone non dovrebbero essere autorizzate a comprare o vendere la criptovaluta di TON, i Gram, come se potessero comprare o vendere i Bitcoin. È stata inoltre vietata la distribuzione dei Gram al di fuori degli Stati Uniti, dal momento che i cittadini statunitensi avrebbero trovato soluzioni per accedere al Telegram Open Network.


Questa decisione arriva dopo l’annuncio di Telegram che TON sarebbe stato lanciato entro aprile 2021. Il servizio di messaggistica aveva promesso agli investitori in rimborso di 1,2 miliardi di dollari, corrispondente ad una parte significativa del loro investimento. In un anno dopo il lancio di TON, ovvero nel 2022, ne avrebbe rappresentato il 110%.


Articolo di Chiara Pozzoli

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