Cashback di Stato 2021: Cos’è, come funziona e tutti i vantaggi

Da dicembre a questa parte c’è una parola che è proprio sulla di bocca di tutti: il Cashback di Stato.

Per i non anglofoni questa parola significa nient’altro che “soldi indietro” ovvero, rimborso.

Come già ampiamente spiegato dai TG nazionali, da dicembre dell’anno scorso è possibile ottenere un rimborso di denaro da parte dello Stato a tutte quelle persone che sceglieranno di pagare le proprie spese prediligendo la moneta elettronica.

Transazioni effettuate con carte prepagate, bancomat, carte di debito e credito per incentivare l’abbandono del caro vecchio contante.


Ma come funziona il Cashback di Stato? Scopriamolo insieme


Per entrare a far parte degli italiani che riceveranno questo rimborso basta scaricare

l’app Io, installarla sul proprio smartphone e seguire la procedura guidata che vi porterà a registrare i vostri dati e le carte per i pagamenti elettronici che usate abitualmente.


Ovviamente, per accedere al servizio è necessario avere più di 18 anni, essere in possesso del codice SPID e fornire all’app il vostro codice fiscale e IBAN di riferimento al quale farsi erogare il rimborso.

Una volta fatto ciò, non dovrete far altro che iniziare a effettuare i vostri acquisti.

La app dovrebbe registrare in automatico i pagamenti effettuati con le vostre carte precedentemente inserite, ma nel caso capiti che l’operazione non vada a buon fine, vi basterà effettuare una scansione della ricevuta di pagamento (scontrino) tramite la funzionalità dedicata già all’interno dell’applicazione stessa.


Cashback di Stato 2021, tutto quel che c’è da sapere


Come naturale prosieguo dell’iniziativa svoltasi a dicembre, il Cashback di Stato è stato prolungato fino al 2022 e si suddivide in tre fasi della durata di sei mesi ciascuna: la prima dal 1° gennaio al 30 giugno 2021, la seconda 1° luglio al 31 dicembre 2021 e la terza dal 1° gennaio 2022 fino al 30 giugno 2022.


L’importo massimo rimborsabile è pari al 10% su un limite di spesa mensile di 1.500 euro: in breve sarà possibile ricevere fino a 150 euro di rimborso al mese.

Poiché non è l’importo che rende migliore il cliente ma il maggior numero di transazioni elettroniche da lui compiute: quale premio per chi realizza più transazioni cashless fino al 2022, sarà possibile vincere il Super CashBack di Stato che ai primi 100 mila consumatori che realizzeranno il maggior numero di operazioni riconoscerà fino a 1.500 euro.


Dove e cosa acquistare per ottenere il Cashback


Per ottenere il cashback di Stato non ci sono particolari vincoli sui beni da acquistare: dalla spesa alimentare, allo shopping nelle botteghe artigiane e bar della propria città, articoli di elettronica e prestazioni effettuate da qualsiasi professionista purché il pagamento, come già detto, sia effettuato in maniera elettronica tramite Pos.

L’unica vera limitazione è che il cashback non è valido sugli acquisti online, questo perché fare shopping online prevede già l’utilizzo di carte e bancomat mentre il fine di questa iniziativa è, appunto, l’abbandono del denaro contante.

L’app Io, applicazione di PagoPA, fa parte di tutte quelle applicazioni nate in epoca Covid per agevolare e incentivare gli italiani a non abbandonare le vecchie abitudini. Per chi non l’avesse mai sentita nominare, per farla breve, è l’app tramite la quale lo scorso anno è stato possibile richiedere il famoso Bonus Vacanze.


Tempi di rimborso e reclami sul Cashback di Stato 2021


Per chi partecipa al programma il rimborso, va detto, non sarà immediato.

La PA, infatti, rimborserà i consumatori in un tempo variabile che può estendersi fino a 60 giorni.

Ovviamente, come in tutte le cose, è possibile che i dati possano essere trasferiti parzialmente, o che siano magari errati o che capitino altri piccoli inconvenienti: ma niente paura!

Esiste un luogo digitale presso il quale recarsi per effettuare reclami e rettifiche, e ricevere i conseguenti rimborsi: il sito della Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, il CONSAP.

L’unica regola è che il reclamo deve essere fatto entro e non oltre 120 giorni dal giorno previsto del rimborso.


Questa iniziativa statale è sicuramente vantaggiosa per i consumatori che sempre più abitualmente effettuano pagamenti elettronici.

Forse tutti questi anni passati a guardare film americani nei quali i protagonisti pagavano persino i caffè con la carta di credito, hanno contribuito a questo lento cambio di abitudini.

A questo si aggiunge anche una maggiore consapevolezza sul tema dell’evasione fiscale e su quanto sia importante per tutti cercare di debellarla in modo definitivo al più presto possibile, così da pagare tutti meno tasse.


C’è anche chi è un po’ restio all’adeguarsi ai tempi che corrono: con le nuove tecnologie, le infinite app da scaricare indispensabili alla vita di tutti i giorni, i nuovi registratori di cassa e quant’altro. E questo è sicuramente capibile.


Ma come dicevano gli antichi, “chi si ferma è perduto” e forse, stare al passo coi tempi per non farci cogliere impreparati da futuro significa anche questo: adattamento.


E poi dai, in fondo, rimandare il cambiamento non serve a nulla: prima o poi bisognerà accoglierlo inevitabilmente.


Articolo di Ilaria Calcagnolo

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