Clubhouse, il social del momento: Privacy, discussioni stimolanti e ospiti VIP

Da qualche giorno non si parla d’altro.

Su Linkedin poi, in questo momento, un post su quattro parla di lui: Clubhouse.

Ma che cos’è? E perché ne parlano tutti? Scopriamolo insieme.


Clubhouse: il Social che non c’era e di cui avevamo bisogno


Nato nella primavera dello scorso anno, nel momento più oscuro della pandemia che ha investito il nostro mondo, Clubhouse è un nuovo tipo di social il cui funzionamento può essere paragonato a quello dei podcast.

Creata da Paul Davison e Rohan Seth, entrambi con un passato in aziende tecnologiche d’ultra avanguardia come Pinterest e Google, la piattaforma Clubhouse è dedicata alle dirette live. Niente video, niente immagini e niente commenti scritti o messaggi: solo audio come in una sorta di radio d’antan ma in formato digitale.


Detto così potrebbe risultare un social relativamente noioso, ma è proprio qui che viene il bello: infatti per partecipare a queste “stanze” o conferenze bisogna avere più di 18 anni, essere stati invitati (gli eventi infatti sono tutti privati e a numero chiuso) ed è necessario possedere un dispositivo iOS.


Per gli utenti Android invece, per ora niente da fare: bisogna aspettare che il team di Clubhouse sviluppi un sistema integrativo. Quindi, se non volete perdervi la magia di queste riunioni virtuali, vi consigliamo di farvi prestare un device idoneo da chiunque conosciate: l’iPhone di vostro nipote andrà più che bene.


Clubhouse e gli investitori che ci hanno creduto


Fino a qualche mese fa Clubhouse era una piattaforma social utilizzata da pochissime persone: gli iscritti erano circa 1.500, il che la rendeva un luogo davvero poco frequentato.

Ma, in certi casi, quello che le nostre mamme ci insegnano da sempre è vero: “meglio pochi ma buoni” e così infatti è stato anche per Clubhouse.


Gli iscritti erano tutte persone di un certo calibro e ciò ha fatto sì che il social, durante il primo round di investimenti, sia riuscito a passare da un valore di mercato di 12 milioni di dollari a 100 milioni.

Tutto merito di alcuni grandi investitori, tra i quali anche la capital venture Andreessen Horowitz che in passato ha supportato con profitto i progetti di Twitter, Groupon, Airbnb e persino Facebook.


Come funziona Clubhouse e quali sono le sue regole


Clubhouse, come abbiamo detto poco fa, funziona in modo del tutto simile ai podcast e durante i live tenuti su questa piattaforma si può parlare di tutto, per davvero. Affrontare anche i temi più delicati e discutibili è possibile proprio grazie al grande livello di riservatezza e intimità che il social è in grado di offrire.


Come abbiamo anticipato poco fa, essere maggiorenni è uno dei requisiti fondamentali per selezionare la platea e poi bisogna essere invitati all’evento da un altro partecipante già precedentemente autorizzato. Questo ambiente così discreto pone le basi per le disquisizioni anche sui temi più estremi come razzismo e sessualità.

Tutto ciò che viene detto durante queste sessioni è criptato e va perso nel momento in cui la stanza si chiude.


I partecipanti a questo evento si dividono in due: gli speaker cioè coloro che parlano, gli ospiti che intavolano la discussione e i listener, vale a dire gli ascoltatori, il pubblico.

Gli speaker, che sono anche i moderatori delle stanze, possono decidere se concedere la possibilità di intervenire alla discussione su richiesta di qualsiasi listener.


Dati i temi sensibili affrontati in questi simposi moderni, chiunque può segnalare un abuso di violazione del codice della piattaforma.

La regola aurea infatti è il rispetto: «non sono consentiti abusi, bullismo e molestie nei confronti di nessuna persona o gruppo»

Ovviamente, nel caso in cui abusi o violazioni siano segnalate, Clubhouse si riserva il diritto di mantenere i contenuti della conversazione per favorire le eventuali indagini che saranno svolte dalle autorità competenti.


Musk fa volare Clubhouse: è record di ascolti


Come dicevamo all’inizio, se fino a quindici giorni fa pochi fra noi conoscevano Clubhouse e ancora meno lo avevano utilizzato, ora non è più così ed è tutto merito di Elon Musk, fondatore di SpaceX, Tesla, Neuralink e genio indiscusso di questo nuovo millennio.

Ospite di una di queste stanze, Musk, oltre ad aver raccontato un po’ di curiosità su di sé, sulle sue attività, sui suoi progetti futuri legati all’esplorazione e alla vita su Marte e all’integrazione dell’AI negli impianti neurali a sostegno di tutte quelle persone diversamente abili, è stato in grado di nominare due argomenti che hanno fatto schizzare gli ascolti del suo intervento alle stelle.

Il limite di partecipanti alle stanze è infatti di 5000 utenti: limite che è stato ampiamente superato dall’affluenza generatasi e dalla creatività di molti.


Il primo dei due argomenti scottanti è stato il Bitcoin, la criptovaluta nella quale Elon ha consigliato di investire e che, dal momento in cui è stata nominata, ha visto crescere il suo valore fino a 34.500 dollari l’uno.

Il secondo invece è stato il “caso Gamestop”, nel quale ha fatto intervenire Vlad Tenev, CEO di Robinhood (società di trading online “gratuito”).

Musk passando dal ruolo di intervistato a quello di intervistatore, ha messo Vlad alle strette costringendolo a dare una spiegazione di quanto accaduto circa 10 giorni fa alle azioni di Gamestop.


La piattaforma annuncia che uno dei suoi prossimi ospiti nel breve periodo sarà nientemeno che il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg.


Il tema dell’intervista ancora non si bene quale sarà ma noi di Coffee Bytes ce ne aspettiamo delle belle.


Articolo di Ilaria Calcagnolo

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