Come diventare imprenditrici: Consigli dalle donne per le donne

Aggiornato il: feb 8

Il Premio GammaDonna da oltre quindici anni elegge le migliori imprenditrici italiane, che creano valore e innovazione per il nostro Paese. Il contest, nel 2020, si è trasformato ed è diventato in format televisivo per diffondere al grande pubblico le storie delle imprenditrici più innovative.


Trasmesso in prima serata su QVC Italia, durante lo speciale è stato consegnato non solo il premio per la migliore imprenditrice ma anche il QVC Next Award per la creatività Made in Italy e il Giuliana Berlin Communication Award.


La vincitrice del 2019: Sonja Blanc

Nel 2019, la vincitrice è stata Sonja Blanc, CEO di Sireg Geotech, azienda fondata dal nonno nel 1936. La giovane ha portato l’impresa ad un eccellente fatturato di 8 milioni, raggiungendo oltre 65 Paesi con 50 dipendenti. L’imprenditrice ha affermato che il suo lavoro sia una prova di resilienza quotidiana e consiglia alle altre donne che aspirano ad una posizione come la sua di crederci con tenacia inscalfibile, senza scoraggiarsi di fronte alle difficoltà, puntando all’eccellenza mettendosi in gioco con orgoglio e senza complessi.


Le finaliste del 2020 offrono il proprio punto di vista


La medesima domanda è stata posta anche alle cinque finaliste del 2020.


Marta Bonaconsa di Nanomnia consiglia di avere un’insaziabile sete di conoscenza. Co-founder della start up insieme a Michele Bovi e Pietro Vaccari, ha sviluppato un processo nanotecnologico d’avanguardia 100% sostenibile e plastic free che migliora l’azione di farmaci, agrofarmaci, cosmetici e nutraceutici. L’imprenditrice invita le donne a seguire la propria natura, seguendo la propria strada. Le competenze, infatti, non sono sufficienti, se non accompagnate da persone ispirate, motivate e disposte a molti sacrifici per portare avanti i propri obiettivi. Per Marta Bonaconsa è stato fondamentale anche il supporto di mentori e mecenati illuminati che l’hanno aiutata a crescere come persona e come professionista.


Miriam Gualini, di Gualini Lamiere International, da quasi trent’anni è alla guida dell’azienda fondata dal padre in provincia di Bergamo nel 1956, specializzata nella lavorazione della lamiera, scelta da Renzo Piano per realizzare il nuovo ponte di Genova. L’imprenditrice è stata in grado di raddoppiare il numero di dipendenti e lo stabilimento produttivo, investendo sull’innovazione tecnologica e rendendo l’azienda internazionale. Il suo consiglio per le giovani donne che desiderano fare impresa è di avere coraggio e fiducia nelle proprie idee, ponendosi degli obiettivi chiari, seguiti da altrettanti piani d’azione. Secondo Miriam Gualini, passione ed entusiasmo sono caratteristiche necessarie per portare avanti qualsiasi iniziativa imprenditoriale, ma devono essere accompagnati da competenze tecniche, che devono essere in continuo aggiornamento, in modo da poter anticipare le esigenze di mercato.


Lella Miccolis è a capo di Progeva, azienda in provincia di Taranto che si occupa di compostaggio, un settore quasi esclusivamente maschile. Dal 2006 Progeva trasforma gli scarti organici in compost, riducendo i rifiuti da smaltire e ottenendo fertilizzanti organici. L’azienda, che nel 2019 ha superato i 10 milioni di euro di fatturato, oggi punta a diventare una bio-raffineria. Secondo Lella Miccolis, fare impresa è una scelta ancora più complicata per una donna, dal momento che si deve andare incontro a diversi stereotipi. Per abitare la propria esistenza, secondo l’imprenditrice, è necessario avere la piena consapevolezza delle proprie attitudini, della necessità di inseguire sogni e obiettivi e esprimere noi stesse nella consapevolezza di ciò che siamo. Chiara Russo, psicologa e ingegnere, ha creato con Marzocchi una community di oltre 500mila sviluppatori, Codemotion, conquistando clienti e imprenditori. Con più di 50 dipendenti e uffici in Italia, Spagna, Olanda e Germania, ad aprile 2020 l’azienda ha chiuso con un round da 6 milioni di euro, nonostante la pandemia di Coronavirus. L’azienda, il cui nome si traduce con “Codice ed emozione, fa da tramite tra programmatori e aziende tech, che possono ingaggiarli per progetti di digital transformation e open innovation. Il consiglio di Chiara Russo è di buttarsi, senza scoraggiarsi di fronte agli ostacoli, lasciarsi trasportare dalla passione per quello che si fa e, soprattutto, senza paura di sbagliare. Inoltre, l’imprenditrice afferma che un apporto fondamentale sia dato dal condividere l’avventura con persone che ci credano quanto noi.

La quinta finalista, Ilaria Tiezzi, è dal 2918 Ceo di BrandOn Group, una scaleup digitale che gestisce le vendite online di Pmi e grandi gruppi sui principali marketplace. L’imprenditrice, laureata in Bocconi, si è sempre occupata di progetti relativi al lancio di piattaforme digitali. Il consiglio di Ilaria Tiezzi è di essere le primi sostenitrici delle propria potenzialità, buttarsi senza paura di sbagliare e puntare a grandi traguardi. Secondo la Ceo di BrandOn, per fare tutto ciò, è fondamentale la formazione: l’eccellenza degli atenei in cui si studia, l’esperienza maturata in stage in aziende note e apprezzate nel proprio ambito, la conoscenza di due lingue oltre all’italiano. Soprattutto, ciò che consiglia l’imprenditrice è il seguire le proprie passioni.


Articolo di Chiara Pozzoli

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