Filip Tysander: Il fenomeno Daniel Wellington

Aggiornato il: nov 5

Per chi è a contatto ogni giorno con il mondo dei social network, il nome Daniel Wellington non è nuovo. Gli orologi del brand, famosi per il loro design minimal, sono spesso su Facebook e Instagram, al polso non solo di normali clienti, ma anche di numerosi influencer.


Chi è il fondatore Filip Tysander?


Il brand è stato fondato da Filip Tysander, trentacinquenne svedese, che fonda il proprio business nel 2011, ad appena 26 anni. La storia di Daniel Wellington, tuttavia, inizia cinque anni prima, nel 2006, quando il giovane Tysander, terminati gli studi, decide di partire alla volta dell’Australia.

Nel corso della sua permanenza, Tysander fa un fortunato incontro: un uomo distinto, di classe, impeccabile ma al tempo stesso rilassato. L’uomo, che risponde al nome di Daniel Wellington, indossa un orologio da polso dal design minimale, con un cinturino stile NATO, una fascia sottile di nylon a strisce grigie e nere. Ciò che fa distinguere questo tipo di cinturino, fatto di un materiale essenzialmente povero, è il fatto che si possa rimuovere e sostituire a seconda del proprio gusto, cambiando il colore dell’orologio ogni giorno. Tornato in Svezia, Tysander si scontra con il duro mondo del lavoro: dopo diversi licenziamenti, decide di riprendere gli studi, specializzandosi in business. Durante gli anni universitari, mette da parte dei soldi grazie a due attività commerciali: la vendita di cravatte e di orologi in plastica online. Entrambe le aziende, tuttavia, sono destinate al fallimento.


La nascita di Daniel Wellington e i suoi numeri sul mercato

Dopo essersi concentrato sugli studi ed essersi laureato, nel 2011 Tysander si ispira proprio al Daniel Wellington incontrato nel corso del suo viaggio in Australia. Investe 24mila dollari dai propri risparmi e fonda l’ormai famoso brand, dopo essersi reso conto che sul mercato c’era spazio per orologi preppy. L’imprenditore svedese partì da un piccolo shop online, disegnando in prima persona il logo del brand su Photoshop e inviando i propri design ad un’azienda manifatturiera cinese.


A partire dal 2013, l’azienda decolla e i consumatori crescono costantemente, stupendo il fondatore stesso, anche grazie ad un brillante lavoro di social media marketing. Nel 2014 il brand raggiunge un milione di pezzi venduti, corrispondenti a circa 70 milioni di dollari, crescendo ulteriormente anche l’anno successivo. Nel biennio tra il 2013 e il 2015, l’azienda è cresciuta ad un tasso del 4700%, arrivando nel 2016 ad avere dei profitti pari a 115,5 milioni di dollari.


Tysander, unico proprietario del brand, ha affermato di aver pensato più volte di mettersi in contatto con il gentiluomo che fu la sua fonte di ispirazione. Tuttavia, ha sempre desistito, dichiarando di “non voler svegliare il can che dorme”. L’imprenditore svedese, infatti, ha confessato che, se Daniel Wellington dovesse presentarsi nei suoi uffici, probabilmente si nasconderebbe sotto la propria scrivania.


La filosofia e lo stile del brand


Lo stile degli orologi Daniel Wellington è studiato nei minimi dettagli, con un design minimal e cinturini dalla gamma di colori sempre in crescita. Gli orologi del brand si ispirano anche alla moda preppy, il cui termine deriva dalle preparatory school: sono delle scuole d’élite, in genere molto costose, che preparano gli studenti in età da scuole superiori al college. In questi istituti, spesso frequentati da ragazzi di buona famiglia, è diffuso il suddetto stile preppy, elegante, ricercato e di classe, che non caratterizza solamente brand come Daniel Wellington, ma anche Lacoste, Brooks Brothers e Polo Ralph Lauren.

Rotondi, sottili e ben rifiniti, i Wellington sono un prodotto di cui anche il fondatore va fiero. Adatti per ogni occasione, non solo si abbinano perfettamente ai cinturini NATO, ma anche a quelli in cuoio. Grazie al suo design moderno ed elegante, un orologio Daniel Wellington può essere indossato sia ad una cerimonia formale, che al lavoro, così come ad una serata all’aperto con amici .


Un ulteriore segno dell’adattabilità degli orologi Daniel Wellington ai bisogni del consumatore è la varietà di modelli, disponibili in diversi formati - 26mm, 36mm, 38mm e 40mm- per soddisfare i gusti e le dimensioni del polso di ogni cliente.

Gli orologi sono fabbricati in Cina, ideati in Svezia e usano quadranti in quarzo realizzati dall’azienda giapponese Miyota. I cinturini in pelle, invece, vengono realizzati con pelle italiana. Il tutto per un prezzo che va dai 149 ai 299 dollari.


Orologi customizzabili, quindi, per rispecchiare la personalità caratteristica di ogni individuo.


In un mondo ormai abituato a rispondere alle esigenze delle persone, che sempre più si vogliono identificare in un oggetto rendendolo adatto alla propria personalità, gli orologi Daniel Wellington rispondono perfettamente alle esigenze dei consumatori.


Scegliere ed indossare un oggetto che tanti usano, ma poterlo personalizzare nel dettaglio,

fa sentire unico l’individuo che lo indossa.


Articolo di Chiara Pozzoli

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