Google Mobile-only: Il sito Desktop sparisce dall'indicizzazione

Aggiornamento: 8 apr 2021

"Presto che è tardi! Presto che è tardi!"

Ripeteva frenetico e petulante il coniglio bianco di Alice nel Paese delle Meraviglie.


Peccato che, per molti, di meraviglioso ci sia davvero ben poco.


Già, perché il modo di fare siti web saluta ufficialmente la tecnologia responsive.

Ovvero quella tecnologia che permetteva la costruzione di siti internet con template capaci di adattarsi automaticamente dalle funzionalità Desktop a quelle di visualizzazione mobile.


Da nota di qualità, è oramai anni che molti esperti SEO consigliano di abbandonare la logica del responsive per dare spazio a siti costruiti interamente con tecnologia mobile.


Facciamo chiarezza sulle differenze.



I siti Responsive

Un sito cosiddetto responsive non è altro che la versione del sito desktop nel quale gli elementi grafici e di struttura sono in grado di "adattarsi" al dispositivo sul quale viene visualizzato. Secondo delle logiche di User Interface, delineate dalla vecchie regole del design vigenti dal 2005 e applicate sino al 2012, i template di generazione responsive si adattano qualitativamente fino ai 7 pollici, con prestazioni maggiori sugli 11. Prestazioni invece "adeguate" sui formati di schermo 6 e 5 pollici.


Le risultanti negative restano comunque tante. In un mondo che vede i siti internet già molto complessi sia di animazione che di transizione dei contenuti (senza parlare dei banner e delle pubblicità), questi "adattamenti" hanno cominciato a vedere un sovra sforzo nell'adattamento dei codici CSS e dei Javascript (le animazioni). Generando a volte delle eliminazioni importanti per la navigazione o degli adattamenti molto pesanti, creando siti impossibili da aprire o inguardabili con il processo di rotazione del cellulare. O, peggio ancora, mal funzionanti dal punto di vista delle call to action (tasti).


I siti Mobile


Ecco quindi che comincia a nascere l'esigenza di siti studiati appositamente per la visualizzazione mobile.

All'inizio le due tecnologie coesistevano e solo piattaforme di un certo livello potevano permettersi di creare un sito completamente diverso con una progettazione e uno sviluppo ad-hoc (vedi i siti di testate giornalistiche o brand e-commerce famosi).

In una logica dove le tecniche di web application hanno visto una grande ascesa nel web design, la possibilità di creare una doppia versione del proprio sito è divenuto strumento offerto anche dai CMS più in voga nella costruzione dei siti internet (Wordpress, Editor X, Wix, Drupal, Shopify).

Non solo. I linguaggi di programmazione (nel caso il sito fosse nativo), permettono l'integrazione più facile nelle righe di comando di un tema, in modo tale da stravolgerne le logiche al nobile scopo di creare una versione per ogni tipo di dispositivo necessario.


Non siamo entrati volutamente nei dettagli tecnici di queste due definizioni. Aspetti che il sottoscritto sa bene di poter affrontare con addetti ai lavori. Lo scopo è trasmettere invece, a chi sta leggendo queste righe, che il cambio di paradigma tecnologico non è più una scelta, bensì una necessità.


Significa che ad oggi "scegliere" tra le due versioni non è un atto di democrazia possibile.

Seppur ancora molti template, acquistabili anche solo su piattaforme di design famose come Themeforest siano responsive, è Google a mettere il veto sul futuro.



Cosa è il Google Mobile Only



E arriviamo al succo di questo articolo.

Se è vero che già da Google Fred di qualche anno fa, la parte dedicata all'algoritmo dichiarava l'applicazione di una preferenza per i siti costruiti mobile e non semplicemente responsive, è altresì vero che molti hanno ignorato l'aggiornamento del Google Mobile First Index, il quale aveva già sovvertito il futuro delle funzionalità desktop, dando totale preferenza ai contenuti su siti mobile.


Questo ha svegliato le coscienze di pochi. Specie di quelle aziende o persone che non sono stati dovutamente consigliati da una consulenza SEO che guardi davvero al futuro, oltre che alle zone di confort di risultati immediati e poco redditizi sulle strategie (già... sono volutamente polemico).


Ecco quindi che Google non perde tempo e ufficializza un criterio di penalizzazione che siamo sicuri metterà in grossa difficoltà molte persone.


Uscito il 30 Dicembre del 2020, tante sono state le dicerie sulla data di scadenza ma ora, con estremo ritardo per noi poveri italiani, arriva la notizia che tutti i contenuti in sito desktop saranno totalmente ignorati nelle navigazioni mobile in caso di siti responsive.

Da quando? Esattamente da fine Marzo del 2021 data in cui il nuovo crowler è partito ufficialmente.


Boom! Esatto. Quello che ad oggi viene ufficialmente chiamato Google Mobile-ONLY è già attivo ed è pronto a fare vittime nei prossimi sei mesi di indicizzazione.


In sostanza: Google indicizzerà e prenderà in considerazione solo i siti da mobile. Quindi, se il sito non è ottimizzato o se volete indicizzare i vostri contenuti o sono sulla versione mobile o per Google non esistono!



La User Experience con Google Mobile Only


Questa è la prima domanda che sovviene a chi costruisce siti internet per clienti o a quelle aziende che hanno speso attenzione e budget per diversificare molto la navigazione utente.



Già perché in questo cambio radicale comunicato da Google, esiste una contraddizione.

O almeno la vede il sottoscritto che ha il piacere e la responsabilità di redigere questo redazionale.


Se è vero che la navigazione mobile sarà la priorità di indicizzazione da parte di Google, dove va a finire tutto lo studio fatto per User Experience mirate?


Molto spesso i siti sono volutamente diversi tra Desktop e Mobile, proprio perché l'intenzione è que