I CEO Designer: Il futuro delle aziende

Aggiornato il: gen 21

HBO sta lavorando ad una produzione sulla storia di SpaceX, la compagnia aerospaziale fondata nel 2002 dall’imprenditore statunitense Elon Musk. In circa sei episodi, la miniserie della rete americana racconterebbe l’evoluzione dell’azienda che ha l’obiettivo di creare tecnologie per permettere l’approdo sul pianeta Marte riducendo i costi di accesso allo Spazio.

space X

La sceneggiatura, che, secondo indiscrezioni, sarebbe stata affidata a Doug Jung, creatore della trama di Star Trek Beyond, toccherà punti fondamentali della storia di SpaceX, tra cui la scelta di mettere un team di ingegneri al lavoro in un’isola remota situata nell’Oceano Pacifico fino alla missione di Falcon 9 dello scorso 30 maggio, che ha attraccato con successo presso la Stazione Spaziale Internazionale.


Chi sono i nuovi leader?


Leader come Musk fanno parte di una nuova generazione connessa al mercato e pronta ad ascoltare i bisogni dei consumatori al fine di produrre dei servizi innovativi. Questi leader sono stati definiti dalla testata americana Longreads “CEO designer”. Scott Berkun, autore di “How Design Makes The World”, afferma che il design sia reso buono o cattivo da coloro che hanno più potere per generare innovazione. Al giorno d’oggi a capo delle aziende ci sono designer che compiono scelte determinanti per la strategia da adottare e per la determinazione del budget, spingendo la cultura aziendale e scegliendo la squadra.


Tra i profili ricordati da Berkun troviamo Alfred Sloan, a capo del colosso General Motors, tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso: l’imprenditore è stato sulla copertina del Natale 1926 ed è colui che ha affermato che il design debba essere al centro della strategia delle auto del futuro. Sloan, seppur non si sarebbe mai definito un designer, ha cambiato il modo in cui pensiamo ad un’auto ancora oggi.


Secondo la Fast Company, il CEO del futuro è un chief design officer, o CDO, solitamente responsabile degli aspetti di design e innovazione di una compagnia. La figura del CEO è colui che quando si rivolge ai collaboratori formula delle domande piuttosto che offrire delle risposte.


Il columnist di Fast Company Mark Wilson ha affermato che il progetto di una cultura aziendale parta direttamente dal CEO, il quale osserva i problemi, individua le tendenze e favorisce le soluzioni di coordinamento. Il nuovo CEO emerso dalla ricerca Leadership Report di Wolff Olins, società di consulenza globale, è un generale ribelle, fonte di ispirazione di piccoli team per inventare nuovi prodotti ed esperienze.

business CEO

Questa nuova versione si distanzia dal suo corrispettivo del secolo scorso. Il fustigatore ha lasciato spazio prima ad un compagno di viaggio e poi a colui che intercetta le intuizioni geniali e le mette a fattor comune. Secondo Le Fonti Awards 2020, il Ceo dell’anno è Gaetano Campolo, a capo di Home Restaurant Hotel, in grado di mettere in piedi un progetto originale e innovativo che nasce nel settore del social eating.


I CEO Designer e il loro rapporto con i social media


Il CEO designer nel 2020 è anche una figura prominente sui social. Secondo la mappatura Social Ceo 2020, dedicata ai top manager su Linkedin, i manager si stanno rendendo conto che la propria reputazione sia legata a doppio filo all’azienda, passando sui propri profili un messaggio molto più efficace di quello trasmesso dall’azienda stessa. I top manager più social utilizzano principalmente LinkedIn, talvolta comunicando su una o più piattaforme digitali, come Facebook, Twitter e Instagram: questi professionisti lavorano nella finanza e nelle utility, seguiti dal comparto automobilistico e retail.


Date le condizioni in cui stiamo vivendo a causa della pandemia di Covid-19, è stato richiesto ai manager di raccontare il proprio impegno e la propria partecipazione alla causa, passando dallo storytelling al cosiddetto storydoing. A causa del Coronavirus, i profili social dei Ceo si sono quindi trasformati diventando fonti di informazione ufficiali, più autentici ed inclusivi, lasciando quindi da parte un approccio costruito e autoreferenziale. Tuttavia, è importante che alla base di una buona comunicazione social ci sia un’organizzazione che funziona.


I profili dei social-Ceo si differenziano tra loro: la maggior parte sono dei report delle iniziative e dei risultati di business; altri danno maggiore rilevanza alla cittadinanza di impresa; altri prendono posizione in quanto thought leader, offrendo chiavi di lettura in un periodo di incertezza.


Secondo Stefano Chiarazzo, autore di “Social Ceo: reputazione digitale e brand advocacy per manager che lasciano il segno”, edito da Francoangeli, ad essere assenti sono i veri e propri activist.


I social rappresentano il perfetto mezzo per mantenere un canale di comunicazione con i clienti, andando inoltre a favorire il reclutamento di personale e trattenendo in azienda i migliori talenti.


Articolo di Chiara Pozzoli