Intelligenza artificiale: È questo il futuro del design?

Aggiornato il: 14 dic 2020

Il design è in continua evoluzione: negli ultimi anni, in particolare, si è sviluppato il design generativo, che utilizza l’apporto dell’intelligenza artificiale, anche conosciuta come AI. Alla base di questi esperimenti non c’è soltanto un fattore mediatico, bensì l’esigenza di immaginare, non solo per i designer ma anche per le imprese.

L’intelligenza artificiale non è una minaccia per la creatività umana, bensì un modo per perfezionare innovazioni pensate dalla nostra mente. Ad esempio, l'AI è stata inserita in Adobe Photoshop Camera, incorporando le funzionalità di Photoshop nella fotocamera dei nostri smartphone, come descritto nel nostro editoriale di novembre 2019.


Questa è la visione di Anne Asensio di Dassault Systèmes, azienda leader nell’innovazione sostenibile. I programmi di design generativo non fanno altro che offrire un supporto all’uomo, affinché possa proporre qualcosa di innovativo e migliorato rispetto a ciò che già esiste. Questo può essere applicato alla sostenibilità, utilizzando l’AI per rendere un oggetto meno impattante a livello ecologico, rendendolo più leggero, con meno materiali a pari resistenza e durabilità.


Il caso Philippe Starck e Kartell


Nel 2019, alla Design Week milanese sono state presentate ben due sedie progettate grazie all’intelligenza artificiale. Tra queste, una è stata realizzata da Philippe Starck per Kartell, presentata al Salone del Mobile. Il noto designer francese, in conferenza stampa, ha affermato di non essere stato lui a progettare la sedia, che rispecchia totalmente lo stile di Starck, bensì il computer stesso.


Alla base del perché l’apporto dell’intelligenza artificiale sia un’innovazione fondamentale c’è una sola risposta, ovvero l’efficienza produttiva.


Lorenza Luti di Kartell ha affermato che è stato proprio Philippe Starck a proporre la progettazione della sedia con l’apporto dell’intelligenza artificiale. Il designer francese era in contatto con Autodesk, l’azienda che gli ha fornito il software che gli ha permesso di realizzare il progetto di AI, che, pur avendo chiaramente già un know-how su come procedere, non aveva mai lavorato con il mondo dell’arredo. Il risultato finale ha l’inconfondibile stile di Starck, poiché è stato proprio lui a dare all’algoritmo i punti focali, per poi rifinire il risultato. Nonostante ciò, molte delle caratteristiche della sedia stessa, tra cui l’apertura a V rovesciata che troviamo sul retro, sono state pensate dalla macchina stessa.


Come anticipato, ciò che rende rivoluzionario l’uso dell’AI per la progettazione di oggetti di design è la produttività, non solo dal punto di vista della stampa 3D, ma anche per quanto riguarda la stampa tradizionale. Nel caso della sedia di Kartell, Lorenza Luti ha spiegato che è stato risparmiato materiale, nonché tempo di sviluppo del prodotto, passando da almeno due anni a circa 10 mesi.


Già anni fa Autodesk aveva realizzato un piccolo oggetto, apparentemente realizzato in osso, che in realtà era il miglior connettore possibile tra il manubrio di una bicicletta e il telaio. L’oggetto in questione, poi stampato in 3D, era stato infatti generato da un computer.


Nell’ambiente aeronautico, l’intelligenza artificiale è un elemento fondamentale da diverso tempo. Nel 2016, The Living, uno studio di sperimentazione di Autodesk con base a New York, noto per la sua applicazione di dati provenienti dal mondo biologico al design generativo, ha presentato una “partizione bionica” per gli Airbus. La partizione è stata realizzata con un algoritmo che imita la crescita delle ossa umane: in questo modo, il peso delle pareti interne è stato ridotto del 55%, con delle partizioni traforate ma molto più resistenti d quelle attuali. Airbus ha mostrato interesse a continuare in questa direzione, accordandosi con il think tank multi-disciplinare 3DExperience di Dassault Systèmes.


Qual è il ruolo del designer nell’intelligenza artificiale?


In tutto ciò, il designer ha un ruolo ben preciso. Dopo aver dato delle dimensioni minime e massime all’interno delle quali muoversi, indica al software delle indicazioni esatte: nel caso del sopracitato piccolo oggetto apparentemente in osso, ad esempio, quelle di realizzare il miglior connettore tra manubrio e telaio possibile, al minor prezzo, senza intaccare la qualità e usando meno materiale possibile. Il software quindi elabora centinaia di progetti in un ambiente paperless: sta quindi al designer il compito di selezionare i migliori e magari perfezionarli.

designer intelligenza artificiale

Secondo Anne Asensio di Dassault Systèmes, i designer quindi non saranno sostituiti dall’intelligenza artificiale, ma dovranno evolversi, cambiando il proprio modo di pensare, lavorando in gruppo per studiare la struttura naturale dei prodotti in modo da poterli “rifinire” nel miglior modo possibile.


L’algoritmo deve essere visto come una possibilità di essere ancora più inventivi piuttosto che vedere i software come una minaccia. Asensio afferma che le macchine rappresenteranno un cambio di prospettiva per i designer, un nuovo inizio glorioso che li porterà ad esplorare oltre il visibile.


Secondo Daniele Spaziani, CEO deilo studio Phitec Ingegneria di Rivoli, l’Intelligenza Artificiale può inoltre rappresentare un modo migliore di progettare un prodotto sin dall’inizio, andando a evitare errori che spesso costringono a rimettere mano a prodotti già in commercio.


Articolo di Chiara Pozzoli