Istruzione e corsi di laurea: La capacità di cambiare

Dove vai se non sai da dove vieni?

Una domanda semplice, ma che apre un enorme ventaglio di risposte, dalle più conservatrici alle più rivoluzionarie. Che si sia più per la conservazione della memoria e il riproporre schemi funzionanti ma antiquati o che si propenda più per la proposta di novità, non ci si può lasciar andare a congetture senza prima averle basate su un saldo terreno.

Il “saldo terreno” in questo caso è l’istituzione universitaria, istituzione che recentemente sembra abbia voluto dare una risposta al quesito proposto sopra.

La risposta è stata certamente mutuata da un periodo di progresso tecnologico che per la sua velocità ha richiesto particolare attenzione da parte delle università. Infatti, se quest’ultima è responsabile dell’istruzione degli studenti al fine di inserirli con successo nel mondo del lavoro, allora è anche responsabile della capacità di adattamento a questo mondo, al suo progresso e di fornire un’istruzione mirata ad esso.

Il mondo del lavoro, un mondo in mutazione


Ormai sappiamo che il mondo lavorativo, in qualsiasi suo ambito, ha come perno una qualche sorta di implementazione informatica. Questo ha generato un aumento dell’interesse nella materia e di richiesta di specialisti in campo lavorativo. Da quando la richiesta si è fatta più pressante, le università si sono mosse per cercare di fornire una risposta ad essa e ultimamente hanno fatto un ulteriore passo in avanti. Si parla nello specifico della creazione di due nuovi corsi di laurea: “intelligenza artificiale” e “cybersecurity”. I due corsi sono recentemente stati proposti dall’Università di Perugia. Questi si presentano come percorsi di studio mirati a far acquisire competenze e professionalità informatiche necessarie per affrontare le sfide del più prossimo futuro tecnologico. Essi verranno tenuti in inglese e promettono una preparazione ad hoc per le professioni di “A.I. specialist” e “Cybersecurity specialist”. Sul vagone dell’apertura di nuovi corsi di laurea sale anche l’università di Pisa, che si distingue per la proposta di un percorso di studi in ingegneria per il design industriale e in innovazione sostenibile in viticoltura ed enologia. Segue Perugia con l’apertura di corsi di laurea in Artificial Intelligence and Data Engineering, Data Science and Business Informatics o nella creazione del progetto “Meet” (Medicine Enhanced by Engineering Technologies).


Un’eccellenza destinata a durare


La capacità di adattamento che queste due università, tra tante, hanno dimostrato è encomiabile, ma forse non c’era da aspettarsi altro da questi due atenei.

Tanto Perugia quanto Pisa, infatti, sono forti di una tradizione di eccellenza. Tradizione che però risulta sempre aperta alle novità e che anzi funge da carburante per le nuove idee al fine che anche esse arrivino ad allinearsi alla tradizione che le sostiene. Per tradizione qui non si intende solo storia, ma soprattutto coinvolgimento attivo nella promozione della ricerca, docenti di valore mondiale, alunni di successo e tasso di occupazione per i laureati.

È chiaro quindi come, partendo da queste basi, i nuovi corsi di laurea sopracitati non solo godano della freschezza della novità, ma anche delle risorse dell’università che li offre.

La risposta al quesito

Forse quindi se volessimo tradurre quanto fatto dai due atenei in parole e volessimo parafrasare queste per dare una risposta al quesito proposto all'inizio dell’articolo potremmo aspettarci una risposta del genere:

“Ricordati chi sei e credi nella possibilità di cambiare”.

Credere in una possibilità di cambiamento non significa imporlo, ma essere pronti ad abbracciarlo qualora avvenga.

È proprio questo quello che stanno facendo gli atenei italiani e con essi altri nel mondo.

Essere consapevoli di ciò che accade intorno a noi e saper reagire sono capacità essenziali, soprattutto per chi deve plasmare le menti dei giovani che poi avranno a che fare con il mondo che sta al di là dell’università (qui un approfondimento di Cristian Tava in merito alle opportunità di business per ragazzi dislessici tramite una scuola esperenziale).


Articolo di Angelo Rosace

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