L’algoritmo di Tik Tok

È innegabile che Tik Tok sia l’applicazione del momento in quanto a piattaforme su cui condividere i più disparati contenuti. Tik Tok, con la sua velocità di crescita travolgente, è famoso soprattutto tra i più giovani. La sua caratteristica è puntare su video brevi volti al puro intrattenimento. Un po’ il figlio spirituale del defunto “Vine”, l’applicazione sta ormai spopolando nel mondo del social marketing.

La potenzialità di Tik Tok è stata infatti subito notata dalle aziende che hanno da tempo cominciato a sfruttare l’applicazione per aumentare il loro raggio d’azione pubblicitario. Un salto nel buio


Nonostante le immense potenzialità di Tik Tok e il consistente aiuto che potrebbe dare alle aziende nella loro pubblicità nessuno ad oggi è ancora riuscito a comprendere il funzionamento dell’algoritmo di Tik Tok. Infatti, nonostante si tratti di un vero e proprio social network, l’app è nota per il fatto di tenere segreto il suo algoritmo.

Sappiamo che su Instagram l’uso strategico degli hashtag è fondamentale per apparire in un determinato feed di tendenza. Pare che esistano su Tik Tok degli hashtag neutri come #fyp e #foryou, ma oltre agli hashtag ci sono molte altre variabili da tenere in considerazione. Dall'hashtag che si usa alla vostra scelta musicale, tutto può e non può influenzare l'algoritmo Tik Tok.

Nonostante il funzionamento dell’algoritmo rimanga per la maggior parte sconosciuto, questo non ha impedito a molte persone di indagare e di testare diverse strategie.

Congetture e teorie cospirazioniste a parte, quello che ad oggi sappiamo è che l'algoritmo è influenzato da molti fattori diversi, e anche se non c'è una soluzione univoca per “controllarlo”, ci sono cose che si possono fare per aiutare a migliorare la diffusione e il numero di utenti che visualizzano i nostri contenuti.


Tentar non nuoce


Se l’algoritmo di Tik Tok non è chiaro di primo acchito, non ci resta che scavare più a fondo nella sua struttura.

Una volta creato un account e aperta l’applicazione ci troveremo di fronte ad una suddivisione del feed in due categorie: Per te e Seguiti. Continuando a utilizzare la piattaforma, la pagina “per te” continuerà a essere sempre più curata, evidenziando ciò che si sta facendo, commentando, salvando o condividendo.

Se tutto ciò suona come magia nera, non è vero che non ci sono cose che possiamo fare per utilizzare l’algoritmo a nostro vantaggio. Prima tra tutte: l’hashtag.

Due hashtag tra tutti che possono fare la fortuna dei vostri contenuti sono i sopra nominati #ForYou e #FYP. Non esiste ancora una lista di “hashtag da utilizzare”, ma fino ad ora si è visto che i post che includono almeno uno di questi nelle loro didascalie è più probabile che appaiano nei feed di altri utenti.

Oltre a questi, si può ricorrere agli hashtag di tendenza per cercare di seguire la moda del momento. Questa è una strategia che può essere redditizia, ma che dall’altro lato può rappresentare uno svantaggio se l’hashtag che usiamo non si adatta per nulla al contenuto che proponiamo.

Un’altra strategia è sfruttare le didascalie. La didascalia ideale dovrebbe essere breve, contenere hashtag relativi al contenuto ed essere in linea con il contenuto che si sta condividendo. Tik Tok è una piattaforma video mobile, quindi mantenere la fruizione dei contenuti breve e veloce tende a portare risultati migliori.

Un’ulteriore idea sarebbe quella di sfruttare la didascalia per incrementare l’engagement del pubblico, magari ponendo una domanda o scrivendo qualcosa a cui la maggior parte delle persone potrebbe facilmente relazionarsi. Oltre a tutto ciò, il caro e vecchio clickbait funziona sempre.

La terza strategia a nostra disposizione è l’utilizzo di canzoni e suoni di tendenza.

Come per gli hashtag stare al passo delle mode anche in tema di musica può significare un rapido aumento dei gusti e delle visualizzazioni.

Tra le varie strategie c’è anche quella di fare un passo verso un’analisi del pubblico che di solito vede i tuoi contenuti. Pubblicare contenuti quando il tuo pubblico è più attivo è un modo sicuro per far vedere i tuoi contenuti. E, grazie alle funzionalità Pro di Tik Tok, si può attingere ad ulteriori analitiche sul pubblico.

Le analitiche di Tik Tok possono non essere così approfondite come quelle di Instagram, ma il social fornisce una tonnellata di informazioni utili per aiutarvi a comprendere meglio il momento migliore per pubblicare.

Ho fatto tutto ciò che mi avete detto ma non sono ancora famoso!

Come tutto nella vita, anche Tik Tok è imprevedibile. Alcuni video sono delle Hit dal momento 0 e altri sono i cosiddetti “Slow Burners”, ovvero quei contenuti che devono macerare un po’ di più nel brodo per trovare il riconoscimento che meritano o sperano.

Ad oggi non sappiamo cosa fa appartenere un video ad una o all’altra categoria però possiamo supporre che, mentre i video guadagnano lentamente in likes, commenti e visualizzazioni, l'algoritmo di Tik Tok può spingere il vostro video sulla pagina For You, anche se non è un video nuovo di zecca. Oppure, un suono che lo slow burner utilizza potrebbe improvvisamente ottenere un sacco di esposizione, in base al video di qualcun altro che diventa virale, e il tuo video che presenta gli stessi suoni potrebbe ottenere un piccolo bernoccolo!

Quindi vale la pena tenere a mente che anche se non si ottiene una reazione iniziale enorme, vale la pena aspettare e tenere d'occhio il video per settimane, e anche mesi dopo averlo pubblicato.

15 minuti di notorietà

La notorietà è volatile e molto di più in un contesto come Tik Tok in cui si è sempre alla ricerca del nuovo contenuto virale. Un aspetto da non dimenticare e che potrebbe salvare i vostri contenuti dall’inesorabile corso dei social è la qualità di essi. Non va dimenticato infatti che, sebbene non sembra che in questi contesti vinca sempre il lavoro migliore, impegno e capacità verranno notate e porteranno prima o poi al desiderato posto nella pagina “per te” del grande pubblico.

Articolo di Angelo Rosace

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