L'arte del fumetto: tra tradizione e modernità

Anche il fumetto, forma artistica e letteraria le cui origini risalgono agli ultimi anni del 1800, è stato profondamente coinvolto dai processi di digital transformation.


Seppure questo non voglia dire che le innovazioni tecnologiche abbiamo apportato cambiamenti in tutte le applicazioni caratteristiche di questa felice arte, molte delle sue procedure e l'approccio di fondo ne sono state marcatamente segnate.


I nuovi strumenti, che sino a poco tempo fa erano sconosciuti a questo genere e ai suoi appassionati fruitori, meritano dunque oggi riflessione e approfondimento. Innanzitutto ci si deve chiedere: "Bisogna perseguire, fondamentalmente, i canali tradizionali oppure svoltare prontamente sul web?"


La risposta più adeguata sembra quella di chi sottolinea che alcuni dei fumettisti più noti nel contesto contemporaneo sono addirittura nati con internet e non hanno conosciuto nessuna tecnologia o forma di produzione antecedente.


Carta o web? Il perché di una scelta


Ma questi artisti, tra i quali i più noti sono Sio, Jenus di Nazareth e Zerocalcare, devono quindi il loro successo alla rete? Non ci sentiamo di attribuire il merito della loro rapida ascesa nelle classifiche di gradimento al web - indubbiamente questi artisti hanno un talento proprio, slegato dall'attualità - ma siamo certi che le nuove tecnologie abbiano fornito importanti opportunità di crescita in tempi brevi e la capacità di raggiungere efficacemente il pubblico.


Al conseguimento di questo target contribuiscono notevolmente le piattaforme di social networking, vere e proprie crocevie di incontro e conoscenza, oltre che amplificatori di messaggi e di referenze. L'approdo ai canali di distribuzione sembra dunque, ad oggi, molto più semplice che in passato, ma, come ieri, non può prescindere da capacità e meriti.


Ulteriore domanda da porsi nell'ottica del voler tracciare un raffronto tra era pre e post tecnologie è certamente: fumetto cartaceo o digitale?


Per rispondere con adeguatezza si devono identificare i due prodotti: da una parte quello tradizionale tangibile, che può essere sfogliato e conservato sugli scaffali della propria libreria, ma che, proprio per questo, occupando uno spazio fisico, assomma costi non irrisori; dall'altro canto il fumetto digitale è meno "personale", ma decisamente meno ingombrante e costoso.

Inoltre è doveroso sottolineare come il supporto sul quale i racconti saranno ospitati e divulgati ne determini a valle l'iter ideativo, perché non tutti i fumetti si prestano alla fruizione dallo schermo di un computer o di uno smartphone. Anche la trasposizione dal più tradizionale supporto cartaceo al moderno desktop non deve limitarsi alla sola scansione delle pagine: sono necessarie, infatti, modifiche e adattamenti, non solo della veste grafica ma anche della parte testuale.


In merito all'aspetto relativo all'iter ideativo, molti addetti del mestiere dibattono sull'utilizzo della tavoletta grafica, in sfavore della carta. Tra gli artisti, alcuni applaudono al passaggio al digitale, premiante per velocità di esecuzione e comodità annesse, altri si aggrappano ancora al piacere tattile dato da carta e matita. Non manca chi si pone al centro di queste posizioni, non prediligendo l'una o l'altra tecnica, ma mediando l'uso di entrambe, forte del fatto che le nuove tecnologie abbiano fornito risorse aggiuntive, senza sminuire le classiche.


Rispetto alla catalogazione, però, non si pone alcun dubbio: digitale batte cartaceo.


Annotare i fumetti mancanti sui fogli di carta, sui quali si è catalogata già tutta la propria collezione, non sembra una scelta premiante in termini di efficienza. Sono infatti provati i vantaggi offerti dalle nuove tecnologie rispetto all'accessibilità, all'ordine, ma anche alle possibilità di monitoraggio e condivisione.


Il web offre servizi in cloud estremamente rispondenti al desiderio di abbracciare l'intera propria collezione con un solo sguardo, evitando, allo stesso tempo, l'inserimento manuale dei titoli e delle caratteristiche dell'opera, grazie alla possibilità di attivare gli strumenti di ricerca e selezione tipici delle piattaforme internet.


"Fumetto verticale"


Daniel Oren, in memoria di Federico Memola, fumettista italiano recentemente scomparso, ha curato la redazione e il lancio, avvenuto lo scorso aprile, di un ricco documentario sul mutamento dell'arte di fare fumetto: dalla carta stampata, all'utilizzo del computer, al boom dei social network.


"Fumetto Verticale - dall'edicola alla rete" - questo il titolo del cortometraggio - ripercorre le tappe e gli elementi salienti del processo evolutivo che si è innescato ben prima dell'avvento di internet, è passato poi al disegno digitale, determinando la diffusione dei "web comics", si è avvalso dei social network come piattaforma di lancio, ha trovato metodologie alternative per finanziarsi e sta disegnando - in senso letterale e metaforico - già oggi il proprio futuro.


42 intervistati, tra le firme più illustri del panorama italiano ( Zerocalcare, Sio, Igort, Alice Milani, Cristina Portolano, Leo Ortolani, Mario Gomboli, Michele Foschini, Silvia Rocchi) fungono da voce narrante, che si snoda, in un ricco confronto e dibattito, tra le grafiche di una città contemporanea, ma ancora ancorata al gusto e allo stile del passato.


L'invito fornito da quest'opera e dalle riflessioni a latere è quello di non arrestare il cammino dell'innovazione, ma di continuare a sperimentare, sempre aperti come un fiore che germoglia e non come un riccio che si chiude minacciato.


È accertata e garantita la possibilità di trovare spunti e soluzioni interessanti, comode, vincenti.


“L'apprendimento e l'innovazione vanno mano nella mano. L'arroganza del successo è di pensare che ciò che hai fatto ieri sarà sufficiente per domani.”, sosteneva a questo proposito William Pollard, già nei primi anni del '900.



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