La differenza tra realtà aumentata e realtà virtuale

Nel lessico comune realtà aumentata e realtà virtuale sembra facciano riferimento alla stessa tecnologia, ma, sotto il profilo funzionale, non è esattamente così.

In questo primo articolo del mio redazionale sulle pagine di CoffeeBytes vi spiego brevemente il perché, sperando che questa sottolineatura possa essere chiarificatrice e che stuzzichi, allo stesso tempo, la curiosità dei lettori nel voler andare oltre, approfondendo i contenuti delle nuove applicazioni che stanno cambiando lo scenario tecnologico contemporaneo.

Innanzitutto è interessante sapere che entrambi i termini sono stati coniati tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90, e che durante le ultime decadi del secolo scorso si è cercato di arrivare a padroneggiarne l’utilizzo per portarlo al grande pubblico, ma che solo a partire dallo scorso decennio, con l’avvento degli smartphone e con i progressi di internet, la Realtà Aumentata e Realtà Virtuale hanno cominciato a prendere piede tra i consumatori.

Focalizzandoci, invece sui contrari, è necessario evidenziare la differenza principale tra le due tecnologie, che sta sia nella fruizione del contenuto sia nel mezzo utilizzato: nello specifico, rispetto agli strumenti, mentre la realtà aumentata garantisce la possibilità di utilizzare smartphone, totem digitali, cruscotti delle automobili e device come i Google Glass o gli Hololens di Microsoft (la vera massima espressione di questa tecnologia, nonché i precursori degli ologrammi, ndr.), nella realtà virtuale, invece, per “vivere” l’esperienza in 3D si può utilizzare unicamente il così detto “visore”.

Invece, per quanto riguarda il contenuto, la realtà aumentata permette di arricchire con informazioni aggiuntive il mondo reale: all’atto pratico, questo significa poter inquadrare con uno smartphone un’opera d’arte in un museo per accedere a notizie utili sull’autore e ad altre curiosità sull’opera stessa, o vivere iniziative di street art con contenuti in 3D.


Allo stesso modo, la realtà aumentata permette di vivere vere e proprie “esperienze immersive” con il solo gesto di inquadrare una pubblicità; così come rende possibile reperire indicazioni rispetto al luogo in cui ci si trova, ma anche rintracciare la macchina parcheggiata o, ancora, visionare un prodotto nell’ambiente circostante. In ultima analisi, questa tecnologia tanto coinvolgente non manomette la realtà, ma sa aggiungere a questa dettagli importanti permettendole di essere vissuta in modo totalizzante.

L’utilità di questa innovativa applicazione cresce di giorno in giorno e produce esiti altissimi quando viene applicata alla didattica e soprattutto alla medicina, ambito in cui, ad esempio, offre al personale sanitario la possibilità di consultare referti in tempo reale e di intervenire tempestivamente, da remoto, con altri specialisti.

Altro scenario apre, invece, la realtà virtuale, che è in grado di isolare gli individui dal mondo circostante e di creare per loro un ambiente completamente digitale. Questa tecnologia propone, cioè, un’immersione completa, che produce, negli esseri umani che ne sono sottoposti, la sensazione di essere catapultati in una dimensione altra rispetto alla propria realtà conosciuta e tangibile. Chi si tuffa in un’esperienza di realtà virtuale può vivere, allora, vicende alternative, tutte entusiasmanti e totalizzanti, che passano dai video ai giochi più creativi, nei quali l’unico limite è la fantasia.


Per questo, ad oggi, l’impiego della realtà virtuale è legato quasi esclusivamente al settore videoludico, ma il suo impatto in questo è notevolissimo, tant’è che ne prossimi anni si stima la crescita di miliardi di dollari di ricavi. Con un giro di affari più modesto, ma non per questo meno interessante, anche altre aziende che non operano nell’entertainment da qualche anno investono nella realtà virtuale, offrendo, in particolare, formazione al nuovo personale attraverso visori per la realtà virtuale. È ritenuto, questo, un uso particolarmente efficace, perché permette alle risorse neo-assunte di imparare prima e meglio: infatti, grazie al ricorso alla realtà virtuale, è possibile ricreare per loro tante situazioni-limite, come prove di emergenza o di pericolo, per permettere che queste arrivino, in tempi brevi, a muoversi nel nuovo ambiente lavorativo in sicurezza e velocità.

Da quanto descritto, appare chiara la portata d’urto di queste avveniristiche applicazioni, che hanno attratto, negli ultimi anni, ingenti investimenti da parte dei maggiori player di mercato: Apple e Google, infatti, hanno rilasciato, per gli addetti ai lavori, strumenti molto interessanti per implementare agevolmente nuovi contenuti in realtà aumentata, sfruttando - a questo fine – tutto l’ambiente circostante, e non solo i tradizionali marker (per i quali, inquadrando un’immagine, si attiva il contenuto).

Ma ancora più sensazionale è sapere che questi e altri colossi digitali si sono recentemente uniti nel consorzio Khronos Group per implementare ulteriormente la ricerca e le potenzialità delle nuove applicazioni, utilizzando innanzitutto lo standard univoco “OpenXR”, che ha l’obiettivo di semplificare il lavoro agli sviluppatori ed evitare loro di dover riscrivere più volte la stessa app AR/VR per dispositivi e sistemi operativi diversi, incluso il web.

Nonostante i tantissimi passi avanti, dettati -come abbiamo visto- dall’ingente interesse socio-economico, si stima, però, che trascorreranno almeno 5/10 anni prima che le nuove tecnologie di realtà aumentata e realtà virtuale possano prendere veramente piede tra il grande pubblico ed essere funzionali su larga scala, ad esempio nella didattica per le scuole.

Certo, non ci viene facile immaginare nella nostra quotidianità tante persone con visori o occhiali addosso… ma è anche vero che all’inizio dell’epoca degli smartphone non tutti erano persuasi che avrebbero rivoluzionato letteralmente il modo di comunicare e di interagire con l’ambiente circostante.

Ma sappiamo perfettamente com’è andata!

Se da un lato è vero che non ci è dato sapere come sarà il nostro futuro, dall’altro possiamo essere certi di una cosa: qualunque futuro si presenti, il domani sarà un'altra realtà!


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