La rinascita dei Borghi

Aggiornato il: 4 giorni fa

Una lenta riscoperta di queste realtà, che costituiscono il tessuto culturale della nostra Italia, sta diventando sempre più di tendenza.


Mi soffermo a pensare se sia solo un trend o se stia davvero diventando consapevolezza collettiva: leggendo un post di Riccardo Scandellari su LInkedin mi sono trovato catapultato in una discussione interessante sul “vorrei ma non posso”.


Inevitabilmente nell’ultimo anno abbiamo dovuto, voluto e potuto fare i conti con un cambiamento ma senza davvero percepirlo appieno nella sua profondità.

Prima che iniziassero i problemi sanitari mondiali, qualcosa si stava già muovendo per valorizzare i territori dei borghi. Un esempio di lungimiranza è stato Colletta di Castelbianco in Liguria: da una geniale intuizione futuristica, un gruppo di milanesi crea il primo borgo telematico già negli anni ‘80 e crea un precedente importante ma ancora poco apprezzato.


Negli anni passati ho potuto seguire diversi progetti di finanziamento pubblico legati alla valorizzazione delle piccole realtà abitative anche se in quel momento si pensava soprattutto allo sviluppo turistico sul modello dell’albergo diffuso e dei B&b.

Nel mentre Open Fiber aveva già vinto l’appalto per cablare con la fibra ottica moltissime realtà del territorio e portare così la fruibilità della rete anche nelle “province dell’impero” raggiunte da una semplice adsl che ne limitava di fatto lo sviluppo.


Nel 2019 avevo cominciato a teorizzare l’idea di una società in rallentamento, una società che parla di Economia circolare locale, una società che non attende i finanziamenti pubblici e non pretende che “qualcuno” si occupi di cambiare le cose ma che osserva e risolve i problemi della comunità: nasceva Villaggio Saggio.


Borgo o città


Non esiste una risposta corretta, dipende da come ognuno di noi vuole vivere la propria vita personale e lavorativa. L’obiettivo di ognuno dovrebbe essere la ricerca di una condizione di benessere e di felicità e questo varia a seconda dell'età, della cultura, dell’ambiente e dello stato sociale.


Personalmente amo la vita nel Borgo per vari motivi ma amo anche tornare in città. Quando mi sono trasferito nel Borgo Medievale di Offagna (An) per dare vita alla parte pratica del progetto Villaggio Saggio, mi sono reso conto che “tornare ogni tanto in città” non era necessariamente legato alla città di Milano ma poteva essere una scoperta di nuove città Italiane ed estere. Quindi l’idea che era nata in me era quella di potermi confrontare con molte realtà cittadine e non una sola.


Allargare gli orizzonti


La vita in un piccolo borgo è sempre stata legata all’idea di chiusura e in parte è vero ma solo perché manca la prospettiva.

Approcciarsi alla vita di un borgo rappresenta una grande occasione di crescita personale e professionale.

Non basta alzare la qualità della propria vita, mangiando sano e respirando aria buona. Occorre pensare alla comunità e con la comunità di persone che vivono il luogo.


Sembra troppo bello per essere vero.

Ragionare in termini di Economia Circolare LOCALE è facile farsi guidare in riflessioni e progettualità che tendono a creare un vero cambiamento inclusivo.

In Italia già da tempo si parla di “case a 1 euro” e della riscoperta dei borghi come anche l’architetto Boeri - artefice del bosco verticale a Milano e di altre importanti opere - ha già iniziato un protocollo d’intesa con il Touring Club Italiano e il politecnico per generare nuove situazioni abitative e lavorative adatte a questa nuova dinamica sociale.


Altri esempi sul territorio nazionale di specializzazione in tal senso sono i “coworking rurali”, che si concentrano maggiormente sul recupero di aree rurali “rinunciando” alla scoperta di borghi collinari spesso di impronta medievale. La tendenza predominante è quella di costruire dei contesti che non siano pensati come spazi di lavoro e sacrificio ma che abbiano in sé una forte capacità rigenerativa.

Se vogliamo vederla dal lato della produzione possiamo dire che più siamo a nostro agio e migliore sarà la nostra produzione. Ecco perché sta nascendo un panorama così diversificato di offerte.


Anche se ci sono molti progetti che si stanno attivando in Italia, è sempre difficile fare una scelta così radicale senza conoscere il posto di destinazione. Partire dalla “comoda” Milano per andare in un borgo sconosciuto per quanto bello è sempre un salto nel buio.

In Toscana, a Santa Fiora, il Comune ha pensato di creare un ulteriore incentivo con un contributo economico fino a 200 euro al mese per valorizzare il progetto di SmartWorking.

Anche la Puglia vuole catalizzare l’attenzione proponendo vacanze originali per scoprier queste bellissime terre.

Ma cosa ne pensano i lavoratori di questa nuova dimensione?

Le statistiche stanno dimostrando una forte propensione al cambiamento e al rinnovamento.

Oltre ad esserci un senso diffuso di “relazione umana” c’è soprattutto un forte bisogno di ridurre lo stress che ha condizionato quest’ultimo anno ed inoltre un aspetto psicologico importante: per noi tutti è più incoraggiante immaginare di costruire un nuovo futuro che non “aggiustare” quello vecchio. Nuove dinamiche, riscoperta di uno spazio e un tempo per noi e per la famiglia unito alla ricerca di una qualità del vivere molto più alto.


Investire nei Borghi


Ci sono i primi segnali importanti di una forte attenzione anche all’aspetto immobiliare e sicuramente il mercato avrà un forte cambiamento, o possiamo parlare di evoluzione in questo caso. Da Londra un italiano si è reso conto dell’enorme potenziale del nostro territorio che spesso è “sottostimato”. Iniziativa interessante perché darà uno scossone al mercato e permetterà di riflettere sull’importanza del nostro patrimonio.


Il destino delle città è quello di trasformarsi ma nonostante i grandi progetti di città green e car-free siamo ancora molto lontani. Milano ha già perso 15 mila abitanti nell’ultimo anno e i prezzi degli affitti sono in flessione. Ma la città non è necessariamente un'accezione negativa del nostro vivere. L’impegno che dobbiamo mettere in questo passaggio epocali è quello di trovare luoghi di equilibrio sociale e abitativo e forse servirà un momento di forte crisi per poi far nascere la nuova farfalla.


Il Villaggio Saggio che vuole “salvare” il mondo


Chiudo questa panoramica rapida (ci sarebbe da argomentare per mesi) per mostrare la lente con cui noi stiamo guardando tutto questo e che ci ha dato modo di iniziare ad agire.


Molti progetti sono affascinanti e li stiamo piano piano conoscendo tutti ma quello che abbiamo notato è che manca spesso la visione umana, mancano i servizi: non quelli commerciali ma quelli che fanno stare bene e che aiutano le persone a crescere. Spesso pensiamo a rendere appetibile un luogo ma non lo rendiamo umano.


Noi ci siamo dati questo obiettivo: mettere al centro di tutto le persone in un percorso di economia circolare LOCALE.


Villaggio Saggio parte da 4 step fondamentali:

  • creazione in ogni borgo o quartiere di uno spazio di coworking, per aggregare per e creare una fucina di idee per risolvere problemi locali;

  • ideazione di Botteghe artigianali 4.0 in modalità collaborativa e con una spinta ad integrare soluzioni “digitali”, che, oltre a produrre, saranno laboratori per la scuola e un momento per ritrovare la manualità perduta;

  • Scuola Esperienziale Viva-io che porta i giovani dai 16 anni in su a scoprire una didattica inclusiva e rispettosa delle diversità attraverso esperienze artigianali, agricole e di comunicazione e marketing;

  • Riciclo - Riuso - Riparo il ciclo si chiude quando siamo in grado di riutilizzare gli scarti e di riparare quello che si è guastato.


Ma stiamo andando ancora più avanti nel progetto di Salvataggio e ci siamo resi conto dell’importanza del recupero edilizio degli spazi, così abbiamo pensato di accogliere il primo gruppo di Rigeneratori Urbani grazie alla sinergia con una Fondazione e stiamo avviando anche un progetto di crowdfunding cittadino finalizzato a far sì che gli immobili in vendita o abbandonati siano di proprietà del borgo stesso con un sistema a “quote” partecipative che evita lo smembramento e ne mantiene la genuinità.


Tutto questo è un servizio che nasce dall’ascolto dei cittadini, dei lavoratori, delle persone che vogliono creare uno spazio e un tempo per vivere e lavorare in un contesto sempre più concentrato sulla crescita delle persone.

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