Le relazioni umane sul web: Noi e la rete

Aggiornato il: mar 21

Da tempo ormai diversi scritti trattano degli atteggiamenti e dei modi di agire indotti dalla rete internet, soffermandosi sugli aspetti più svariati: quelli tipici dell’interazione attraverso i videogame, del dating, ma anche dei gruppi di professionisti o dei forum di opinioni.

Colpisce nel segno la relazione di Patricia Wallace, insegnante della Graduate School del Maryland University College, che da diversi anni si occupa di psicologia delle relazioni e dell’apprendimento: "Abbiamo avuto migliaia di anni di evoluzione per prendere confidenza con le interazioni umane in contesti faccia a faccia, ma appena due decenni per il mondo online diffuso su larga scala, ed ora è il luogo dove si svolge molta dell'interazione umana, con strumenti del tutto diversi”, spiega la docente, aggiungendo anche: “Non solo manca il contatto faccia a faccia, ma c'è anche la distanza fisica, l'incertezza sul pubblico che ci vede e ci ascolta, la percezione dell'anonimato, la mancanza di un feedback immediato e gli strumenti di comunicazione che usiamo si basano principalmente su testo e immagini. Al tempo stesso internet è un motore senza precedenti di innovazione, connessione e sviluppo umano".


Un ambiente che ci modifica fino al narcisismo


Come affermato dalla docente del Maryland, il web rappresenta un territorio sempre giovane e fresco, nel quale le relazioni tra individui e il loro modo di esprimersi sono in grado di rinnovarsi costantemente modellando, di conseguenza, un vero e proprio identikit del profilo psicologico dell’utente in rete e dei suoi costumi.


Il web, dunque, può modificarci, renderci uomini e donne differenti, influenzare il nostro atteggiamento, esattamente come accade in ogni ambiente che che funge da sfondo delle relazioni: nessuno mantiene lo stesso comportamento allo stadio o in azienda.


Inoltre sono frequenti i casi di individui che creano online estensioni di sé stessi diversi dalla realtà, spesso smussando i tratti del proprio carattere più difficili e ostici e accrescendo al tempo stesso le valenze di segno positivo.

Anche al solo fine di “poter fare ciò che non si è mai fatto” si costruisce sul web una traduzione preferibile di sé.

I mezzi per giungere alla costruzione di questo “super io” artificiale si identificano nella redazione di testi socialmente accettabili e graditi e, soprattutto, nell’utilizzo di software per l’elaborazione e il miglioramento delle immagini.

Sulle piattaforme social l’utente può arrivare a ricoprire il ruolo di attore protagonista della sua scena, sviluppando così un comportamento e un giudizio benevolo su sè stesso, che sfocia frequentemente nel narcisismo vero e proprio.

A questo proposito, diversi studi affermano che internet abbia in sé la capacità di rendere virali non solo informazioni e contenuti, ma anche atteggiamenti ed epidemie.


Accanto all’egocentrismo possono proliferare in rete anche atteggiamenti di “polarizzazione” fino alla nascita di “echo chambers”, ambienti virtuali in cui l’interazione è favorita solo tra individui che condividono i medesimi pensieri, mentre sono esclusi i portavoce di opinioni differenti.


Individui sempre più connessi: un vantaggio per il business


Gli atteggiamenti appena descritti, oltre a essere di per sé pericolosi, amplificano la loro tossicità in rapporto alla possibilità di aumentare la dipendenza dalla rete.


Sembra che l’assuefazione al web stia scalzando altre forme di dipendenza, soprattutto successivamente all’avvento degli smartphone.

L’altra faccia della medaglia ci mostra, però, un volto benefico, utile al progredire degli individui e quindi della società. Internet è infatti un deposito di informazioni che cresce, si rinnova in tempo reale, grazie al contributo di tutti, ovunque nel mondo.

Le piattaforme social consentono di stringere rapporti interpersonali, basti pensare ad amici, famigliari e collaboratori.

A questa valenza certamente positiva, se ne affiancano ulteriori: il web è estremamente efficace per le aziende con un settore di e-commerce, oltre ad essere un efficiente ambiente di lavoro, che consente il superamento dei limiti fisici, tra cui distanza e disabilità.


Le aziende devono saper curare le relazioni


Di conseguenza, alle aziende che operano online non dovrebbe essere sufficiente esistere: è essenziale per ogni realtà il saper prendersi cura dei propri dipendenti, prestando grande attenzione alle relazioni.


In quest’ottica, persino i nuovi algoritmi insegnano che le interazioni forzate sono penalizzanti: spesso le imprese sul web sminuiscono l’utente che entra in contatto con loro attraverso i canali digitali, riducendolo al ruolo di follower o fan e non avvalorandone la personalità e i bisogni unici.


Tutte le imprese, dunque, dovrebbero essere in grado di “umanizzare” il proprio brand, attraverso messaggi e contenuti capaci di fidelizzare i clienti.

Si va incontro così ad un modello di “social business”, secondo il quale il ricorso alla rete - e in particolar modo alle piattaforme di networking – diventa consapevole e genera valore, considerando momento storico e di mercato.


E’ necessario considerare che, come tutte le relazioni, anche quelle sul web richiedono impegno assiduo e costanti risorse di tempo e di capitali, non solo economiche, ma anche umane. Il cerchio si chiude: la prima necessità deve essere quella di avere relazioni umane reali sui social network.



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