Le vie del progresso tecnologico passano per l’Italia

In un mondo sempre più cosciente dell’impronta ambientale che la razza umana sta lasciando sul pianeta che si è ritrovata ad abitare troviamo chi lo sfrutta e chi invece tenta di preservarlo spostando la sua attenzione alle energie rinnovabili e al progresso tecnologico. Araldo di questo progresso e una delle menti più illustri e per certi versi più controverse dell’ultimo decennio è sicuramente l’imprenditore sudafricano Elon Musk.


Nella sua carriera troviamo scelte molto audaci ma soprattutto l’instancabile voglia di mettersi alla prova e di stupire il mondo. L’imprenditore è infatti ricordato per aver deciso di lanciare uno dei suoi modelli di automobile nello spazio e per aver lanciato sul mercato un lanciafiamme dal nome “not a flamethrower”.

Di certo la costanza e il criterio nelle sue scelte è discutibile, ma non si può negare che questa personalità rappresenti uno dei geni del nostro secolo.


Il genio al servizio della comunità

Prendiamo ora la personalità ecclettica dell’imprenditore e applichiamola allo sviluppo tecnologico industriale, ciò che otteniamo è un genio al servizio della comunità, che non solo pensa ad offrire costi ridotti per il viggio nello spazio, ma “scende tra i mortali” e ad esempio offre loro modelli di “self-driving cars” a basso impatto ambientale.


Tra le varie invenzioni “per la comunità” nell’arsenale di Elon, una vede l’Italia come diretta interessata. Quest’ invenzione è Hyperloop.


Hyperloop

Hyperloop nasce nel 2014 con la fondazione della Hyperloop Technologies. La società nasce da un idea del sovracitato Elon Musk e dell’investitore iraniano Shervin Pishevar. Il progetto viene rilasciato come open source e in pochi anni riesce a raccogliere la fiducia di molti investitori.

Per entrare in tecnicismi: Hyperloop è una reinterpretazione del viaggio ad alta velocità.


L’idea si basa sul trasporto di vagoni tramite l’utilizzo di un tunnel in cui viene creato un vuoto pneumatico. All’interno di questo tunnel viaggerebbero delle capsule spinte da motori a levitazione magnetica. La levitazione magnetica e la pressione ridotta permetterebbero di eliminare l’influenza dell’attrito e consentirebbero al convoglio di raggiungere velocità elevatissime (fino 1.200 km/h) e tutto ciò consumando una ridotta quantità di energia.


L’Italia e la quarta rivoluzione industriale

L’Italia potrebbe essere uno dei primi paesi in Europa a dotarsi di questa avanguardia del trasporto. Questa prospettiva è frutto dell’accordo siglato tra Ferrovie Nord e Trenord e la Hyperloop Italia. Quest’ultima è la license company di Hyperloop. L’accordo riguarda la realizzazione di uno studio di fattibilità per la tratta Milano-Malpensa, con l’obiettivo di realizzare una linea che permetta di andare dalla stazione centrale dei treni del capoluogo milanese all’aeroporto in soli 10 minuti.


Tale studio dovrà essere prodotto nei prossimi 6 mesi: in caso di esito positivo, dunque, Milano potrebbe ritrovarsi ad avere una linea di trasporto all’avanguardia, riducendo drasticamente il viaggio dei passeggeri. Ad oggi, infatti, per muoversi con una navetta da Milano a Malpensa si impiegano più di 40 minuti.


Perché l’Italia?

L’idea di implementare la nuova tecnologia in italia viene dall’intervento dell’italiano Gabriele Gresta, fondatore e presidente della multinazionale che punta a realizzare Hyperloop in giro per il mondo.


Lo stesso Gresta dice: “Entriamo nella quarta rivoluzione industriale [...] Hyperloop è una infrastruttura intelligente e sostenibile che raggruppa tutti i progressi scientifici della tecnologia esponenziale. È ideata come un’enorme infrastruttura a energia rinnovabile, una rete di comunicazione a banda larga e un sistema di trasporto efficiente“.


Nella prospettiva di Gresta non c’è solo l’Italia e non c’è solo Milano. Il primo prototipo funzionante doveva infatti venire presentato all’EXPO di Dubai 2020 e altri accordi con altri paesi sono stati già presi per testare la nuova tecnologia. Per quanto riguarda il bel paese abbiamo però già un idea chiara delle possibili implementazioni.


In Italia Gresta punta infatti a realizzare sei tratte tra la Puglia, la Basilicata, la Sicilia, la Lombardia, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia ed è già in contatto con i rispettivi presidenti.


I dubbi sul progetto

Sarebbe assurdo pensare che una rivoluzione di tali dimensioni e di tale impatto nel mondo non arrivi a destare preoccupazioni e dubbi ed infatti troviamo già alcuni critici dell’idea.


Tra le critiche che vengono mosse al progetto troviamo in prima battuta il poco comfort che delle capsule chiuse in un tubo a bassa pressione possano avere accompagnato da alti livelli di rumore dovuti all’aria compressa canalizzata intorno alla capsula.


Ulteriore critica mossa all’idea di Musk viene alimentata dal fatto che la tecnologia si basi sull’idea che il tunnel sia inizialmente liscio, ma la forma di quest’ultimo potrebbe alterarsi in seguito a lievi smottamenti sismici. Tali alterazioni, anche se lievi, ad alte velocità potrebbero tradursi in vibrazioni notevoli delle capsule che destabilizzerebbero i passeggeri.


Da grandi poteri derivano grandi responsabilità

E’ innegabile che Elon Musk sia un genio del suo tempo ed è altrettanto innegabile che l’eccletticità della sua persona lo metta spesso al centro di critiche, ma questo è solo il peso che sognatori come lui sono costretti a portare.


Non sappiamo ancora se il prototipo di Hyperloop sarà pronto per l’EXPO, tanto meno ora con la situazione sanitaria in cui verte il nostro pianeta, ma di certo sappiamo che queste sono le idee che seppur fallimentari alimentano il progresso e danno speranza ad altre menti brillanti di poter realizzare qualcosa di altrettanto rivoluzionario.


Il fatto che Musk, con la mediazione di Gresta, abbia scelto anche l’Italia e Milano ci rende protagonisti della rivoluzione e mette il nostro paese sui binari del progresso.

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