Lo streaming di Quibi: Abbandono consistente al termine della prova gratuita

Aggiornato il: 18 set 2020

Dopo il weekend del 4 luglio, sono arrivate brutte notizie in casa Quibi: solo l’8% dei 910.000 utenti che hanno usufruito di una prova gratuita sulla piattaforma di streaming nei primi tre giorni dell’applicazione ha esteso il servizio oltre i tre mesi di prova. Secondo i dati forniti da Sensor Tower, questo 8% corrisponde a circa 72.000 abbonati.


streaming Quibi

I dati presentati da Sensor Tower e la risposta di Quibi


Questi dati non corrispondono al numero totale degli utenti di Quibi, ma solo alle conversioni dei primi tre giorni di iscrizione. Tuttavia, si può notare la differenza con Disney+: un milione di utenti dei 9,5 nei primi 3 giorni di iscrizione è passato all’abbonamento a pagamento.


C’è da sottolineare, però, che la prova gratuita di Disney+ è della durata di soli sette giorni, contro quella trimestrale di Quibi. L’applicazione, dopo aprile, ha ridimensionato i propri sforzi, passando da una prova di tre mesi ad una di 14 giorni.


Quibi, contattata per un commento, ha dichiarato a The Verge che il numero di abbonati a pagamento forniti dai dati di Sensor Tower fosse errato per ordine di grandezza. Il portavoce dell’applicazione afferma che Quibi sia stata scaricata da 5,6 milioni di persone e che, dal momento che la loro conversione da download a prova è al di sopra dei benchmark delle applicazioni mobili, si possano ritenere soddisfatti del numero di abbonati a pagamento, sia tra le iscrizioni di prova gratuita trimestrali, sia tra quelle da 14 giorni avvenute tra maggio e giugno.


Al contrario di quanto attestato da Quibi, Sensor Tower ha stimato che solo 4,6 milioni di utenti abbiano scaricato l’applicazione, contro i 5,6 riportati da quest’ultima. Sensor Tower, per rispondere alle dichiarazioni del portavoce di Quibi, ha supposto che la causa della mancata corrispondenza tra i numeri totali di download potrebbe essere in parte dovuta al fatto che i suoi dati contino solo le installazioni di un’app da parte di un singolo Apple ID o Account Google.


I dati, come tali, non segnalano se l’app viene installata nuovamente dallo stesso utente dopo una possibile cancellazione o su un altro dispositivo. Inoltre, i dati di Sensor Tower non tengono conto del download di Quibi su dispositivi come gli iPad, anche se non è ottimizzato se non per gli schermi degli smartphone.


Quali sono i problemi della piattaforma di streaming?


Nonostante ci possa essere una possibile spiegazione per la differenza nei dati riportati da Quibi e Sensor Tower, ovvero una società di analisi nota per la sue stime accurate, il quadro delineato dal suo rapporto sul servizio di streaming non è propriamente positivo.


Alla base dei problemi di Quibi non c’è solo l’arrivo della pandemia di Covid-19, com’è stato detto dal suo co-fondatore Jeffrey Katzenberg: sono infatti emersi diversi difetti dell’azienda. Tra questi troviamo un marketing non ben sviluppato, nonché lo sfortunato tempismo del suo lancio. Tuttavia, Quibi ha problemi gravi che vanno oltre: tra questi, vediamo l’impossibilità di condividere screenshot o immagini sui social media, nonché la mancanza di una Smart TV e il supporto per il casting al momento del lancio.

Netflix streaming

A Quibi viene inoltre criticato il catalogo offerto, considerato non convincente quanto la libreria Netflix, a cui vengono aggiunti contenuti mensilmente, o quanto Disney+, che può vantare grandi eventi di cultura pop come The Mandalorian.


Al contrario di quanto ha fatto HBO per il lancio di HBO Max, Quibi non ha una base di installazione integrata. Se gli utenti di Quibi non aumenteranno nel prossimo futuro, non è chiaro per quanto tempo il capitale di 1,8 miliardi di dollari riuscirà a portare avanti l’azienda.


Disney+: un esempio di successo nel campo dello streaming


Al contrario di Quibi, una piattaforma che certamente non ha più un destino incerto è Disney+, i cui numeri sono sempre in crescita (di Disney+, ne avevamo parlato qui). La piattaforma è disponibile in più paesi, tra cui il Regno Unito, India, Germania, Italia, Spagna, Austria, Svizzera e, più recentemente, Francia. Tra febbraio ed aprile, si è registrata una crescita di oltre 22 milioni, arrivando a superare i 50 milioni di utenti.


Guardando brevemente i dati, possiamo vedere che Disney+ ha all’incirca un terzo degli utenti di Netflix; Hulu, invece, l’altra piattaforma di streaming della Disney, dispone di circa 30 milioni di utenti, pur essendo disponibile solo negli Stati Uniti.


Disney+ vede i propri utenti in crescita soprattutto grazie ad un pubblico internazionale, nonché grazie a serie firmate Marvel e Lucasfilm. The Falcon e Winter Soldier usciranno in agosto, mentre a partire da ottobre sarà disponibile la seconda stagione di The Mandalorian.


Articolo di Chiara Pozzoli