Microsoft dice addio al riconoscimento facciale: Non è etico

Lo scorso 27 marzo è accaduto l’impensabile: il colosso della tecnologia Microsoft dice addio allo sviluppo di nuove tecnologie per il riconoscimento facciale e annuncia il ritiro delle sue quote di partecipazione dall’azienda AnyVision. Una notizia importante che lascia tutti a bocca aperta.



Nel 2019 la startup israeliana con sede a Tel Aviv è arrivata all’attenzione della cronaca per aver contribuito alla sorveglianza dei territori di confine occupati dai palestinesi con la tecnologia, da lei sviluppata, per il riconoscimento facciale.


Non appena questa notizia giunse al quartier generale di Redmond mise in allarme la sua classe dirigente: così nel giro di pochissimo tempo Microsoft assunse l’ex procuratore generale americano Eric Holder, ai fini di svolgere un’indagine privata su quanto accaduto.


Dalla stessa è emerso che sì, l’azienda AnyVision ha distribuito il suo prodotto alle forze dell’ordine impegnate nei controlli alle frontiere e nelle porzioni di territorio occupate, ma che quest’ultimo non fu in nessun modo usato come sistema di sorveglianza di massa, come era invece stato ipotizzato in un primo tempo.


Tuttavia, il colosso statunitense decide di ritirarsi dai giochi in quanto “essere investitori di minoranza in una società che vende tecnologie sensibili non ci offre il livello di supervisione e controllo che la nostra azienda esercita sull'uso delle proprie tecnologie" come dichiara sul proprio sito web istituzionale in una nota creata ad hoc.


Azioni in vendita: 74 milioni USD non è il valore della libertà

Nonostante le accuse furono inizialmente respinte dalla startup israeliana, l’indagine svolta ha spinto Microsoft alla decisione di ritirare tutte le sue quote partecipative da AnyVision per una cifra che si aggira intorno ai 74 milioni di dollari americani, e di metterle quindi in vendita sul mercato: un’operazione non facile.


Al momento si sa solo che le azioni sono, di fatto, in vendita ma non si hanno ulteriori informazioni su chi potrebbero essere i possibili acquirenti e né se vi siano già trattative in corso. Inoltre, la vicenda pare abbia fatto riflettere il team direttivo del colosso americano, riguardo il potenziale utilizzo e le successive ripercussioni di questo tipo di tecnologia: se utilizzata impropriamente quest’ultima è capace di rendere la limitazione della libertà personale una realtà.



Microsoft ridisegna così le direttive per l’utilizzo di questo sistema stabilendo che: “qualsiasi applicazione per il riconoscimento facciale non deve essere subordinata a pregiudizi di alcun tipo e che non deve in alcun modo interferire con le libertà democratiche della singola persona.”


Dalla parte dell’azienda americana si sono schierati anche i gruppi per le libertà civili affermando che il possibile utilizzo da parte della polizia, o di altre forze dell’ordine, di questo tipo di tecnologia potrebbe comportare arresti arbitrari e ingiustificati, se non addirittura limitare la libertà di espressione.


A supporto di questo ipotetico scenario, in un recente video promozionale rilasciato da AnyVision, oltre ai pregi del prodotto è facilmente intuibile che se a fronte di un perfezionamento del software corrispondesse un utilizzo non del tutto trasparente, potrebbe facilmente divenire un sistema di controllo di massa.


Forse è solo un “arrivederci”: la ricerca per il riconoscimento facciale si trasferisce su Azure

Nonostante sembri che Microsoft sia intenzionata a tagliare i fondi e a vendere eventuali quote partecipative da ogni progetto di ricerca in aziende esterne, facendo intendere un abbandono del settore, la realtà è ben diversa.


Secondo gli ultimi rumors parrebbe che attraverso il cloud di Azure, di proprietà dell’azienda americana, sarà consentito agli sviluppatori di utilizzare un sistema di intelligenza artificiale integrandolo con The Face API, la tecnologia per il riconoscimento facciale da loro creata, per migliorare la user experience di diversi altri servizi e applicazioni.Ovviamente questo sarà svolto in maniera etica e mai a fini di sorveglianza.


I dubbi di Microsoft sugli ipotetici utilizzi della tecnologia per il riconoscimento facciale sono senza ombra di dubbio condivisibili. Il “controllo” rimane uno dei temi più spinosi e di difficile gestione degli ultimi anni. E’ necessario sperare che in futuro sia possibile trarne solo i vantaggi e riuscire a tutelare i cittadini del mondo da chi potrebbe farne cattivo uso.

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