Microsoft News e MSN: la minaccia dell’intelligenza artificiale


Lo scorso 27 Maggio Microsoft ha comunicato a circa 50 suoi impiegati che i loro servizi non saranno più necessari a partire dal 30 Giugno. Secondo molteplici notizie, il loro lavoro sarà svolto da un software di intelligenza artificiale.


Il licenziamento vedrebbe come vittime i giornalisti e redattori delle due organizzazioni Microsoft News e MSN. I licenziamenti sarebbero parte di una maggiore spinta da parte di Microsoft ad affidarsi all'intelligenza artificiale per scegliere le notizie e i contenuti presentati su MSN.com, all'interno del browser Edge di Microsoft e nelle varie applicazioni Microsoft News dell'azienda. Molti dei lavoratori interessati fanno parte della divisione SANE di Microsoft (ricerca, annunci, News, Edge) e sono assunti come redattori umani per aiutare a scegliere le storie.


"Come tutte le aziende, anche noi valutiamo il nostro business su base regolare", ha dichiarato Microsoft. "Questo può portare ad un aumento degli investimenti in alcuni luoghi e, di tanto in tanto, ad un reimpiego in altri. Queste decisioni non sono il risultato dell'attuale pandemia".


L’IA come impiegato


MSN.com utilizzerà l'IA per fare i lavori dei redattori, che includono l'identificazione delle notizie di tendenza, la riscrittura dei titoli e l'aggiunta di foto e diapositive alle storie.

"Quello che sta facendo Microsoft non sembra molto diverso da quello che fa Google News", ha detto Dan Kennedy, professore alla Scuola di Giornalismo della North-eastern University di Boston. "I redattori umani di Microsoft stavano facendo quello che Google News fa automaticamente da anni", ha detto a TechNewsWorld, "che sta aggregando le storie in una pagina di notizie".


Ormai è da un po’ di anni che si accumulano gli sforzi per usare l’IA per assumere alcune funzioni del giornalismo. Fino ad ora questa non ha sortito molto successo, ma il futuro sviluppo della tecnologia potrebbe renderla un vero e proprio impiegato modello.

La poca maturità della tecnologia si risolve, a detta di Kennedy, in “storie un po' strane e noiose. Non c'è sostituto al giudizio di un buon redattore umano".


Nonostante il fatto che le storie scritte da una macchina possano non essere una buona idea dal punto di vista di un giornalista, i proprietari dei media che vogliono ridurre gli stipendi possono avere una prospettiva diversa.


L’abbandono del giudizio umano a favore del risparmio


Business Insider dice che il licenziamento interessa circa 50 posti di lavoro negli Stati Uniti. La perdita di posti di lavoro di Microsoft News sta però colpendo anche i team internazionali: The Guardian, infatti, riferisce che circa 27 persone sono stati licenziate nel Regno Unito dopo che Microsoft ha deciso di smettere di impiegare esseri umani per curare articoli sulle sue pagine web.

Sempre Kennedy afferma che "ciò significherà non solo meno posti di lavoro per i giornalisti, ma anche un prodotto editoriale ridotto perché si sta eliminando uno strato di giudizio umano".


La tecnologia non è ancora abbastanza buona per rappresentare una vera minaccia per il giornalismo, ma questo potrebbe cambiare. "Una volta scoperto come l'intelligenza artificiale sta scrivendo una storia, può essere manipolata per nascondere i dati o per ometterli", ha detto a TechNewsWorld.


Non tutti i mali vengono per nuocere


Abbiamo descritto l’avvento dell’IA nel settore del giornalismo come una minaccia, ma un settore in cui l'IA è amica e non nemica di un giornalista è tuttavia possibile. In un settore del genere l’IA permetterebbe l'elaborazione di enormi quantità di dati velocizzando così il lavoro dei giornalisti in carne ed ossa.


Inoltre se l’intelligenza artificiale fa qualche incursione nel giornalismo, è probabile che lo faccia con i grandi gruppi di giornalisti con le tasche profonde. "Il novanta per cento dei giornali non ha nemmeno le risorse per fare un'infografica, quindi l'IA sarà fuori dalla loro portata", ha osservato Bill Ostendorf, presidente della Creative Circle Media Consulting di Providence, Rhode Island.


Un altro vantaggio che potrebbe portare l’intelligenza artificiale sarebbe il fatto che sarebbe in grado di svolgere molti compiti giornalistici che andrebbero persi senza di essa, come scrivere migliaia di rapporti sui guadagni, ha scritto il giornalista d'affari Mikael Törnwall in un rapporto preparato per la multinazionale di networking e telecomunicazioni Ericsson, con sede in Svezia.


Una novità da prendere con le pinze


"Sarebbe tuttavia ingenuo credere che le aziende dei media non utilizzeranno la tecnologia per tagliare i costi riducendo il personale", ha scritto Törnwall. "In questo senso, l'intelligenza artificiale è sia un'opportunità per il giornalismo che una minaccia per i giornalisti".


Questa ambivalenza fa dell’intelligenza artificiale una tecnologia interessante quanto spaventosa.


Come si è già detto essa al giorno d’oggi è lontana dal rappresentare una vera è propria minaccia, ma di certo ha le potenzialità per diventarlo.


Sta a noi decidere se guidare questa rivoluzione verso la creazione di un settore giornalistico in cui vecchia e nuova scuola si sposano per trarre il massimo l’uno dall’altra o verso un settore in cui si concederà sempre più spazio a contenuti generati da un algoritmo e meno spazio al giudizio umano.


Articolo di Angelo Rosace

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