Milano Rilancia: Il Crowdfunding civico vuole far ripartire la città in tempo di Coronavirus

Aggiornato il: nov 18

Per adattarsi ad un nuovo mondo imposto dall’arrivo del Covid-19, Milano vuole ripartire grazie al bando per il Crowdfunding civico del Comune, rimodellato per adattarsi alle nuove esigenze imposte dalla pandemia globale, che ha intaccato anche il lato economico e sociale.

Secondo le parole dell’assessore al Lavoro e alle attività produttive Tajani, il progetto segna “una rinascita dal basso, dai quartieri, dai cittadini, dalle energie e dalla creatività del Terzo settore, dopo i mesi di lockdown”. I venti progetti vincitori del bando rappresentano risposte "ai nuovi bisogni della città, con un'attenzione particolare alla povertà alimentare e all'accompagnamento delle categorie fragili in stato di disoccupazione o sottoccupazione”.


Il Crowdfunding civico e il Covid-19


Nato nel 2016, il progetto di Crowdfunding civico -lanciato dalla Direzione Economia Urbana e Lavoro del Comune di Milano in collaborazione con l'assessorato alle Politiche Sociali, Salute e Diritti con la startup Eppela- ha premiato i progetti con un impatto sociale, per aiutare le organizzazioni no-profit a dare vita a idee in grado di migliorare i singoli quartieri.


La candidatura avviene tramite una piattaforma online, sulla quale i progetti vengono presentati ed è possibile dare il proprio contributo. Una volta raggiunto il 40% dell’importo, Palazzo Marino pensa al resto.


Proprio in tempo di Coronavirus, l’assessore Tajani ha spiegato la scelta di Palazzo Marino di arrivare a coprire il 60% dei costi per ciascun progetto, aumentando la propria quota del 10% a causa del momento di grande difficoltà che stiamo attraversando. In totale, il contributo arriva a 550 mila euro pubblici.


Lo scorso maggio il progetto per la ripartenza di Milano è stato lanciato in collaborazione con Produzioni dal basso e Ginger Crowdfunding, specializzate in questo campo. La richiesta è stata la proposta di strategie che possano adattare i servizi alla routine quotidiana dettata dal Coronavirus o dare valore a reti di aiuto nate nel corso della Fase 1 della pandemia.


Tra i 61 progetti presentati, sono stati scelti 20 vincitori che a partire da fine ottobre hanno iniziato le proprie raccolte fondi online, con termine febbraio 2021. I 20 progetti vanno a toccare 18 quartieri, concentrandosi specialmente sui giovani, sulle famiglie, sull’ambiente, sulle attività all’aria aperta, sul digitale e sull’inclusione sociale.


I progetti vincitori del Crowdfunding civico


Tra i progetti vincitori, troviamo Rob de matt, definitosi ristorante-bistrot. Si tratta di un’associazione di promozione sociale, che propone non solo un servizio di ristorazione ma anche di social delivery. Per social delivery si intende la consegna di aiuti alimentari a coloro che non possono permetterselo, dando lavoro a categorie fragili in maniera ecosostenibile. Rob de matt è un luogo di incontro e di scambio nella periferia di Milano, nei quartieri popolari di Bovisa e Dergano. In queste aree, che al momento è coinvolta da un progetto di riqualificazione, vivono molti studenti, anziani e famiglie con bambini, nonché una comunità straniera radicata nella vita sociale.

A Niguarda, troviamo OrtoComuneNiguarda, il cui obiettivo è il rafforzamento del proprio orto urbano, che si è dimostrato un aiuto prezioso per i vicini in difficoltà nei mesi primaverili. Nato con l’aiuto di Parco Nord, OrtoComuneNiguarda ha lo scopo di creare coesione sociale attorno al tema dell’agricoltura sostenibile, della salvaguardia della terra e della produzione di cibo locale di qualità. A differenza di altri piccoli orti dati in concessione a privati cittadini, nell’OrtoComuneNiguarda, che misura 4800 mq ed è stato affidato al parco per la realizzazione del progetto appositamente dal Comune di Milano, ogni processo è condiviso tra tutti i soci.


Nel quartiere di Greco troviamo la cooperativa sociale ABCittà, che vuole lavorare sugli spazi esterni, puntando soprattutto sullo sport e l’arrampicata per soddisfare un’esigenza arrivata con la quarantena, ovvero le attività all’aperto. È costituita da un gruppo interdisciplinare di professionisti, esperti nel campo della progettazione sociale. La cooperativa, il cui motto è “partecipare per fabbricare un futuro migliore”, mira ad utilizzare le proprie competenze riguardo lo sviluppo sostenibile, la pianificazione e la progettazione urbana, la psicologia dello sviluppo e la comunicazione sociale per promuovere la rigenerazione urbana, l’educazione e l’intercultura nel capoluogo lombardo, specialmente in questo periodo segnato dalla pandemia di Covid-19.


Tra Lodi e Corvetto, inoltre, c’è un’area nella quale si concentra gran parte dei progetti, che vogliono contrastare la disoccupazione giovanile, attraverso la riscoperta dei mestieri artigiani, della falegnameria e della panificazione. Nella stessa area, inoltre, potrebbe anche nascere uno spazio destinato all’uso consapevole delle tecnologie, pensato appositamente per i giovani seduti davanti a uno schermo per troppo tempo a causa dell’insegnamento virtuale.


La tecnologia, infatti, se usata positivamente, può rappresentare una strategia per giungere ad uno sviluppo urbano sostenibile, grazie alla nascita delle Smart City.


Articolo di Chiara Pozzoli

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