Minimalismo digitale e Social Media: Istruzioni per l’uso

In qualità di consulente impegnato nel sostegno di diverse realtà professionali per l'aggiornamento della loro immagine social media, mi sono occupato anche di Minimalismo Digitale.

Il Minimalismo digitale è una corrente di pensiero che tende a migliorare la nostra vita attraverso la semplificazione degli strumenti digitali che ,appunto, stanno intorno a noi. 

Il senso del minimalismo è, al contrario di quanto possiamo credere, un’estrema attenzione alla tecnologia per evitare che ci “sovrasti”. Per fare un paragone nel mondo del "wine" potremmo dire che invece di bere poco vino scegliamo di bere il vino migliore per il nostro palato.

Non è sempre possibile applicare una regola generale e assoluta,  ma anche il concetto di minimalismo è legato ad una domanda: di cosa ho bisogno veramente? Le scelte minimaliste, infatti, sono pertinenti ai miei bisogni e spesso al mio lavoro e devono tendere verso l’utilità e non per necessariamente verso il risparmio economico. 

Scelte minimaliste sui Social


Fino a qui è tutto molto semplice e lineare… ma quando parliamo di Social Media, quale sarebbe la scelta migliore in termini di Minimalismo Digitale? O meglio, è possibile definire un equilibrio nell’uso dei social media ?


Se è vero infatti che i  social media sono  sempre più presenti nelle nostre abitudini, dall'altra fare alcune precisazioni è importante.


Spesso parliamo di Digital Detox , o Minimalismo Digitale, come se fosse una pratica di “eremitismo” e confondiamo i Social Media con l’uso delle piattaforme o periferiche digitali, ma è doveroso chiarire alcuni concetti:

  • lo smartphone non è i social media (quindi possiamo utilizzare lo strumento senza dover aprire i social media, ma  scoprendone funzioni importanti o app utili alla nostra vita)

  • Il wifi non è internet. Per alcune persone è un sinonimo e quindi pensano che il 5G sia internet e non il canale di comunicazione.

  • Il nostro computer può fare molto più che aprire Facebook o navigare, quindi senza Social e senza linea resta comunque uno strumento molto valido da utilizzare per scrivere, fare video, registrare audio, disegnare ecc.

Il docu film The social dilemma riesce a dare un’idea molto reale e pragmatica di come i Social siano un elemento di distrazione costante e di come questo venga perpetuato con consapevolezza dagli algoritmi che dominano la rete.

L’obiettivo principale dei social è “attirare la nostra attenzione” grazie a notifiche costanti e continue anche su fatti che sembrano non aver nessuna importanza nella nostra giornata: “Mario ha messo mi piace a questa pagina, fallo anche tu”.

Come lavora l’algoritmo


Per essere “utenti modello”, e di conseguenza trarre il maggior vantaggio dai social, questo ci induce a svolgere quotidianamente una serie di azioni che permettono all’algoritmo di elevarci ad un ruolo superiore e quindi premiare con maggior visibilità le nostre azioni. 

Così anche una campagna pubblicitaria sui social, realizzata da due persone diverse ma con gli stessi contenuti, video, audio ecc avrà due risultati completamente diversi in base al fatto che l’utente abbia una buona, media, scarsa attività.


Ecco alcuni consigli per restare “up”

  • pubblicare “qualcosa” più volte al giorno

  • Commentare spesso i post (soprattutto i propri)

  • Caricare video nativi e fare Live

  • Ricevere molti commenti ai propri post (quindi solleticare le persone su argomenti sensibili o provocatori)

  • Creare stories 

  • Toccare lo schermo dello smartphone ad ogni notifica

  • Visionare tutti i cambiamenti di stato dei tuoi contatti

Questi consigli scontati diventano strategici per una strategia di personal branding se strutturati per fare lavorare al meglio l’algoritmo.

Ma quindi siamo “schiavi” dell’algoritmo? Se avete guardato The Social Dilemma penserete di sì. Ma questo non è un brusco risveglio da un bel sogno, di questa tematica se ne parla dalla nascita dei social. Il problema è che oggi questo strumentalizza non solo i nostri acquisti ma anche le nostre scelte di vita.

Senza entrare troppo nella questione etica e morale (che lascio ad ognuno di voi per ovvi motivi) mi soffermerò sulle possibili alternative per comunicare. 

La prima domanda che un “utente” si farà è: come posso non essere condizionato dall’algoritmo nelle scelte personali e non sprecare due ore al giorno (media statistica sull’uso dei social) della mia vita sui social?


È proprio qui che entra in gioco il Minimalismo Digitale e la Digital Detox.

Sono sempre convinto che i social siano uno STRUMENTO incredibile che mette in contatto persone anche molto lontane e permette la condivisione del sapere  e conoscenze.; ho  notato però che il “progresso” e l’innovazione si sono semplicemente impegnati nel migliorare l’algoritmo e la forma dell’iconcina o ad aggiungere nuovi effetti e filtri alle foto e non a dare valore al mio contenuto.

Occorre quindi rivedere i nostri comportamenti iniziando da alcune buone pratiche:

  • Ridurre il numero di social su cui siamo presenti e scegliere solo quello che ci rappresenta davvero (scelta difficile per molti ma necessaria)

  • Ridurre e focalizzare il tempo di utilizzo in certe fasce della giornata (anche quando serve per lavoro)

  • Eleminare le notifiche sia sonore che di vibrazione (statisticamente ogni notifica ci costringe a ritrovare l’attenzione per quello che stavamo facendo con un tempo di circa 15 min)

  • Appendete orologi in casa o in ufficio alle vostre pareti (eviterete di guardare il telefono sbirciando le notifiche)

  • Alle 19 (circa) spegnete il vostro cellulare fino alle 8 del mattino seguente

  • Attenti alle tentazioni: razionalizzate gli inviti a fare azioni che i social vi consigliano. 

  • Disinstallata dallo smartphone i social in esubero e tenete solo quello che per voi è davvero importante (gli altri social li guarderete sul computer in appositi momenti consapevolmente).

Queste sono alcune buone pratiche che potete iniziare da subito a fare, ma l’elenco è articolato e ognuno di noi vive i suoi ritmi in maniera differente. 

Sorge ora la domanda: come fanno le aziende a fare comunicaizone nella battaglia della visibilità e ricerca di nuovi clienti?

Se i clienti non sono più “influenzabili” (n.d.r. interessante vocabolo che in inglese assume una connotazione quasi magica e di potere: influencer…) come faranno le aziende a raggiungere i propri clienti?

Il sistema del consumismo è complementare con la vita “insana” dei social e uno alimenta l’altro. Quindi diventa difficile per le aziende scegliere di non essere sottomesse ad un sistema ammalto di adrenalina.

La tematica merita un approfondimento a sé  (o un dibattito di una settimana), ma cerchiamo di pensare a quali sono le possibili soluzioni per chiunque voglia incrementar la propria attività di libero professionista o imprenditore.


Buone pratiche aziendali per una comunicazione Etica, Sostenibile e di qualità

  • Lavorare sul personal branding (anche per l’azienda funziona il “personal” branding)

  • Individuare la posizione del proprio pubblico ed essere presente SOLO su quel social in maniera qualitativa (ovvero produrre contenuti che rispondono alle domande degli utenti e non autoreferenziali)

  • Trasformare il proprio sito per renderlo “utile” e non solo un catalogo di servizi/prodotti

  • Individuare soluzioni che non siano “viziate” da algoritmi (il Podcast, la Webradio, un canale Telegram e altro)

  • Ritrovare il gusto di rendersi unici e non “virali” attraverso scelte originali come l’utilizzo delle lettere cartacee 

  • Lavorare sulla #relazioneumana costantemente evitando l’uso di BOT e favorendo invece l’ascolto e la conversazione

  • Creare eventi e meeting (on line o con il necessario distanziamento, se la normativa lo impone) che  mettano in contatto diretto con gruppi di persone (non serve avere folle di adoratori, bastano 10 persone interessate).

Queste best practices  possono essere considerate alla base del cambiamento sociale e “social” che siamo in grado di attuare fin da subito e in maniera concreta. 

Oltre che con l'invito a guardare il film sopracitato, mi piacerebbe concludere questo articolo con l’esortazione a  migliorare la qualità della nostra vita sociale e professionale con azioni consapevoli e di crescita personale. 

Questo momento storico di cambiamento ci permette non solo di fare, ma di essere davvero la differenza...


Per questa occorre però la CONSAPEVOLEZZA ed anche un forte senso di Comunità, perché i Social sono la chiave per non restare isolati  solo se saremo capaci di fare RETE e crescere insieme.


Articolo di Cristian Tava

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