NASA edifica sulla Luna: Accordo con l’Italia

Aggiornato il: 14 dic 2020

Risale al settembre scorso l’accordo che riapre una porta mai del tutto chiusa ma che sicuramente era stata un po’ lasciata da parte negli ultimi anni. Con la “nuova corsa allo spazio” e gli avveniristici piani di privati come SpaceX, la fantasia di chi guarda al cielo di notte e vede galassie lontane si è riaccesa e questo accordo la alimenta ulteriormente.


Si parla dell’accordo tra la NASA e l’Italia per la collaborazione nel disegno e nella costruzione di una navetta per l’allunaggio e della costruzione di moduli abitativi sulla superficie lunare.

Secondo i piani dell’agenzia governativa responsabile dei piani spaziali americani, il piede di una astronauta americana lascerà la propria impronta sul suolo lunare nel 2024. L’impronta che lascerà l’astronauta non sarà però solo destinata a sommarsi a quelle del celebre Neil Armstrong ma sancirà l’inizio di un progetto molto più grande.


L’accordo Italia-NASA


Il progetto su cui il nostro paese e la NASA si sono accordati consiste sì nel mandare altri astronauti sulla superficie lunare, ma non si ferma qui. L’idea è infatti quella di creare un insediamento abitato e poi utilizzare questo stesso insediamento per prepararsi alla prossima meta: Marte. A questo progetto è stato dato il nome di Progetto Artemide.


Questo insediamento consisterà in moduli abitativi, laboratori, uffici e spazi di vario tipo e permetterà a scienziati e persone specializzate di montare le tende sulla superficie lunare.

Il beneficiario principale dell’accordo firmato tra il sottosegretario per gli affari spaziali della Presidenza del Consiglio e l’amministratore delegato della NASA Jim Bridenstine sarà Thales Alenia Space Italia.

Thales è una joint venture tra la francese Thales, al 67% e l’italiana Leonardo, al 33%.

Thales è presente in Italia dal 1988 e così come Leonardo opera nei mercati della sicurezza, della difesa, dell’aerospazio e dello spazio.


Il Progetto Artemide


L’ambizioso progetto risale come concetto ad un progetto abbozzato da Werner Von Braun nel 1948 e consiste nel costruire pezzo dopo pezzo una stazione spaziale attorno alla Luna.


La stazione spaziale sarebbe più piccola dell'attuale stazione spaziale internazionale e verrebbe usata come una sorta di stazione di servizio tra la Terra e la Luna da cui gli astronauti potrebbero passare per andare sulla Luna o per tornare sul nostro pianeta.


La stazione lunare non esisterà ancora quando il primo astronauta verrà mandato in orbita nel 2024, quindi sarà necessaria una tappa sul satellite per poi tornare sulla Terra. Questo primo viaggio sancirà l’inizio di 4 anni di viaggi andata/ritorno e di lavoro previsti per costruire il primo insediamento lunare e i primi grandi pezzi della stazione.


Se tra gli scopi del progetto ci sono quelli di abitare la Luna per capire se e come sia sfruttabile dal punto di vista dell’estrazione dei minerali o per costruire laboratori che possano sfruttare la gravità minore per i propri esperimenti lo scopo ultimo è quello di raggiungere Marte.


La space economy in Italia


Il progetto Artemide e le già citate attività di Space X segnano lo storico ritorno degli USA nella corsa allo spazio e portano in risalto settori dell’economia come la “space economy”.

Con questo termine si intende la catena del valore che, partendo dalla ricerca, sviluppo e realizzazione delle infrastrutture spaziali arriva fino alla generazione di prodotti e servizi innovativi come servizi di telecomunicazioni, di navigazione e posizionamento, di monitoraggio ambientale e previsione meteo.

Attualmente l’economia spaziale rappresenta una delle più promettenti traiettorie di sviluppo dell’economia mondiale dei prossimi decenni e ne vede l’Italia come una dei personaggi principali.


L’Italia infatti vanta una lunga tradizione nelle attività spaziale. È stata tra le prime nazioni al mondo a lanciare ed operare in orbita satelliti e tra i membri fondatori dell’agenzia spaziale europea (ESA). Tale settore potrebbe rappresentare quindi un’importante occasione di sviluppo per il nostro paese.


A fare della space economy il settore promettente che si è dimostrato, non è solo l’entusiasmo mondiale che accompagna i viaggi nello spazio, ma le cifre degli ultimi anni. Cifre che parlano di un valore di 360 miliardi di dollari di crescita nel 2018 rispetto al 2017. Inoltre si pensa che entro il 2040 la space economy potrà arrivare fino a 3mila miliardi di dollari offrendo dunque ampi spazi per una crescita a livello occupazionale.

Se pensiamo a queste cifre e a come l’Italia sia forte nello spazio è facile capire che questo tipo di economia potrebbe portare dei benefici non indifferenti al nostro paese.


L’Italia nel firmamento


Questa non è la prima volta che l’Italia viene annoverata tra “i grandi” dell’esplorazione spaziale. Gli italiani sono sempre stati coinvolti in progetti spaziali, partendo dalla costruzione in collaborazione con gli americani del satellite San Marco 1 e arrivando alla direzione della base spaziale di Malindi coinvolta nel lancio della Crew Dragon-2 di SpaceX.


Secondo l’Agenzia spaziale italiana (ASI)


“il settore spaziale nazionale può trasformarsi in uno dei motori propulsori della nuova crescita del paese a condizione che, intorno alle eccellenze scientifiche e tecniche, si costruisca un disegno di sviluppo che allarghi le ricadute ed i benefici all’intero sistema industriale e produttivo, in una nuova chiave di sostenibilità”.

L’Italia deve quindi sfruttare questa possibilità e se continua con il suo trend di eccellenza in campo spaziale non è difficile immaginarsi un suo ruolo sempre più centrale nella crescente space economy.


Articolo di Angelo Rosace

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