NASA: la SpaceX di Elon Musk porta la capsula Dragon 2 nello spazio

Il 30 maggio 2020 è stata lanciata la missione Demo-2 della NASA. Per la prima volta nella storia, un’esplorazione spaziale ha sfruttato come vettore un’azienda aerospaziale privata, la SpaceX, fondata dall’imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense Elon Musk.

La missione ha portato nello spazio due astronauti statunitensi, Bob Behnken e Doug Hurley, a bordo della Dragon 2. L’ultimo lancio era avvenuto l’8 luglio 2011 con la missione STS-135 dello Space Shuttle Atlantis, missione conclusiva della navetta dopo 29 anni e tre mesi.


Chi sono gli astronauti a bordo della capsula?


Doug Hurley ha all’attivo vent’anni nel corpo astronauti, durante i quali ha partecipato alle missioni STS-127 nel 2009 e alla sopracitata STS-135 nel 2011, come pilota della navetta responsabile delle operazioni con il braccio robotico. Bob Behnken, anch’esso con un ventennio di carriera alle spalle, ha preso parte come pilota alla missione STS-123 nel 2008 e alla STS-100 nel 2010. Le sue responsabilità al raggiungimento del complesso orbitale riguardano le operazioni rendez-vous, attracco e sgancio.


La preparazione all’inizio della missione


Essendo la Demo-2 una missione dimostrativa, sono stati effettuati diversi controlli per verificare il funzionamento della capsula stessa e dei controlli manuali, attraccandosi poi alla Stazione Spaziale Internazionale in maniera automatica. Sono state controllate anche le nuove tute, pezzi unici che non solo sono ignifughi, ma forniscono agli astronauti i supporti vitali, come acqua e cibo, oltre ad includere sistemi di comunicazione. Il compito di Behnken e Hurley sarà, tra gli altri, quello di controllare lo stato dei pannelli solari, considerando la Dragon come scialuppa di salvataggio.


Qualche giorno prima del lancio, come da consuetudine, è stato effettuato lo static fire test, durante il quale i nove motori del razzo vengono accesi per qualche secondo, per controllarne il funzionamento e l’assenza di anomalie. Il giorno del lancio, quattro ore prima della partenza, i due astronauti hanno quindi indossato le proprie tute e hanno raggiunto il pad di lancio a bordo di una Tesla Model X a 3 ore dall’inizio della missione, sono entrati nella capsula e il portellone è stato chiuso. Nel momento in cui il timer ha segnato T-38 minuti dal lancio e la cima del razzo è stata ritratta, è stato armato l’abort system della capsula, che salverà l’equipaggio in caso di problemi.


Lo svolgimento del lancio


Il lancio era stato stabilito per il 27 maggio 2020 alle 22:32 italiane, ma è stato rinviato al 30 maggio alle 21:22 italiane. Il motivo del rinvio è stato il maltempo nella zona di Cape Canaveral, Florida, dove è stata allestita la rampa di lancio. A causa dell’attuale stato di pandemia, per evitare contagi e proteggere la salute dei due astronauti, Behnken e Hurley hanno iniziato il periodo di quarantena a partire dal 16 maggio al Johnson Space Center di Houston.

Dopo il lancio, Behnken e Hurley hanno viaggiato per circa 19 ore a bordo della Dragon 2 per raggiungere l’orbita della Stazione Spaziale Internazionale e dare quindi inizio all’avvicinamento. La manovra di attracco è stata effettuata in automatico dalla capsula, ma i due astronauti della NASA hanno comunque avuto l’occasione di pilotare la navicella per qualche minuto, testandone così le capacità di volo con esseri umani a bordo. L’attracco è avvenuto alle 16:17 italiane, con tre minuti di anticipo e tutto è andato come previsto. Alle 19:02 italiane, il portellone Endeavour della Dragon 2, dell’azienda aerospaziale privata SpaceX di Elon Musk, si è aperto.


Quanto durerà la missione?


I due astronauti americani resteranno a bordo della missione per un periodo di tempo che varia da un minimo di 30 giorni fino ad un massimo di 119. Il limite superiore è stato imposto a causa dei pannelli solari della Dragon e del loro deterioramento, nonostante la capsula sia solo al suo secondo lancio nello spazio. Lo stato della capsula stessa sarà monitorato dai responsabili della missione, che hanno preso in considerazione anche il peggior caso di deterioramento: sarà quindi presa una decisione sull'effettiva lunghezza della permanenza nello spazio dei due astronauti.


Il simulatore della Crew Dragon


La SpaceX ha fornito un simulatore ufficiale che ricrea la procedura di attracco alla Stazione Spaziale Internazionale pilotando la Crew Dragon. Per godere dell’esperienza, basta dirigersi sul sito apposito. Il simulatore funziona in modo molto semplice: ci sono due joystick virtuali, uno dei quali controlla la rotazione delle assi e l’altro il movimento. Ciò è necessario per il mantenimento della giusta traiettoria e raggiungere così la Stazione Spaziale Internazionale.


La fisica adottata è molto realistica e, anche per chi non è nuovo a questo tipo di software, è difficile riuscire a mantenere dritta la navicella in assenza di gravità. La decisione di mettere il simulatore a disposizione del pubblico è chiaramente una mossa di marketing di altissimo valore, nonché un modo per far comprendere le sfide che devono essere affrontate dagli astronauti.


Articolo di Chiara Pozzoli

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