Nike Refurbished: L’economia circolare secondo il brand per eccellenza

Salviamo il Pianeta un paio di scarpe alla volta

Nike Refurbished, ovvero la nuova iniziativa di Nike per uno shopping più consapevole ed ecologico, potrebbe essere definita con questa breve e semplice frase anche se il progetto è ben più strutturato di così.

Nike Refurbished

L’iniziativa di Nike


Nata dall’idea di creare un’offerta di shopping più sostenibile che strizza l’occhio all’economia circolare, l’iniziativa Nike Refurbished permetterà ai consumatori di acquistare scarpe di “seconda mano”, anche se forse dire di “secondo piede” sarebbe più corretto.


Si è deciso che quando un acquirente restituisce un paio di scarpe per motivi di diversa natura (misura sbagliata, modello non di gradimento o scarso feeling all’indosso ), una volta passato il controllo qualità degli addetti in store e essere state rimesse a nuovo e debitamente igienizzate, saranno rimesse in vendita ad un prezzo scontato.


Le calzature ritirate in negozio saranno suddivise in 3 diverse categorie ed etichettate a seconda dello stato di usura: la dicitura “come nuove” farà riferimento a tutte quelle scarpe indossate solo un paio di giorni o addirittura mai, perché scartate a priori (magari un regalo che non ha incontrato i gusti del festeggiato).


“Delicatamente indossate” indicherà quelle utilizzate un po’ più a lungo, magari una decina di giorni mentre “esteticamente difettose” farà riferimento a quelle scarpe che presentano piccoli difetti di fabbricazione di cui l’acquirente precedente si è accorto solo successivamente all’acquisto.


Il prezzo sarà calibrato ad hoc in base alle specifiche caratteristiche del singolo paio di scarpe. Nike si impegna, come ulteriore garanzia, a offrire ai propri clienti un test di usura della durata di 60 giorni, durante i quali se non si fosse soddisfatti sarà possibile restituire il prodotto.


Nike Move to Zero: il progetto green che sogna un futuro a zero emissioni


L’iniziativa Nike Refurbished, che al momento è attiva in solo 15 negozi negli USA ma che conta di espandersi in tutti i punti vendita sparsi nel globo, fa parte di un progetto più ampio che prende il nome di Nike Move to Zero e dove per “zero” si intende il quantitativo di emissioni di gas serra prodotte dalla filiera del brand.

Nike Move to Zero

Sulle scatole delle calzature acquistate facenti parte di questo programma è presente un QR Code che, scannerizzato, fornirà all’acquirente più informazioni riguardo la politica green di Nike.

D’altronde, come chi ama il brand sa già da molto tempo, Nike è da anni impegnata nella ricerca di materiali ecocompatibili e fonti energetiche necessarie alla produzione e al movimento dei sui prodotti che siano provenienti da fonti sostenibili e che garantiscano la qualità e la durabilità distintive del marchio.

Questo è ben spiegato da Noel Kinder, Chief Sustainability Officer per Nike Inc.:


“Per proteggere il futuro degli atleti di tutto il mondo, ognuno deve fare la sua parte per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C. Per farlo, le emissioni di gas serra del mondo devono essere dimezzate in questo decennio, e dobbiamo raggiungere lo zero netto entro il 2050. Ecco perché Nike ha aderito all'iniziativa Science Based Targets, che chiede alle aziende di aprire la strada verso un'economia a zero emissioni di carbonio. Entro il 2030, il nostro impegno è quello di ridurre le emissioni di gas serra del 65% nei nostri spazi di proprietà o gestiti, e del 30% nella nostra catena di fornitura estesa.”

e che aggiunge a tutto ciò anche l’obiettivo da qui ai prossimi 5 anni di decarbonizzare la catena di fornitura attraverso l’uso di energia rinnovabile, l'efficienza energetica, i carburanti alternativi e l'elettrificazione della flotta.


A questo punto la scelta green di Nike e il progetto per riuscire a diventarlo davvero pare chiaro ed efficace, anche se ambizioso.


Ma non si può certo dire che lo staff del colosso calzaturiero abbia lasciato le cose al caso: persino per quelle scarpe che sono arrivate alla fine della loro vita Nike ha in serbo un futuro.


Chi porta le proprie calzature usate in negozio potrà usufruire del progetto Grind Me (tritami) che le farà finire in centri di recupero specializzati nei quali le scarpe saranno correttamente smaltite e i materiali riciclabili, recuperati.


Bisogna proprio dirlo: anche questa volta Nike ha fatto centro.


Articolo di Ilaria Calcagnolo