Ospedale Humanitas di Rozzano: Punta all’occhiello dell’innovazione sanitaria

L’abbiamo detto e ridetto e continueremo a dirlo ancora: la pandemia ci ha messo in ginocchio. Il Covid 19 non ha soltanto messo in crisi il sistema economico e apportato importanti alle cambiamenti nostre abitudini comportamentali, sociali e di consumo, ma ha soprattutto portato alla luce i punti deboli del nostro stato, tra cui il sistema sanitario.


Ospedale Humanitas innovazione sanitaria

Nell’anno appena trascorso non soltanto il personale medico ma anche tantissime strutture hanno subito la forte pressione del numero sempre crescente di malati e molti ospedali hanno rischiato il collasso. Sembrava non vedersi la luce alla fine del tunnel ma per fortuna siamo riusciti a uscirne fuori ma non senza conseguenze.


Tra i tanti detriti qualcosa di buono dal punto di vista sanitario ce lo siamo portati dietro; la necessità di trovare soluzioni efficaci e veloci ha spinto il settore verso la digitalizzazione. Anche Amazon ha seguito questa strada, ma a fare scuola in questo percorso è stato l’istituto Humanitas di Rozzano, che grazie a un uso massivo della tecnologia digitale prima e durante la pandemia è diventato il primo ospedale italiano ad essere inserito nel World's Best Smart Hospitals 2021, la classifica dei migliori ospedali “smart” al mondo.


L’ospedale Humanitas di Rozzano


L'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano non è un semplice ospedale, è il supereroe degli ospedali: è un policlinico altamente specializzato e un centro di ricerca e una sede di insegnamento. Nel tempo si è distinto per essere un punto di riferimento internazionale per il campo di ricerca delle malattie immuno-degenerative e tumorali. Ma come è nato questo ospedale?

L’'idea imprenditoriale nasce dall’incontro di diverse menti: Il professor Nicola Dioguardi, Carlo Romagnoli, Gianfelice Romagnoli e altri imprenditori nella seconda metà degli anni ‘80. I lavori edili iniziarono nel 1992 e durarono per ben 4 anni, nel 1996 il gioiello ospedaliero di Rozzano era terminato ma è servito ancora un anno per riuscire ad accogliere i primi utenti. Nel tempo la struttura non ha mai smesso di espandersi e di cambiare forma per essere sempre al passo coi tempi. Nel 2001 avviene il primo ampiamento, nel 2008 il secondo e nel 2020 l’ultimo in occasione proprio della pandemia.

Tutte queste modifiche hanno un obiettivo comune, ovvero la volontà di far diventare l’ospedale un punto di riferimento nel campo degli studi medici e dell’avanguardia tecnologica così da essere uno stimolo per trovare sempre soluzioni più veloci ed efficaci contro le malattie del mondo.


La conquista del World's Best Smart Hospitals 2021


Grazie alla sua costante proattività e al suo essere sempre all’avanguardia, l’istituto è stato il primo ospedale italiano essersi conquistato una posizione nel World's Best Smart Hospitals 2021, la classifica dei migliori ospedali “smart” al mondo.


La commissione che si è occupata di stilare questa classifica ha inserito tra i requisiti di valutazione la capacità nell’uso dell’intelligenza artificiale, della telemedicina e della chirurgia robotica. Fondamentale nella valutazione è stata anche la competenza nello sviluppo di servizi digitali.


L’avanguardia tra Intelligenza Artificiale e Robot


Per essere al passo con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nel campo medico sanitario l’ospedale Humanitas ha fondato un centro che si occupa di integrare l’analisi dei dati e la capacità di apprendimento delle macchine alle classiche attività ospedaliere e alla costante ricerca.


Lo scopo di queste attività è quello di creare delle cure personalizzate per ogni paziente, migliorare la precisione durante le operazioni, velocizzare le diagnosi e ottimizzare il flusso dei pazienti. Questo lavoro non si compie solamente tramite l’analisi dei dati, che rappresenta solo una fase preliminare a cui deve seguire la costruzione di nuovi algoritmi in grado di sviluppare modelli predittivi.


politecnico di Milano il Medtec School

Come è possibile avere tutte queste competenze e conoscenze? Semplice, oltre a dotarsi dei centri di ricerca l’ospedale Humanitas si è dotata di un’università personale sviluppando assieme al politecnico di Milano il Medtec School, un corso di laurea specifico per integrare le conoscenze mediche con quelle della ingegneria biomedica.


Anche per quanto riguarda il progresso in sala operatoria l’ospedale non ha mai smesso di investire. Grazie a questa lungimiranza i chirurghi hanno la possibilità di usare robot per praticare diversi interventi in varie specializzazioni che vanno dall’urologia alla chirurgia generale passando per la ginecologia, l’ortopedia e molte altre ancora. L’ospedale si avvale anche della diagnostica per immagini in grado di minimizzare le radiazioni sui pazienti e di garantire il massimo rendimento delle immagini.


L’assistenza al paziente come priorità grazie a servizi digitali e telemedicina


Per quanto riguarda l’assistenza al paziente, il Covid ha stimolato il processo di snellimento. Alcune visite preliminari vengono svolte online, così come anche quelle in ambito oncologico destinate ai pazienti più fragili che spesso non riescono a giungere in ospedale.


Questo sistema è stato sviluppato anche per fornire seconde opinioni da remoto, una soluzione questa che è stata definita in seguito alle difficoltà incontrate durante i divieti della pandemia ma che di sicuro continuerà ad esserci anche in futuro.


Per continuare a facilitare l’iter burocratico al paziente, l’ospedale si è dotato di numerosi servizi digitali tra cui il ritiro referti e il sistema di prenotazione online. Il sito internet dell’Istituto ospedaliero rappresenta un punto di riferimento per i pazienti che hanno bisogno di informazioni e aggiornamenti, per loro sono stati ideati addirittura un giornale e un podcast


L’ospedale Humanitas di Rozzano rappresenta un importante punto di riferimento per il nostro sistema sanitario, non solo per quanto riguarda le tecnologie impiegate che dovrebbero essere soltanto un punto di partenza, ma soprattutto per la sua proattività nel voler sempre trovare la soluzione dei pazienti che rappresentano la causa più grande di questo ospedale.


Articolo di Eleonora Orrù