Paris Digital Fashion Week: La Settimana della Moda parigina è online

La Settimana della Moda: per molti di noi questo evento significa solamente traffico aumentato e difficoltà nel trovare parcheggio. Per altri invece, la Fashion Week è sinonimo di stile, eleganza, eventi mondani e innovazione.

Mai come quest’anno, l’organizzazione ha scommesso proprio sul fattore innovazione: per fronteggiare al meglio questo momento storico che vede moltissimi paesi bloccati sia economicamente che sul piano dei trasporti, la Fédération de la Haute Couture et de la Mode ha deciso di trasformare la classica settimana della moda parigina che si è tenuta proprio in questi giorni, in formato digitale.


Nasce così la Paris Digital Fashion Week.


Non solo sfilate digitali: Arrivano i Film Evento delle più importanti Maison di moda


Nonostante si ritenesse che il digitale in alcuni ambienti lavorativi non sarebbe riuscito a sfondare, complici la pandemia di Covid-19 che ha bloccato modelli e stilisti per così dire “dentro casa” e la forte voglia di ripartire, hanno fatto sì che anche da questa difficoltà si riuscisse a tirarne fuori il meglio.

Così le sfilate, cuore pulsante della settimana della moda, diventano digitali.


Ma come è stato possibile?

Trasmettere il calore degli eventi mondani e le emozioni della passerella è stata la vera sfida che si è aggiunta a quella del difficile periodo storico in cui ci troviamo.

Ma Pascal Morand, Presidente Esecutivo della Fédération de la Haute Couture et de la Mode ha studiato un’ottima soluzione proponendo a tutte le maison partecipanti alla Paris Digital Fashion Week, la presentazione di film eventi e video su una piattaforma digitale dedicata, accessibile a tutti e che prevede spazi riservati ai professionisti.


Sempre Morand ha comunicato che quest’anno i brand partecipanti alla Paris Digital Fashion Week sono stati più di 60, tra i quali era possibile contare anche una folta schiera di talenti emergenti. In questo modo le sfilate della settimana della moda maschile per la stagione SS21 che si sono tenute dal 9 al 13 luglio, sono diventate dei veri e propri film.


Cortometraggi e Video nuova frontiera della moda


Le linee guida alla creazione di questi cortometraggi erano poche: bastava infatti presentare un filmato di non più di 20 minuti che mostrasse la collezione SS21 o che esprimesse il marchio o il processo creativo della collezione stessa.

Per tutto il resto le maison avevano carta bianca.


Tra gli appuntamenti più importanti abbiamo incontrato le digital catwalk di Louis Vuitton, Hermès, Lanvin e Dior Homme. Fra i tanti nomi però c’è anche qualcuno che ha preferito non partecipare alla Paris Digital FW: tra questi grandi assenti incontriamo Valentino e Givenchy, non presenti per ragioni interne alle maison stesse.


Ad ogni modo, una volta capito chi ha aderito e chi no a questo nuovo concept di Fashion Week, e precisando che anche la Settimana della Moda di Milano, in partenza il 14 luglio, si svolgerà sempre in formato digital, ora cercheremo di fare chiarezza su come sia stato possibile far migrare un evento di questa portata sul web.


Dalle passerelle alle piattaforme video: la magia della digitalizzazione della Fashion Week


Questo nuovo modello di business, cioè la digitalizzazione della settimana della moda, ha fatto sì che moltissimi brand scegliessero di (e per) raccontarsi filmati e videoclip attraverso le piattaforme video più conosciute, ognuna delle quali offre vantaggi ed esperienze diverse sia agli utenti che alle Maison.

Facendo una panoramica generale, oltre alle classiche Youtube e Google, possiamo dire che anche le piattaforme come Instagram e Twitch si sono affermate come base operativo/creativa, tant’è che come riportato dal direttore del marchio Stink Studios Alex Sturtevant “La scelta della piattaforma dipenderà da come un marchio vuole connettersi con il pubblico”.


Detto ciò, anche se al momento YouTube rimane sulla cresta dell’onda grazie alla possibilità di inserire nei video i link diretti allo shopping dell’outfit proposto e altri contenuti di approfondimento, all’orizzonte si affaccia una app tutta italiana pronta a fare una concorrenza spietata proprio nel settore moda, spingendo giù dal trono i suoi rivali più forti. Stiamo parlando di Hyphen.


Hyphen: l’app tutta italiana che ridefinisce il concetto di Virtual Showroom


Nata nel 1998 per il settore dell’editoria e situata ad Affi in provincia di Verona, cavalcando la rivoluzione digitale nel settore della moda, Hyphen ha ridefinito il concetto di virtual showroom per le grandi firme.


Di per sé, l’idea dello showroom digitale non è una novità, ma Hyphen è riuscita a migliorare questo progetto portando il focus su quel che accade nel backstage e lasciando alle foto, ovviamente sempre in altissima risoluzione e fatte da nomi importanti, il compito di riempire le vetrine. Infatti, se la vetrina virtuale rappresenta il fronte di prossimità più avanzato per il dialogo con i compratori, tutti i servizi di elaborazione digitale del prodotto diventano, come specificato da Righetti, Amministratore Delegato della piattaforma, “Un passaporto digitale del prodotto e un processo di business”.


Questo processo multimediale abbinato a schede descrittive e foto dinamiche diventa fondamentale per allestire queste nuove vetrine virtuali. Hyphen rivela così la sua grande esperienza maturata nell’editoria e la mette a supporto delle presentazioni delle collezioni, permettendo così agli stilisti delle varie Maison di creare un vero e proprio menabò virtuale.


Se a questo aggiungiamo le difficoltà create dall’epidemia di Covid-19, diventa immediato comprendere come mai molte case di moda si sono rivolte proprio ad Hyphen per presentare le loro collezioni e i loro concept durante le diverse Fashion Week in programma questa estate.

Tra i nomi importanti che si sono affidati al team di questa azienda tutta italiana troviamo Versace, Max Mara, Diesel e Ferragamo che primo fra tutti ha adottato l’intera business machine di Hyphen.


Quindi, in conclusione, chi dice che un vestito perché sia apprezzato debba essere provato e toccato con mano, si sbaglia di grosso e la nuova frontiera della Digital Fashion Week è pronta a dimostrarlo.


Articolo di Ilaria Calcagnolo

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