Predire il successo di una notizia: Possibile grazie a reti neurali, AI e giornalisti finlandesi

Se abbiamo letto un giornale o guardato un tg almeno una volta nella vita, di sicuro ci saremo posti una domanda molto semplice ma dalla risposta tutt'altro che banale:

"chi sceglie le notizie da raccontare al pubblico?"


Qualcuno poi sarà andato oltre e si sarà chiesto come sia possibile individuare news rilevanti e di sicuro apprezzamento da parte dei lettori.

Dalla carta stampata alle news digitali: come l’avvento di internet ha cambiato il nostro modo di vivere le notizie


Una volta, prima dell'avvento dei computer, questo arduo compito era responsabilità del Redattore Capo di qualsiasi agenzia stampa o canale televisivo che fosse.

Sempre nei "bei tempi andati" era molto più facile incontrare notizie di cronaca di un certo spessore, in quanto vero e proprio metodo per raccontare la vita nel Paese e, allo stesso tempo, erano molto più rare le news frivole a cui oggi invece siamo abituati.

Difficilmente 50 o 60 anni fa avremmo letto sul giornale di quel gatto coraggioso che ha sfidato i coccodrilli nel lago da qualche parte in Louisiana, mentre oggi notizie così sono all'ordine del giorno.

Per dovere di cronaca va detto che non sono solo le notizie leggere ad essere aumentate, ma anche la mole delle informazioni più serie e i report degli avvenimenti riguardanti lo Stato e i paesi esteri è cresciuta notevolmente.


Per far fronte a questo incremento di notizie, alcuni giornali si dedicano specificatamente a questi argomenti e a volte le TV propongono sui loro canali preferenziali programmi di news, potremmo dire, minuto per minuto perché, si sa, le notizie oggi viaggiano veloci.


Ma come abbiamo detto poco fa, i computer hanno cambiato in toto il nostro modo di vedere, sentire, conoscere, capire e ricevere le notizie. E, a dirla davvero proprio tutta, questo continuo bombardamento di contenuti, breaking news e notifiche ci ha reso tutti un po' più disattenti.


Le notizie al TG si ascoltano in modo sommario e la carta stampata, quelle rare volte che decidiamo di acquistarla, la si legge sempre con meno attenzione.

Il lato positivo è che così sicuramente si risparmia molto tempo che dedichiamo ad altre attività che vanno dal lavoro al tempo libero; quello negativo è che siamo tutti un po' meno informati e l'ignoranza (nel senso proprio di disattenzione e trascuratezza delle cose) sappiamo bene che non è un grande vanto.


Tuttavia, per cercare di porre rimedio a questo problema e nel tentativo di dare una risposta ai quesiti su come scegliere le migliori notizie per l'audience, un giornalista finlandese e il suo team di pionieri delle news ed esperti di intelligenza artificiale si sono seduti attorno ad un tavolo in redazione e hanno iniziato un esperimento.


Atte Jääskeläinen crea il sistema per l’analisi predittiva delle notizie di successo


Niente becker né provette: solo analisi di big data relazionati con reti neurali create ad hoc per l'occasione e la scrittura, con successiva presentazione nel migliore dei modi possibili, delle notizie così individuate che, alla carta, dovrebbero essere recepite come più accattivanti dal popolo finlandese.


Così Atte Jääskeläinen e il suo team, in collaborazione con l'editore Alma Media e finanziati da Media Industry Research Foundation of Finland hanno addestrato un modello di intelligenza artificiale per aiutare i giornalisti della redazione a individuare le notizie che avrebbero fatto una migliore presa sul pubblico.


Per eseguire questa analisi predittiva è stato costruito un modello di rete neurale basato sull'analisi linguistica che, scandagliando l'archivio virtuale delle notizie di maggior interesse degli anni passati e confrontandole con quelle in lizza per la pubblicazione, ha permesso di aiutare la redazione nel fare le giuste scelte editoriali e, inoltre, questo sistema ha fatto sì che si riuscisse a predire anche quanti abbonamenti alla testata giornalistica (e tv) queste news potessero produrre.

E se si pensa che le redazioni di tutto il mondo guadagnano in base all'indice di gradimento dei loro clienti, va da sé che questa analisi predittiva efficace si tradurrebbe, se applicata ovunque, in un bel vantaggio economico.


Ma c'è chi dice no.


Per molti giornalisti e caporedattori l'uso di questo tipo di programma predittivo non solo è tabù ma è anche da folli.

Molti infatti sostengono che la scelta di una notizia interessante per il pubblico e che porti il massimo profitto in termini di crescita aziendale, non si possa scegliere basandosi solamente su un algoritmo.

Le notizie toccano ogni individuo in modo estremamente personale e includere la sfera emotiva nel programma di predizione lo renderebbe troppo volubile e inaffidabile, dicono.


Per Atte, ovviamente, sono solo opinioni e si dice estremamente soddisfatto e convinto dell'esito del suo esperimento tanto che, se fosse titolare di agenzia stampa, adotterebbe il sistema per predire il successo.


Tutt'al più lo integrerebbe con la capacità umana di smussare gli angoli delle storie e creare titoli più accattivanti e performanti, data dagli anni di esperienza pratica e emotiva dello staff editoriale.


A noi pubblico non resta che continuare a leggere distrattamente il nostro giornale preferito, la nostra rubrica del cuore e guardare il tg di tradizione mentre, come sempre, prepariamo la cena.


E se ci accorgeremo che all'improvviso saremo più attenti e con una voglia matta di abbonarci a una rivista o ad una emittente, chissà, magari sarà merito dell'algoritmo predittivo di Atte che, finalmente, avrà raggiunto anche noi.


Articolo di Ilaria Calcagnolo

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