Premio Nazionale Innovazione 2020: Vince AgroMateriae, che rende green gli scarti agroindustriali

Aggiornato il: 3 giorni fa

Il Premio Nazionale per l’Innovazione è una delle business plan competition più importanti d’Italia ed è stata ospitata quest’anno dall’Università di Bologna, la seconda città metropolitana in Italia per numero di startup e PMI innovative in rapporto al totale delle imprese in attività, e da Almacube, incubatore di Ateneo e Confindustria Emilia Area Centro.

Tra gli oltre 900 progetti innovativi di impresa high-tech provenienti da tutta Italia, sono stati scelti solo 16 progetti finalisti vincitori delle Start Cup regionali. In totale, il montepremi erogato lungo la maratona digitale è di 1,5 milioni di euro, di cui 500 mila in denaro e un milione in servizi da parte degli atenei, degli incubatori e dall’ecosistema che ruota intorno all’Associazione stessa. Ciò dimostra che l'Italia sia un punto di riferimento per le vie del progresso tecnologico.


Chi ha vinto il PNI 2020?


Nel 2020, il progetto vincitore è stato AgroMateriae, che ha primeggiato in Emilia-Romagna per le idee migliori sulla sostenibilità ambientale. Il progetto trasforma gli scarti agroindustriali in materie prime green che possano essere utilizzate nell’industria plastica e che coinvolge un mercato stimato attorno ai 50 miliardi di euro, tra packaging, beni di consumo e prodotti usa e getta.


Il Ceo di AgroMateriae, Alessandro Nanni, afferma che, grazie alla vincita del premio, l’azienda riuscirà ad aumentare il proprio impegno nel settore della ricerca e dello sviluppo. I riconoscimenti hanno dato fiducia al team e permetteranno di raggiungere lo scopo di dare un volto concreto ai principi dell’economia circolare. Insieme al ricercatore Nanni, il team della startup accreditata dall’Università di Modena è formato da Nikolas Gallo, processista per un’azienda polimerica, e Massimo Messori, professore ordinario in Scienza e Tecnologia dei Materiali.


Il primo prodotto è WinePLastics filler, o WPF, una polvere che l’azienda, cui è stato conferito anche il premio Iren Cleantech & Energy, ha ottenuto dagli scarti del vino. Miscelata fino al 60% con tutte le plastiche e bioplastiche esistenti, aumenta le proprietà meccaniche del materiale, abbassando così i costi di produzione della metà e rendendo il materiale eco-friendly. L’obiettivo ora è quello di estendere il processo anche ad altri scarti naturali. Nanni afferma che l’Italia, in quanto primo produttore di vino a livello mondiale, genera 10 milioni di tonnellate di rifiuti da questo tipo di attività. Grazie al WinePLastics filler, le aziende attività del settore possono avere una valida alternativa alla produzione di questi numeri impressionanti di scarti.


L’economia di AgroMateriae


Il modello di economia circolare di AgroMateriae può essere adattato a tanti prodotti diversi, dal momento che sfrutta molecole e polimeri naturali presenti nelle sostanze organiche. Oltre agli scarti della produzione di vino, si possono anche utilizzare i fondi del caffè o i residui dell’industria olearia.

Usando il WinePLastics filler come esempio, possiamo vedere che si tratta di economia circolare dal momento che la plastica ottenuta grazie al processo può essere impiegata nella realizzazione di legacci per la vite, brick di vino, imballaggi e tappi per sigillare le bottiglie. In questo modo, le aziende non solo hanno un ritorno economico ma contribuiscono al benessere ambientale. AgroMateriae collabora quindi con diverse cantine-partner, prelevando una quantità di sottoprodotti e lavorandoli in uno stabilimento attrezzato. Il team al momento si sta appoggiando ad aziende fisse per l’utilizzo dei macchinari, ma ha intenzione di aprire una propria sede di trasformazione in futuro. L’obiettivo dell’azienda è diventare una piattaforma versatile, in grado di valorizzare rifiuti agroalimentari che altrimenti andrebbero persi.


Gli altri vincitori di categoria


In Lombardia, Eye4nir e Sams Technology incassano 25 mila euro ciascuno in quanto vincitori dei premi Industrial per la produzione industriale innovativa e Ict per le tecnologie dell’informazione e dei nuovi media.


Eye4nir permette infatti di acquisire immagini in condizioni di scarsa visibilità, grazie ad una fotocamera iperspettrale per smartphone che consente di vedere ciò che è invisibile all’occhio umano tramite l’infrarosso a onda conta Swir. La luce riflessa da un oggetto di questo infrarosso a onda corta consente di trasportare informazioni sulla sua composizione, con applicazioni in ambito sanitario, industriale e nel sistema di riciclaggio dei rifiuti. In futuro, Swir potrebbe essere prodotto in maniera standard su materiali compatibili, rendendolo accessibile sul mercato a costi contenuti.


Sams Technology, invece, nato nel 2017, si concentra sullo sviluppo di processi e dispositivi industriali per una marcatura innovativa del packaging primario, lavorando materiali direttamente dal loro interno. Il progetto è rivolto in particolare all’industria farmaceutica e alimentare e si focalizza sulla tracciabilità di un singolo prodotto, integrando progetti passivi di natura in qualcosa di integrato in tutti gli step della filiera.


Articolo di Chiara Pozzoli

COFFEEBYTES rappresenta un concept brand ideato da SaidiSEO.com

Sede Ufficio: Via Privata Francesco Koristka, 4, 20154 Milano MI - P.IVA 09215030967
e-mail per informazioni: info@ferdinandodagostino.com; saidiseo@ferdinandodagostino.com

Ferdinando Dagostino - SaidiSEO "Web Creative e SEO"

P.IVA 09215030967

YouTube CB.png
Spreaker CB.png
Facebook CB.png
Instagram CB.png
LinkedIn CB.png