Risk management: Comunicare per informare e creare

In un momento di crisi come questo è ampiamente diffusa tra chi lavora nella comunicazione la domanda se si possa comunicare. La risposta è un deciso sì. Come comunicare è però essenziale: nei giorni segnati dal coronavirus e dalle restrizioni per arginare il contagio, infatti, è necessario mettere in campo piani e schemi comunicativi fondati su dati certi e informazioni corrette.


Brand e professionisti sono quindi chiamati oggi ad investire in credibilità e autorevolezza per rimanere accanto al proprio pubblico, soddisfacendo in prima battuta le prime richieste degli utenti e strutturandosi per dare adeguata risposta a quelle più complesse.

Sincerità e programmazione innanzitutto e, a seguire, estro immaginifico e capace di creare e rinnovare. Queste le virtù da mettere in campo per comunicare qual è il comportamento che l’azienda sta tenendo e quali sono gli investimenti per il futuro, essendo quanto più limpidi e sinceri.

Gli esempi giusti sui media adeguati

Per informare i clienti del rispetto dei decreti di chiusura dei propri punti vendita, il brand francese di articoli per lo sport, Decathlon, ha utilizzato un nuovo schema di gioco, sviluppando una creatività linguistica capace di far breccia nelle menti del proprio vivace pubblico e di strappare quel sorriso tanto prezioso quanto necessario in tempi di crisi.

Altro settore, quello dell’industria automobilistica, un mercato che sta assistendo a un ingente calo nelle vendite: mentre il maggior numero di player ha rinunciato a comunicare con i propri consumatori in questi tempi piuttosto grigi, continuando a mandare in onda spot certamente non rappresentativi dell'attuale emergenza, FCA ha girato un bellissimo video che si chiude con l'hashtag #noicisiamo, baluardo inespugnabile.

Anche nomi meno noti, ma altrettanto estrosi hanno forgiato slogan ricchi di immaginazione per comunicare la necessità di non uscire dalle proprie abitazioni: è il caso di Luca De Matteis, web designer, che ha pubblicato su LinkedIn alcuni messaggi accompagnando l’hastag #iorestoacasa con i payoff di noti brand. Frutto del suo acume artistico sono gli imperativi: “Usa la Tesla, resta a casa”, “Estathe ne a casa”, insieme a molti altri divertentissimi esempi.

In particolar modo i social media sono diventati gli spazi virtuali in cui le aziende possono affiggere le proprie comunicazioni istituzionali, dirette non solo ai consumatori, ma anche nell’ambito del b2b. Modello virtuoso né è Hoval Italia che sempre su LinkedIn ha lasciato un importante messaggio: “In Hoval l’innovazione ha sempre giocato un ruolo fondamentale: ecco perché, anche in un momento delicato come questo, Hoval non si ferma.”

Il caso dell’azienda produttrice di sistemi di riscaldamento si allarga a molteplici realtà imprenditoriali, in ogni settore Questo non può che dirci come, in questo preciso momento storico e culturale, queste abbiano dovuto rivedere la propria strategia comunicativa, ricorrendo maggiormente alle risorse online. Ne consegue una vasta opportunità per le agenzie di comunicazione qualificate a livello digitale, alle quali i brand chiedono di suggerire attività o addirittura tattiche alternative, in linea con i nuovi obiettivi di business imposti dall’emergenza.

Un nuovo modello comportamentale

Nuove opportunità non solo in termini di comunicazione, ma anche di marketing, si aprono per le imprese e i liberi professionisti che, anche in questo difficile momento, sanno guardare ai propri acquirenti per soddisfarne i bisogni.

Cosa potrebbe offrire una parrucchiera o un’estetista alle sue clienti, desiderose di essere in ordine e curate anche durante la lunga quarantena a casa, ma con diverse finestre aperte su altrettante videochat? Se l’una e l’altra si improvvisassero videomaker e realizzassero tutorial per nuove acconciature o pulizia del viso con prodotti di uso domestico, farebbero certamente la differenza. Nel post lockdown la preferenza dei clienti andrà verso chi ha saputo rivolgere loro attenzioni speciali nel momento di crisi condivisa.

Quello partecipativo-collaborativo sembra essere dunque il modello comportamentale da seguire, in cui prevale il dialogo e la narrazione di che cosa si sta facendo. In quest’ottica anche quelle attività alle quali è concesso continuare a essere produttive nonostante le attuali misure di distanziamento sociale, potranno cogliere l’occasione per ringraziare pubblicamente i propri dipendenti e collaboratori, oltre che per trasmettere forza e speranza.

Brand building e consapevolezza

I giorni segnati dal coronavirus e dalle misure volte al suo contenimento stanno portando tutti, lavoratori e consumatori, a vivere in un modo nuovo, quindi a costruire un mondo nuovo fatto da persone plasmate dall’esperienza vissuta.

Con questa consapevolezza, che rivolge lo sguardo all’umanità delle relazioni tra individuo e prodotto e, prima ancora, tra individuo e individuo, a ogni realtà imprenditoriale è indirizzata la sfida di interrogarsi sul chi è, cosa è diventata, quali sono i suoi obiettivi e i bisogni.


Ogni azienda può dunque mettere a frutto questo tempo sospeso per rivedere la propria comunicazione negli anni e per fare tesoro di successi e errori, ma anche per fare ricerca, promuovere sondaggi e capire meglio i propri consumatori. Per costruire, grazie alla nuova consapevolezza acquisita un nuovo brand e una base attuale per nuovi messaggi positivi.

COFFEEBYTES rappresenta un concept brand ideato da SaidiSEO.com

Sede Ufficio: Via Privata Francesco Koristka, 4, 20154 Milano MI - P.IVA 09215030967
e-mail per informazioni: info@ferdinandodagostino.com; saidiseo@ferdinandodagostino.com

Ferdinando Dagostino - SaidiSEO "Web Creative e SEO"

P.IVA 09215030967

YouTube CB.png
Spreaker CB.png
Facebook CB.png
Instagram CB.png
LinkedIn CB.png