Satispay: L’app cuneese porta a casa un pacchetto di investimenti da 93 milioni di euro

Aggiornamento: gen 25

In quest’anno un po’ così nel quale molte aziende hanno visto traballare la propria sicurezza economica e che ha messo in difficoltà molte imprese del territorio italiano, c’è una realtà che invece sta affermandosi sempre più: parliamo di Satispay, che ha concluso questo 2020 potremmo dire “davvero col botto”.

satispay

Cos’è successo?

Per dirla in pochissime parole, Satispay è riuscita ad entrare nel cuore dei big tecnologici d’oltreoceano convincendoli a diventare investitori di questa app tutta italiana, portando a casa un pacchetto di investimenti dal valore complessivo di 93 milioni di euro.

Una cifra niente male.


Grandi nomi in supporto di Satispay: credere che le app soppianteranno contanti e carte di credito ci porterà nel futuro


D’altronde coloro che hanno deciso di credere in Satispay non sono proprio gli ultimi arrivati: tra i nuovi investitori figurano Ma Huateng, co-fondatore di Tencent e secondo uomo più ricco della Cina, Jack Dorsey proprietario di Square e Ceo di Twitter, Tim Ventures che non è nient’altro che il corporate venture capital di TIM e Lgt Lightstone, uno dei più grandi gruppi familiari di asset management e private banking al mondo.


Questi grandi nomi credono nel grande potenziale di Satispay e hanno voluto unirsi alla vision di questa azienda italiana che mira a diventare la prima e unica piattaforma indipendente di pagamenti digitali d’Europa, il cui fondatore Alberto Dalmasso ritiene che non sia solo il contante ad essere superato, ma anche le carte di credito, debito e prepagate presto saranno soppiantate dalle app, nello specifico, dalla sua Satispay.


Satispay: storia breve ma dal successo esplosivo


Fondata da 3 ragazzi piemontesi nel 2013, è stata la prima app per smartphone italiana dedicata ai pagamenti digitali e allo scambio di denaro tra privati senza l’utilizzo di carte di credito, debito o prepagate collegandosi direttamente al conto bancario.


Attiva ufficialmente dal 2015, Satispay è piaciuta così tanto che in brevissimo tempo è stata adottata anche dalla pubblica amministrazione, che l’ha inserita fra i metodi di pagamento affidabili anche per tutte le operazioni legate ai bollettini.

I 3 giovani piemontesi sono riusciti a valicare il confine alpino e a conquistarsi una fetta di mercato europeo, estendendo così la loro presenza in stati come la Germania e il Lussemburgo. Di quest’ultimo poi, il reggente Principe Massimiliano di Lussemburgo, è diventato azionista dell’app italiana.

mole antonelliana

Con un valore totale di investimenti che ora si aggira intorno ai 248 milioni di euro, Satispay mira a espandersi ancora di più nel resto d’Europa e in Italia, ampliando così il suo bacino di utenza che ad oggi conta, solamente nel nostro paese, 1,3 milioni di utenti e 130 mila esercenti, dal piccolo negozio di periferia alle grandi catene come Auchan e Carrefour.


Con una crescita del 78% nei primi 10 mesi del 2020 è stata inserita nella lista di CB Insight come unica italiana fra le 250 migliori app fintech col più rapido sviluppo al mondo e tra le 20 migliori startup del 2020.

E anche questo è senza dubbio un bel traguardo per i tre ragazzi cuneesi e anche per l’Italia: infatti questo riconoscimento è una vetrina che mette in mostra il talento italiano nel settore finanziario e tecnologico, e che dà luce all’intero sistema delle startup innovative italiane.


Così la società di Brignone, Dalmasso e Pinta punta a triplicare gli utenti e a diventare unico punto di riferimento per il mondo dei pagamenti cashless in europa entro il 2022, mostrando che l’eccellenza del made in italy si può trovare anche in campo tecnologico.


Non ci resta che aspettare e vedere se grazie agli interventi dei grandi player che affiancheranno Satispay lungo questo percorso, i tre ragazzi di Cuneo saranno in grado di realizzare il loro sogno. Noi siamo fiduciosi e rimaniamo in attesa.


di Ilaria Calcagnolo