Self-publishing: Come il digitale sta cambiando l’editoria

Aggiornato il: 4 giorni fa

Per trovare un modello di editoria adatto al mondo digitale, è nato il self publishing, grazie al quale tutti gli autori possono mantenere il controllo della propria opera, attraverso strumenti di pubblicazione e distribuzione semplici ed efficaci. Si tratta di un modello concreto di editoria adatto ad Internet, esattamente come Wikipedia lo è per l’enciclopedia.


In cosa consiste il self-publishing?

Avere controllo su ogni aspetto del proprio libro significa crearlo da zero, portando avanti un progetto che parte dalla scelta dei contenuti e dal design della cover, fino alla sua distribuzione. Dopo la pubblicazione, non è finita qui: per riuscire a far conoscere la propria opera, gli autori devono sfruttare al massimo le potenzialità del digitale, attraverso un ottimo uso dei propri contatti, scegliendo i canali digitali ideali per la diffusione del proprio libro.


Il costo maggiore che deriva dal self-publishing è il tempo che l’autore dedica ad una serie di compiti che vengono solitamente svolti da un editore, sui quali si informa grazie a servizi di how to e consigli provenienti dalla community stessa. Per saperne di più sul funzionamento del self-publishing, è consigliato guardare oltre i confini italiani, dal momento che molti degli approfondimenti a riguardo arrivano dal mondo anglosassone, a partire da indicazioni sugli errori più frequenti e come evitarli e accorgimenti su come riuscire a farcela da soli.


La scelta di autopubblicarsi non è dettata da vanità, bensì da passione per il proprio lavoro, dal pensiero che internet sia un ottimo modo per creare nuove connessioni e che l’editoria tradizionale abbia dei tempi troppo lunghi.


In Italia, alcuni dei mezzi di self-publishing sono Smashwords, Amazon o Ilmiolibro e rappresentano delle valide alternative ad un’editoria tradizionale sempre più in crisi, attirando non solo scrittori e docenti, ma anche persone che non sono tradizionalmente inserite nel mondo editoriale, grazie alla grande libertà di movimento dalla quale il self-publishing è caratterizzato.

Anche SaidiSEO è entrata a far parte del mondo del self-publishing, grazie al progetto Reading All approfondibile a questo link.

Il modello del self-publishing rende l’autore autonomo mettendo il potere nelle sue mani, rendendolo in grado di creare una connessione non solo con i propri lettori, ma anche con i grandi ambienti digitali, dai colossi dei social media come Facebook o Instagram ai pilastri del web, come Google e Amazon.


I vantaggi del self-publishing


Il self-publishing rappresenta un rilancio dell’editoria, dal momento che riesce ad abbattere i costi fissi di pubblicazione. Grazie ai costi di produzione molto bassi, molti più titoli riescono ad essere pubblicati, ricevendo una promozione efficace senza enormi investimenti e dando a ciascun libro la possibilità di avere una nicchia di pubblico.

Oltre a questi primi vantaggi, il self-publishing ne offre molti altri. Tra questi, vediamo per l’autore la possibilità di investire denaro solo di fronte a benefici concreti e in base ai risultati che vuole ottenere, proprio come un imprenditore. Inoltre, essendoci meno costi fissi, per arrivare a pareggio, basta vendere poche decine di copie.


A ciò si aggiunge il fatto che per ogni copia venduta le royalties raggiungano dal 30 all’80% contro il 10% dell’editoria tradizionale. I titoli possono essere promossi grazie al supporto della comunità digitale di scrittori che creano rete intorno alle opere pubblicate. Inoltre, l’utilizzo di grandi piattaforme per il self-publishing offre dei concreti vantaggi non solo grazie all’integrazione con i social network ma anche grazie al grande traffico di utenti sul sito.


Il self-publishing, quindi, va a distinguersi dagli altri modelli disponibili, ovvero l’editoria tradizionale e quella a pagamento. Nell’editoria tradizionale, tutte le spese sono a carico della casa editrice, che si occupa della stampa e della pubblicazione dell’opera, garantendo una remunerazione del diritto d’autore che si aggira appunto tra il 3 e il 10%. L’editoria a pagamento, invece, si discosta dal modello tradizionale, andando ad offrire sempre la figura dell’editore, ma lasciando tutti i costi relativi alla pubblicazione di un testo a carico dell’autore o di colui che lo sponsorizza.


Self-publishing e storie di successo


Tra coloro che hanno deciso di immergersi nel mondo del self-publishing, troviamo diversi casi di successo, non solo all’estero ma anche in Italia, con Quantum di Dean De Servienti.


Partendo dal pioniere John Locke, il primo scrittore che si è autopubblicato raggiungendo l’impressionante traguardo di un milione di copie vendute su Kindle, fino ad Amanda Hocking, considerata la star del self-publishing, con più di 20 romanzi all’attivo, molti dei quali sono stati menzionati tra i best seller sul New York Times, le storie di successo nel campo dell’autopubblicazione sono in continua crescita.


Recentemente, Hugh Howey, autore della serie Wool, è riuscito a catturare l’attenzione del regista Ridley Scott, che ha acquistato i diritti cinematografici della sua opera.


Articolo di Chiara Pozzoli

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