Sonos contro Google e Amazon: Battaglia aperta

Aggiornato il: mar 10


Nell'ultimo periodo il mondo dei colossi della tecnologia è stato scosso da un terremoto generato dalle accuse mosse dalla azienda Sonos nei conforonti di Amazon e Google.

Tali accuse vertono sulla convinzione della compagnia offesa che i due colossi abbiano consapevolmente e palesemente copiato la sua tecnologia brevettata.

Sonos...chi?

Sonos è una azienda statunitense di elettronica di consumo fondata nel 2002. Quest'ultima produce sistemi di altoparlanti attivi e componenti hi-fi che sono legati in rete tramite Wi-fi.


Nel corso della produzione di questi sistemi, l'azienda è stata coadiuvata dal colosso Google ed è proprio in questo contesto che sarebbe avvenuto il furto di proprietà intellettuale. Sonos afferma infatti che tutto sarebbe iniziato dalla collaborazione tra le due aziende iniziata nel 2013. Il furto in questione riguarda la tecnologia alla base degli altoparlanti multi-room, quella che consente di collegare più dispositivi per farli funzionare all'unisono, regolandone contemporaneamente alcuni parametri.


La tecnologia in questione non sarebbe l' unica a essere stata rubata. A detta di Sonos essa sarebbe infatti una di 5 brevetti totali.

“Google è un partner importante con cui collaboriamo con successo da anni, [che ha permesso] tra le altre cose l'aver portato l'assistente di Google alla piattaforma Sonos lo scorso anno. Tuttavia, Google ha copiato palesemente e consapevolmente la nostra tecnologia brevettata nella creazione dei suoi prodotti audio”, ha dichiarato il CEO di Sonos Patrick Spence a Business Insider.


Un'altra dichiarazione che spiega come e perché Sonos abbia deciso di iniziare un processo nei confronti di Google è sempre di Spence: “Nonostante i nostri ripetuti e ampi sforzi negli ultimi anni, Google non ha mostrato alcuna volontà di lavorare con noi per una soluzione reciprocamente vantaggiosa”. Ciò, a detta del CEO di Sonos, non ha dato altra scelta alla sua azienda se non quella di affrontare le controversie nell'interesse delle proprie invenzioni.


La reazione di Google Comprensibilmente Google, al sentirsi accusare, non ha esitato a difendere i propri interessi. La parola è andata quindi a Jose Castaneda, un portavoce di Google, secondo il quale in realtà la propria azienda avrebbe passato anni a cercare di raggiungere un accordo con l'azienda offesa. Accordo il quale avrebbe previsto l'utilizzo delle reciproche proprietà intellettuali.

Il rappresentante si è anzi pronunciato deluso che Sonos abbia sporto tali accuse invece di continuare le trattative.

Non solo Google In risposta Sonos ha rincarato la dose in una dichiarazione rilasciata al New York Times.

Il manager dell'azienda ha infatti detto di aver sempre faticato dovendo avere a che fare con i tentativi di Google di sabotare il suo approccio multipiattaforma. Questa accusa include anche Amazon, l'altro colosso dell'elettronica che non è stato risparmiato dalla parte offesa.


Sonos ci tiene particolarmente a difendere questo punto, siccome da sempre punta sulla libertà di scelta per sganciare i propri dispositivi da una dipendenza univoca nei confronti dei prodotti Google e/o Amazon.

L'accusa ad Amazon è inoltre aggravata dal fatto che anche l'azienda di Bezos si sarebbe resa colpevole della copia fraudolenta delle tecnologie di Sonos.


Vade retro Google Tutte queste accuse sono culminate in ultima istanza in una richiesta di risarcimento dai danni finanziari e in una causa presentata all'International Trade Commission. Tale causa richiede il divieto di vendita degli autoparlanti, smartphone e laptop di marchio Google negli Stati Uniti.


Oltre all'evidente interesse economico dell'accusa, quest'ultima rappresenta per Sonos una maniera per contrastare la logica dei “giardini recintati” che sta venendo applicata dai due colossi. Tale logica prevede la creazione di ecosistemi tecnologici verticali che non ammettono il concetto di “multipiattaforma” tanto difeso da Sonos. Questa logica va a discapito di quelle aziende, più piccole, che vogliono invece offrire la massima scelta ai consumatori.


Strategie di sopravvivenza e aiuti inaspettati Considerando quindi le accuse mosse da Sonos è facile capire quanto aziende minori si sentano spogliate delle tecnologie più importanti e obbligate a abbassare i prezzi dei propri prodotti. Nonostante le forti accuse e la voglia di riscatto dell'azienda, Sonos si mantiene comunque cauta e non muove il piede di guerra contro i due colossi contemporaneamente. L'azienda è ben consapevole che affrontare queste due forze nello stesso momento potrebbe rappresentare una sfida troppo grande e ha quindi deciso di citare in giudizio prima uno e poi l'altro gigante.


Nel momento stesso in cui le accuse sono state mosse, dall'altra parte del tavolo - quello a cui giocano i colossi della tecnologia per intenderci - Apple silenziosa ha fatto la propria mossa. L'azienda californiana ha infatti cominciato a vendere gli altoparlanti Sonos tanto online quanto nei suoi stores fisici.


Qusta scelta dell'azienda potrebbe o meno rappresentare un indiretto “appoggio” alla causa di Sonos, ma sicuramente non sancisce la fine delle diatribe tra le aziende coinvolte nella controversia.


Articolo di Angelo Rosace

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