Tecnologia: Una rivoluzione anche sociale

Imperativo non restare fuori dalla porta.

Ormai da tempo stiamo assistendo a una vera e propria espansione orizzontale della rivoluzione tecnologica.

Molti dei nostri lettori di questo magazine ci invitano spesso ad approfondire con maggiore attenzione alcune notizie che per natura del format, ci ritroviamo a sintetizzare in un estratto, vedi esigenze di redazione.


A suscitare questa fibrillante curiosità è spesso la peculiarità di alcuni nomi che legano notizie di ordine tecnologiche a brand o settori che per anni siamo stati abituati a lasciare in una zona di confort.


L’esempio lampante è ad esempio la fatturazione elettronica. Se è vero che in prima istanza sembrava essere solo l’ennesimo rimestare di leggi messe in atto per complicare le amministrazioni delle aziende, oggi cominciamo a vedere l’altro lato della medaglia.

Controllo, comunicazione con la Agenzie delle Entrate, minimizzare l’evasione fiscale e automatizzare i sistemi di fatturazione.


Tutti scopi primari che rendono la fatturazione elettronica un fastidio glassato alla cannella per ingerirlo in modo meno amaro.


In verità, come abbiamo trattato nel nostro magazine, quello che sta cominciando a delinearsi è anche la nascita o la metamorfosi di un ruolo professionale. A delucidarci sull’argomento ci è venuta in supporto anche Alessia Villa con la sua intervista a Bruno Oltolina. Professionista che ai microfoni di Coffee Bytes ha raccontato come la figura del commercialista sia ormai diventata quella di un consulente finanziario.



Ovvero una nuova freccia all’arco dell’imprenditore, che finalmente può confidare in un esperto di gestione economica in grado di consigliare le migliori strategie per gli investimenti e per la crescita del nostro business.


Ma quale altro settore sta dimostrando di investire nell’innovazione?

Sentire nomi come Google e Amazon sembra quasi scontato. Addirittura nell’ultimo periodo si sono alleati nell’aspra lotta di paternità per la tecnologia divulgata da Sonos (invitiamo a leggere l’articolo relativo per saperne di più).


Verrebbe da chiedersi perché colossi così forti abbiano bisogno di allearsi in una lotta mediatica contro un nome che molti pronunciano associando a fine frase un punto interrogativo.

Semplice: “Non bisogna restare indietro” .

Esatto. Chi resta indietro rischia di non vedere futuro.


In questo momento, la Digital Transformation sta vedendo investimenti a incalcolabili zeri su tutti i settori, uno su tutti le infrastrutture.

Come dicevamo: lavori che cambiano, sistemi automatizzati che sostituiscono il cartaceo, nuovi mestieri in remoto, nuove norme di sicurezza da rispettare e non ultimo l’avvento del GDPR sul controllo normativo che regolamenta il grande flusso dei Big Data.

Come può tutto questo non solo toccare diversi settore ma anche non implicare un cambio di rotta sugli investimenti tecnologici attuali e futuri?

Youtube investe milioni di dollari al solo scopo di proteggere la privacy degli utenti, applicando nuovi algoritmi e protocolli di sicurezza al fine di tutelare minori, utenti e categorie di visitatori.


AirBnb lancia una applicazione per riconoscere le personalità degli utenti.


Huber e Hundai comunicano una alleanza al fine di investire su futuribili mezzi di trasporto volanti, in sostituzione dei normali taxi.


Una sanità tecnologicamente avanzata

E se tutto questo non bastasse, torna a far parlare di sé anche il settore medico.

Ciclicamente la Realtà Virtuale torna in scena, ricordando che presto o tardi sarà il suo turno sul palcoscenico di uno standard che vogliamo continuare a chiamare fantascienza.


Eppure poco distante da San Francisco, più precisamente alla Stanford Hospital, hanno chiaro come Robotica, Realtà Aumentata e Realtà Virtuale saranno le nuove frontiere da raggiungere per migliorare i servizi relativi al complesso mondo della sanità.


Ci sarebbe altro?


Certo che sì. Il mondo dell’automotive di certo non sta fermo, le applicazioni investono nella crescita del trattamento dati per un utente sempre più convertivo e i colossi delle infrastrutture, hanno già annunciato che il futuro vedrà l’avvento di sempre più avanzate forme di connettività; dal 5G a una nuova forma di Bluetooth potenziato.


La sostanza è chiara: nessun settore è fermo.


Chiunque abbia capito che la fruizione di servizi e beni è assoggettata alla mobilità di un mondo sempre più connesso, sa che per il futuro è meglio essere pronti a forme di innovazioni in grado di abbattere la concorrenza.


Nuove infrastrutture, nuovi servizi, la morte di alcuni di essi e il rinnovamento di nuovi e vecchi mestieri.


Ecco quindi giustificata la curiosità di chi approccia al mondo delle news tecnologiche.

Percepisce che la rivoluzione dei prossimi anni non è più solo tecnologica bensì anche sociale.


E come dicevano all’inizio, nessuno vuole restare fuori dalla porta.

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