Treedom: Un gesto d’amore per la Terra

Aggiornato il: feb 8

Il nostro è sicuramente un pianeta in sofferenza.

L’inquinamento, la deforestazione, lo sfruttamento delle risorse minerarie e dei mari sta cambiando radicalmente l’aspetto e la salute della nostra casa.

Le aziende, e anche molti di noi nel nostro piccolo, cercano costantemente soluzioni innovative che permettano di ridurre al minimo l’impatto ambientale generato dalle attività svolte quotidianamente.

Chi sceglie di produrre (e acquistare) prodotti ecosostenibili, chi sceglie di adottare la politica zerowaste anche negli impianti produttivi e chi passa alle fonti energetiche green e rinnovabili solamente per cercare di salvare quel che rimane del nostro amato pianeta Terra e vivere in condizioni ambientali migliori.


Dai browser game alla realtà: ecco come Treedom contribuisce alla salute del pianeta


Mai come in questi anni c’è stato un susseguirsi di fioriture di giochi interattivi, ai quali sicuramente molti tra noi hanno giocato online nelle ore buie aspettando l’alba e che ci hanno insegnato aprenderci cura del nostro piccolo orto, fattoria, isola o città che fosse.


C’è stato qualcuno poi, che giocando a Farmville, forse il più famoso di questi game, ha avuto l’illuminazione e ha deciso di fare qualcosa di concreto per il pianeta.

Al grido di “Let’s green the planet” Tommaso Speroni e Federico Garcea hanno, nel 2010, inventato una piattaforma online che permette di seguire in ogni fase la piantumazione di alberi a livello globale, dalla posa del seme al raccolto del frutto.

E hanno deciso di chiamare il loro progetto Treedom: giovane, fresco, utile e di impatto, proprio come loro.


Dal quel lontano 2010 ad oggi Treedom di strada ne ha fatta molta, arrivando a diventare una vera e propria azienda con più di 20 dipendenti e 321mila alberi piantati nel mondo.

E oggi, in questo 2020 appena concluso, Treedom è riuscito a raccogliere 2,45 milioni di euro in finanziamenti.


Ma come funziona Treedom?


Molto semplicemente: basta andare sul sito ufficiale e scegliere il seme dell’albero che più ci piace fra quelli disponibili e indicare la parte del mondo in cui piantarlo.

Questo semino sarà geolocalizzato e affidato a contadini e agricoltori locali che ne cureranno la crescita, lo sviluppo e, a tempo debito, godranno dei suoi frutti, mentre chi lo ha acquistato ne rimarrà per sempre proprietario.

Questo gesto, oltre a contrastare la deforestazione e a contribuire alla salute del pianeta, aiuta le popolazioni locali a creare opportunità di lavoro, guadagno e crescita economica e sociale in parti del mondo flagellate da catastrofi o che sono in cerca di riscatto sociale.


Treedom: il progetto italiano così amato nel mondo che è valso ai suoi fondatori il prestigioso titolo di Ashoka Fellow



Sembra incredibile eppure un singolo albero piantato e donato può creare un cambiamento così importante.


Treedom è un concetto che funziona così bene che in moltissimi, tra privati e aziende (circa 70mila), hanno deciso di prendere in mano una vanga virtuale e piantare il loro albero.

Nella realtà italiana, Enel è stata una dei principali investitori di Treedom che, in collaborazione con Jovanotti, ha fatto piantare 12mila alberi proprio per compensare la CO2 emessa durante il tour del cantante.


Tiziano Ferro, il team di X-Factor e molti altri big dello spettacolo hanno seguito questa idea e contribuito alla riforestazione di alcune aree geografiche.

Senegal, Haiti, Kenya, Camerun e sud Italia sono solo alcuni dei territori nel mondo dove sono stati pianti i semi degli alberi più disparati. Dal baobab al cacao, dal lime al caffè.


Questo progetto, nato quasi per gioco, ha avuto un impatto incredibile tant’è che un giorno uno dei due fondatori, Federico Garcea, è stato nominato Ashoka Fellow, forse la massima onorificenza in ambito green e rivoluzione.


Infatti, per gli Ashoka Fellow green e rivoluzione fanno rima.

Essere uno di loro significa far parte degli imprenditori green più importanti al mondo: persone che tracciano nuove strade imprenditoriali, che creano idee innovative che producono benefici su milioni di persone nel mondo.

In altre parole, una vera e propria rivoluzione sociale.


Anche se in molti ci hanno provato con progetti simili e altrettanto importanti come “Adotta un Pistacchio”, diventare Ashoka Fellow non così facile e probabilmente molti di noi non ci riusciranno mai.

Però, acquistando un albero (o regalandolo a qualcuno che amiamo) e facendolo piantumare, anche noi potremo prendere parte al progetto di Federico e Tommaso e fare la nostra seppur piccola parte per il futuro del pianeta e dei suoi abitanti.


Fare la scelta giusta, questa volta sarà facile, anche per chi non ha il pollice verde.

Così quest’anno, quando sarete presi dall’angoscia perchè non sapete cosa regalare per il compleanno di mamma o del vostro best, ricordatevi di Treedom e dei suoi alberi.


Sarà di sicuro un bel pensiero per la persona che riceverà il regalo, un regalone per il contadino che se ne prenderà cura e un vero gesto d’amore per il pianeta.


Articolo di Ilaria Calcagnolo

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