Twitter apre le porte agli inserzionisti

Lo scorso 8 Aprile, Twitter ha annunciato ufficialmente agli utenti che inizierà a condividere più dati con gli inserzionisti. Questa decisione si traduce in un cambiamento della privacy policy di Twitter che consentirà agli inserzionisti di accedere ad una quantità di dati superiori rispetto al passato.

In termini pratici, Twitter ha rimosso una funzione di privacy che inizialmente permetteva agli utenti di non condividere alcune informazioni private con gli inserzionisti.

L’impostazione in questione si chiama “Condividi i tuoi dati con i Partner commerciali di Twitter” e fino ad oggi l’impostazione in questione avrebbe impedito a Twitter di condividere informazioni come ad esempio ciò che un utente vede sul proprio schermo, ciò con cui ha interagito o l’identificatore di tracciamento del suo telefono. Queste informazioni saranno ora condivise come impostazione predefinita.

Altre impostazioni della privacy, come la disabilitazione del web tracking, sono tuttavia ancora disponibili. Una importante eccezione Da quanto si evince dal comunicato di Twitter esiste una importante eccezione, ovvero che i dati in questione verranno comunque mantenuti privati nell'Unione Europea, nell'Associazione Europea di Libero Scambio e nel Regno Unito. Gli utenti di queste zone dovranno infatti volontariamente optare per la condivisione delle informazioni nel caso in cui desiderino che Twitter condivida ulteriori informazioni personali con i partner commerciali. Inoltre, qualsiasi sia la posizione dell’utente, informazioni quali il nome, l’e-mail, il numero di telefono o il nome utente di Twitter continueranno a non venire condivise.


Perché?

La stessa azienda dice che i dati condivisi vengono utilizzati per mostrare l’efficacia della pubblicità su Twitter. Essi aiutano a dimostrare che le persone stiano effettivamente guardando e interagendo con quegli annunci pubblicitari che gli inserzionisti stanno pagando. Il compenso ricevuto per questi annunci sono ciò che permette a Twitter di continuare ad operare come un servizio gratuito.

Un portavoce di Twitter ha detto che l’aggiornamento delle impostazioni di privacy “è parte del nostro continuo lavoro sulla trasparenza e il controllo (dei dati). Vogliamo assicurarci che le persone comprendano le impostazioni che formiamo, cosa fanno e come utilizzarle”.


Chi sono “gli inserzionisti”?


Twitter condivide queste informazioni direttamente con gli inserzionisti. Essi non agiscono in qualità di elaboratori di dati, ma vi accedono più frequentemente attraverso partnership con elaboratori di dati, che agiscono per conto di Twitter in modo da facilitare la misurazione e le soluzioni di analisi per gli inserzionisti che gestiscono campagne pubblicitarie per applicazioni mobili attraverso il social.


La scelta di Twitter e la componente economica


La scelta spiegata nei paragrafi precedenti va contestualizzata. In questo ultimo periodo Twitter ha vissuto un ribasso delle sue azioni del 20%. L’azienda ha attribuito la colpa di questo fenomeno in parte a problemi legati alla tecnologia che aiuta gli inserzionisti a promuovere le applicazioni mobili sulla piattaforma.

La tecnologia in questione è la suite di prodotti “Mobile Application Promotion”.

Twitter ha dichiarato che i problemi riscontrati con questa tecnologia hanno portato a utilizzare inavvertitamente le informazioni private degli utenti per pubblicare annunci pubblicitari.

Prima che Twitter lasci che gli inserzionisti si rivolgano agli utenti in base ai dati del loro dispositivo, però, chiede il permesso.

Ned Segal, Chief Financial Officer di Twitter ha infatti dichiarato che: “Quell'impostazione non ha funzionato come previsto. […] Twitter stava usando quelle impostazioni anche se la gente aveva chiesto di non farlo”.

Segal ha concluso il suo intervento dicendo: “Come potete immaginare, il rimedio sarebbe la condivisione di dati aggregati invece di dati personalizzati, quando le persone ci hanno chiesto di non condividere i dati”.


La condivisione di dati aggregati è però proprio ciò che non vogliamo per evitare il ribasso del valore azionario di Twitter.

Il motivo per cui problemi come questo possono avere un impatto sulle entrate ha a che fare con il modo in cui gli inserzionisti acquistano gli annunci utilizzando queste informazioni. Twitter organizza aste per gli annunci, in cui gli inserzionisti fanno offerte per far vedere i loro annunci al pubblico a cui vogliono rivolgersi. Quando un inserzionista vince un’asta l’annuncio sarà servito una volta ad un utente su Twitter.

Quando Twitter offre più approfondimenti e dati sugli utenti e non dati aggregati in cui la specificità dell’informazione viene a mancare, gli inserzionisti lo trovano più convincente perché possono mostrare annunci più rilevanti agli utenti che vogliono raggiungere.


Una scelta obbligata


La sferzata al valore azionario e i bug riscontrati nelle sue tecnologie non hanno favorito Twitter e tanto meno le sue finanze.

Ad oggi Twitter vede alle sue spalle un baratro economico e nel guardare avanti vede una risalita lastricata di condivisioni di informazioni private con gli inserzionisti.

Le informazioni condivise non metteranno gli utenti in balia degli inserzionisti, ma permetteranno a questi ultimi di avere informazioni più precise per indirizzare al meglio le proprie pubblicità.


Tutto ciò permetterebbe a Twitter di sostenere la perdita economica subita e di continuare ad offrire un servizio gratuito ai suoi utenti.


Articolo di Angelo Rosace

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