Uber e Hyundai alleati per i taxi volanti

Si stima che nei prossimi anni il valore d’investimento degli air taxi in tutto il mondo, sarà di oltre 2 mila miliardi di dollari. Il traffico automobilistico mondiale ormai sta portando al collasso un intero sistema, oltre a essere la causa di problemi ambientali e di salute.

Un cambiamento, almeno in buona parte del mondo, è d’obbligo. Infatti i taxi volanti elettrici sarebbero la svolta green giusta per dare un grosso aiuto a diverse nazioni, grazie anche al fatto che il cielo sarebbe pronto a ospitare più di 20 mila macchine volanti.

Alleanze a decollo verticale


Hyundai e Uber non si son fatti scappare questa opportunità. L'obiettivo infatti prevede la creazione di un’alleanza economica a decollo verticale per essere i pionieri di questo nuovo mercato entro il 2023.

Hyundai, multinazionale coreana nel settore automobilistico, grazie a un investimento di oltre 1 miliardo di euro ha stretto un accordo per mettere a disposizione di Uber dei taxi volanti a decollo verticale.


I ruoli sembrano già definiti: l’azienda automobilistica si occuperà di produrre i veicoli, che per volere di Uber dovranno essere elettrici, mentre l’azienda di trasporti dovrà mettere a disposizione la propria app per utilizzare il servizio, gestire il controllo dello spazio di terra e quello aereo.


Il robotaxi di Hyundai e Uber


Il prototipo del taxi volante di Uber e Hyundai - su carta chiamato AS-1 - non coprirà più di 100 kilometri. Di conseguenza lo si potrebbe considerare ideale per il trasporto urbano.


Con 12 rotori posizionati attorno al veicolo che gli permetteranno di decollare e atterrare in maniera verticale come se fosse un elicottero, al suo interno il veicolo prevederà un posto per il pilota e altri quattro per i passeggeri, e potrà spostarsi a quasi 300km/h a un’altitudine variabile tra i 300 e i 600 metri.

Essendo un veicolo elettrico, le batterie dovranno essere studiate alla perfezione, sia dal punto di vista della durata, che della velocità di ricarica e del peso, poiché non dovrà influire in maniera negativa sul peso complessivo del taxi volante.


Per ora tutto sembra perfetto e quasi pronto al decollo, ma in realtà non sono ancora stati fatti dei veri test che possano confermare o smentire l'attuabilità del progetto visionario di Uber.

Uber però avrebbe già stilato una lista di città in cui far partire il servizio di flying taxi. Si inizierebbe dalle americane Los Angeles e Dallas. La terza sarà scelta tra città in India, Giappone, Brasile, Australia e Francia, ognuna delle quali con peculiarità che tornerebbero molto utili al progetto dei taxi volanti. Una di queste ha già sviluppato un servizio di aerei usati come bus urbani, mentre altre sarebbero perfette dal punto di vista organizzativo, della gestione del traffico a terra e automaticamente di quello in aria. Nei prossimi sei mesi Uber comunicherà chi si sarà aggiudicato il terzo gradino del podio.


Possibili ostacoli al progetto


Al giorno d’oggi però il piano di Uber e Hyundai esiste ancora solo a livello teorico. Tanti infatti potrebbero essere gli ostacoli riscontrabili lungo il percorso per renderlo realtà.

Attualmente non sono ancora stati fatti dei veri test con AS-1, che rimane un prototipo. Quindi, in realtà e in concreto, non c’è alcuna certezza che il piano delle due multinazionali si possa realizzare.


Tanto è vero che proprio il peso delle batterie dei veicoli elettrici sarebbe uno dei primi scogli da superare. Inoltre, non esiste ancora un regolamento vero e proprio in materia, non si conoscono i costi effettivi dell'intero progetto, quanto potrebbe essere il ritorno economico complessivo, e se i taxi volanti saranno davvero utili e accessibili a chiunque.

Mancano allo stesso tempo una stima del possibile inquinamento acustico e della gestione dello spazio aereo e di terra.


Di fatto, non si è ancora deciso nulla. Ma l‘ostacolo maggiore resterebbe comunque quello di attirare e convincere il pubblico e i papabili passeggeri di questa nuova possibilità di trasporto.

Insomma, in teoria si tratta di un progetto fantastico, nonché futuristico, facile e pronto per essere messo su strada, nella pratica c’è ancora tanto da fare. Ma Uber come sempre non si ferma qui.


L’altra faccia del piano di Uber


L'azienda di trasporto privato americano non starebbe pensando solo a come poter sfruttare le vie del cielo per rimpinguare le proprie casse, grazie anche alla partneship con Hyundai. Il piano comprenderebbe anche di incrementare entro il 2023 il progetto Uber Eats, ovvero la consegna a domicilio dei pasti attraverso l'utilizzo di droni. Perché? Perché questo servizio rappresenta una consistente entrata economica - specie negli USA e in Asia - visto e considerato il fatturato in crescita, 6 volte superiore a quello dell'anno precedente.


Per cui, sia che si tratti di trasporto pubblico - e magari in futuro anche privato - o di consegne a domicilio, di sicuro le macchine volanti dei film e libri anni ‘80 non sono più una possibilità così remota né così lontana dal realizzarsi.






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