Vino e vendita online: Parola d’ordine adattamento

Nel nostro paese, come emerge da recenti analisi effettuate durante la settima edizione della ricerca condotta da Omnicom Pr Group Italia, poche tra le aziende top nella produzione vinicola, fanno un uso efficiente ed efficace dei nuovi mezzi di comunicazione di cui disponiamo.

Alcune di esse però hanno trovato nella sfortunata condizione in cui versa il pianeta in questo momento una maniera di lavorare sui loro metodi di comunicazione.


Instagram la fa da padrone


Durante il periodo di lockdown le aziende si sono trovate costrette a puntare su metodi di comunicazione più moderni e soprattutto digitali per poter offrire i propri prodotti.


Tra tutti i social è sicuramente Instagram a farla da padrone, per l’unicità del format che lo rende particolarmente adatto al product placement e all’infiocchettare il prodotto con grafiche e immagini accattivanti. Gli account Instagram delle aziende vinicole hanno infatti subito un incremento dei follower del 51% rispetto al 2019. Facebook segue a Instagram in fatto di popolarità e anche su questo social notiamo un incremento dei follower.


Ciò che è però comune a tutte le piattaforme social è il proponimento di nuovi format per catturare il cliente ed aumentare l’engagement con il prodotto. Questi occupano un ventaglio amplissimo che spaziano da iniziative di solidarietà a tematiche legate alla sostenibilità. Tra i contenuti più originali troviamo degustazioni online con sommelier o aperitivi in streaming con influencer. Questi ultimi resi sempre più protagonisti e sicuramente ragione numero uno per il boom di follower.


Brand ambassadors e influencers


Con l’utilizzo massivo delle piattaforme social vengono evocate per forza di cose delle figure che ormai stanno sempre più dominando il mondo della pubblicità selezionata di prodotti. Queste figure sono i così detti brand ambassadors o più in generale influencer.


Perché gli influencer funzionano? L’influencer non verrà mai percepito dai consumatori come un venditore porta a porta che non vedi l’ora smetta di suonare al tuo campanello, ma come un amico che segui e di cui prendi le parole come consigli. Queste persone riescono a creare un rapporto di fiducia con i propri followers. Proprio questa fiducia risulta poi essere il tramite attraverso il quale si basano product placement e pubblicità. Come dicevamo prima, nel contesto della produzione vinicola, si è fatto un uso efficace degli influencer, tant’è che oramai il 16% dei contenuti visibili su Instagram è postato dai cosiddetti Food blogger. Questa è una percentuale in continua crescita.


L’engagement dei food influencer è infatti aumentato del 32% rispetto al 2019. A rivelarlo è “Influencer Italia Travel & Food, Analisi dell’impatto del Covid-19”, ricerca realizzata da “Extreme”, azienda italiana specializzata nella web e social media data intelligence.

Ancora qualche lacuna da colmare


Nonostante gli enormi passi in avanti che abbiamo descritto, le aziende vinicole peccano ancora nel comparto di e-commerce. Non si può dire infatti che la scelta di esternalizzazione dell’e-commerce sia stata tanto condivisa come il resto delle iniziative sopra citate.

Ad oggi solo 6 su 25 aziende vinicole dispongono di siti di e-shop proprietari. Nonostante nel corso della pandemia siano aumentati in maniera considerevole i volumi di acquisto online di vino, di fatto le aziende non sembrano aver interpretato tutto ciò come una ragione per investire nell’e-commerce. Alcune aziende addirittura hanno un sito aziendale e preferiscono indicare sui propri metodi di comunicazione enoteche dotate di un wine shop online nel quale è possibile trovare i prodotti del proprio brand.


Il general manager e Ad di Omnicom PR Group ha dichiarato:

“La digitalizzazione del comparto vinicolo procede con intensità […]. Oltre al consolidamento dei canali social […] abbiamo assistito alla creazione di nuovi formati di degustazione. Questo è potenzialmente un elemento di grande interesse per il futuro alla luce dello sviluppo tecnologico atteso relativo all’internet dei sensi”.


Tutto ciò è effettivamente un elemento di potenziale sviluppo e “l’internet dei sensi” è un’espressione nuova e che indica la nascita di un nuovo modo di utilizzare “l’internet”.


Ciononostante come abbiamo visto le aziende vinicole italiane hanno ancora da lavorare per coprire questa piccola, ma presente, lacuna.


Lacuna che impedisce un’amplificazione massima della portata dei loro prodotti.


Articolo di Angelo Rosace

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