Viva-io: opportunità di business per ragazzi dislessici

Una scuola esperienziale che fa bene all’economia circolare: si è concluso in questo weekend appena passato uno dei primi incontri della formazione Viva-io per lo sviluppo di Human Trainer.


Si tratta di una figura particolare che abbiamo immaginato come “motore” del cambiamento in un’economia circolare locale. Una figura che guiderà gli studenti della scuola Esperienziale in un percorso formativo interamente mirato allo sviluppo personale - soft skills - e alla crescita di una nuova coscienza economica e comunitaria.

Potrebbe sembrare un’altra tendenza post new-age (per chi ancora se la ricorda) ma è in realtà un progetto che parte proprio dalla valorizzazione della persona per creare una Comunità che cresce.


Visione d’insieme


Siamo spesso portati a cercare di risolvere un problema alla volta e per settori definiti. Ma la nostra quotidianità è fatta di una serie di eventi che si susseguono e non di singole sessioni.


Sulla base di questa riflessione abbiamo ideato Villaggio Saggio che vuole dare una forte impronta al cambiamento di “visione” basandosi su reti di “sistemi funzionanti”.


In questo articolo affronteremo un passaggio importante che parte dalla scuola e arriva all’azienda. Ma, come anzidetto, la visione di Villaggio Saggio si allarga a tutti gli aspetti della vita.



Dislessia, scuola e studenti


È insolito parlare di un “disturbo” in un articolo sull’economia circolare ma siamo certi che tra poco potrà essere più chiaro.


Crediamo che, purtroppo, il sistema scolastico italiano, per la sua struttura ed organizzazione, spesso non riesca a centrare l'obiettivo di crescita formativa dei ragazzi che la frequentano.


Con particolare riferimento alla dislessia, ci siamo resi conto che spesso i ragazzi che vivono questa difficoltà di apprendimento non riescono a pensare alla scuola come apportatrice di benessere per la propria situazione e che, altrettanto spesso, la abbandonano dopo il primo biennio delle superiori.


È un vero peccato, perché la maggior parte delle persone DIS hanno un QI molto alto ma utilizzano tutte le intelligenze e non solo quelle linguistiche e logico matematiche (approfondisci qui). Spesso sviluppano alcune intelligenze più di altre e su quelle creano una competenza incredibilmente alta.


Ma questo è solo uno degli aspetti.

Vi parlo ora in prima persona e mi presento innanzitutto: sono Cristian Tava, formatore, e negli ultimi anni ho passato molto tempo a formare le persone sulle proprie soft skill e sulla capacità empatica di ascolto e comprensione. Ho incontrato persone che sono state per anni portate a pensare che dovevamo essere tutte uguali alle quali oggi viene detto che per essere attraenti nel mondo del lavoro è necessario essere uniche.


Le persone DIS hanno già dentro di sé, e non possono rinunciarvi, tutte queste caratteristiche che sono preziose proprio nello sviluppo di una “relazione umana aziendale” sia interna che esterna.


Insieme al gruppo con il quale lavoro, abbiamo così pensato di creare un percorso che (per ora) inizia dai 16 anni e che mira a formare giovani (sia non dislessici che dislessici) persone capaci di allenare le proprie capacità nel campo della comunicazione e marketing, ma anche dell’artigianato e dell'agricoltura come una rosa di esperienze che possano creare una visione unica per ognuno di loro.


Visione unica, persone uniche, valori unici. Ecco cosa potrebbe trovare un’azienda in una persona DIS che ha praticato un percorso speciale di maturazione.


Creando il progetto della scuola esperienziale per i giovanissimi ci siamo resi subito conto che serviva una figura intermedia e forse ancora più importante: il Tutor (chiamato Human Trainer) che è un giovane, massimo ventiseienne, che impara a gestire gli studenti.


Ragionando sui percorsi formativi della scuola tradizionale ci siamo resi conto che spesso non riuscivano a trasmettere quello che è davvero importante:

  • autostima;

  • preparazione alle cose pratiche della vita;

  • relazione umana;

  • esempio.


Ci siamo così interrogati su come sarebbe stato poter accompagnare questi ragazzi verso un percorso di vita più consapevole. Quindi non una formazione fine a se stessa ma una formazione che sia prima di tutto un “prendere per mano”.

Per tale motivo abbiamo strutturato un percorso di creazione di startup locali che possano accogliere i giovani studenti da inserire nel mondo del lavoro.


Dalla scuola al lavoro, con un supporto importante e la collaborazione delle aziende locali.

Questa è la scuola di Villaggio Saggio chiamata Viva-io.


I bisogni delle Aziende


In questo periodo è diventato ormai uno standard lo smartworking ma parimenti abbiamo verificato che lo smartworking (diventato home-working in molti sensi) ha ridotto enormemente la relazione umana di cui abbiamo bisogno.


Allo stesso tempo le aziende oggi desiderano attrarre a sé persone con una visione diversa, una visione alternativa perché il sistema scolastico tradizionale ha spesso immesso sul mercato del lavoro un gran numero persone non formate per abbracciare i problemi nella loro complessità e di considerare i possibili effetti delle diverse azioni (l’esempio dello smartworking che non tiene conto della relazione umana).


Dunque, riteniamo che investire in persone con queste naturali capacità di sviluppare contemporaneamente più intelligenze potrebbe essere una delle chiavi di lettura di una nuova economia.


Perché le aziende dovrebbero sostenere la formazione?

La risposta è logica: parlando di (reti di) economie circolari, possiamo pensare che due o più aziende sostengano con borse di studio i percorsi formativi di ragazzi “speciali” permettendo loro di completare e migliorare le proprie competenze e le capacità di visione del mondo del business e della comunità. Terminata la formazione, se mai si può considerare terminata, le aziende avranno a disposizione delle figure con una nuova professionalità e competenza.


Investire su questo tipo di percorsi vuol dire investire, come fanno le B-corp, sulla comunità (che sia locale o in rete) con un effetto boomerang molto importante e con una crescita esponenziale. Investire in questo tipo di scuola significa fare crescere il proprio business tenendo conto di una serie di fattori di crescita e sviluppo nel tempo.


Attraverso percorsi di affiancamento, tirocinio, stage e altro, le aziende possono far “germogliare” dei nuovi semi che non sappiano solo schiacciare un bottone ma siano capaci di fare davvero la differenza.


Cambiare le dinamiche


L’evoluzione nasce dal cambiamento e a volte non è così impossibile da mettere in atto, basta cambiare la prospettiva.


Si parla molto di riportare la persona al centro dei progetti di business ma si finisce sempre creando situazioni che non cambiano le dinamiche veramente.


Stiamo coinvolgendo sempre più aziende e sempre più famiglie in questo percorso di crescita.


La diversità e l’unicità sono fattori importanti per la persona come per l’azienda ma soprattutto la crescita della comunità diventa l’elemento che farà la differenza nei prossimi anni.



Riferimenti

www.vivaio.education Scuola esperienziale

www.villaggiosaggio.it Da comune a Comunità


Articolo di Cristian Tava

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